Economia 4 Marzo Mar 2015 1059 04 marzo 2015

Banda Ultralarga, ecco le strategie

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Quello messo in campo dal Governo è ''un piano di investimenti pubblici da 12 miliardi di euro in 7 anni: 4,4 miliardi da Fondo europeo agricolo sviluppo rurale, Fondo europeo sviluppo regionale e 5 miliardi dal fondo per lo sviluppo e la coesione a cui sommare altre risorse come Fondo Juncker, 'Sblocca italia', economie SPC''. Lo si legge nelle slide pubblicate sul sito del Governo per illustrare la Strategia per la banda ultralarga e crescita digitale. L'Italia nel 2014 era il Paese con la minor copertura di reti digitali di nuova generazione (NGA) in Europa, sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali per l'accesso a più di 30 Mbps (Megabyte per secondo) ed un 20% di copertura, contro il 62% europeo; con la prospettiva di giungere solo nel 2016 al 60% di copertura a 30 Mbps e in assenza di piani di operatori privati per avviare la copertura estensiva a 100 Mbps. E' questa la base di partenza della Strategia per Banda Ultralarga, concepita per recuperare il gap con l'Europa e raggiungere l'obiettivo strategico di massimizzare la copertura entro il 2020 da un punto di vista infrastrutturale, raggiungendo come minimo Internet in ultrabroadband ad almeno 100 Mbps per almeno il 50% della popolazione come utente, con un 100% dei cittadini che abbiano la copertura a 30 Mbps, ma dandosi come obiettivo del piano il raggiungimento dei 100 Mbps fino all'85% dei cittadini. Per quanto riguarda la Strategia per la Crescita Digitale intende stimolare la creazione e l'offerta di servizi che ne rendano appetibile l'utilizzo e la sottoscrizione di abbonamenti in ultrabroadband. Ecco nel dettaglio i due progetti. BANDA ULTRALARGA. Passa per un mix virtuoso di investimenti pubblici e privati. Se i privati investiranno in misura uguale al pubblico, l'obiettivo che si può raggiungere è superiore a quello minimo europeo, con azioni quali agevolazioni tese ad abbassare le barriere di costo di implementazione, riducendo gli oneri amministrativi; coordinamento nella gestione del sottosuolo attraverso l'istituzione di un Catasto del sotto e sopra suolo; adeguamento agli altri Paesi europei dei limiti in materia di elettromagnetismo; incentivi fiscali nelle aree più redditizie per promuovere il "salto di qualità"; incentivi pubblici per investire nelle aree marginali e realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree a fallimento di mercato. CRESCITA DIGITALE. Sinergico alla Strategia per la Crescita Digitale, punta alla crescita digitale di cittadini e imprese, anche utilizzando le leve pubbliche. Integrerà in modo sussidiario quanto realizzato o in fase di realizzazione sia nel pubblico, sia nel privato. Tra gli obiettivi che si pone: - obbligo dello switch-off nella P.A, con il superamento della tipologia tradizionale di fruizione dei servizi al cittadino; - trasparenza e condivisione dei dati pubblici (dati.gov.it); - nuovi modelli di Partnership Pubblico/Privato e coordinamento di tutti gli interventi di trasformazione digitale; - la diffusione di cultura digitale e lo sviluppo di competenze digitali in imprese e cittadini; - progressiva adozione di Modelli Cloud; - innalzamento dei livelli di affidabilità e sicurezza. - Servizio Pubblico d'Identità Digitale (SPID) per un accesso sicuro e protetto ai servizi digitali. - Digital Security per la P.A per tutelare privacy, integrità e continuità dei servizi, oltre alla centralizzazione e programmazione della spesa/ investimenti reingegnerizzazione e virtualizzazione dei servizi in logica cloud con conseguente progressiva razionalizzazione datacenter.

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