Economia 5 Marzo Mar 2015 1305 05 marzo 2015

Corporate bond, i protagonisti in Usa e Europa

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Corporate bond Alle aziende americane i corporate bond piacciono, sia che si tratti di emissioni negli Stati Uniti sia che si parli dell’estero, Europa in particolare. L’ultimo esempio è quello del colosso farmaceutico Actavis, che ha piazzato obbligazioni negli Stati Uniti per 21 miliardi di dollari, la seconda cifra più alta di sempre, ma la lista del 2015 è già molto lunga e include nomi del calibro di Microsoft, Apple ed Exxon Mobil. Perché tutto questo interesse? Gli investitori si buttano su investimenti che generano buoni introiti in un   momento in cui i titoli di stato, molto più sicuri, hanno rendimenti molto bassi. Ecco le operazioni più interessanti. NEL 2015 GIÀ EMESSI BOND PER 203 MILIARDI IN USA Per avere un’idea della dimensione del fenomeno bastano alcuni dati. Secondo Dealogic, in America nel 2015 sono stati piazzati bond aziendali per 241 miliardi di dollari, il massimo dal 2009, di cui 116,5 in febbraio. Per quanto riguarda invece le obbligazioni denominate in euro, le vendite da parte di società americane sono più che raddoppiate quest'anno a circa 28 miliardi di dollari dai 13 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso e ai massimi dal 2007. Per le società americane che hanno una forte presenza internazionale, vendere bond in euro ha senso perché consente di bilanciare passività con introiti nella stessa valuta. Scendono inoltre i costi del credito tramite la vendita a nuovi acquirenti. Come mostra il Markit Index, in media i corporate bond in euro hanno yield attorno all’1,07%, vicino ai minimi storici e più di un punto percentuale più bassi rispetto a un anno fa.

Actavis ACTAVIS: IN USA SECONDA MAGGIORE EMISSIONE DI SEMPRE. L’operazione maggiore negli Stati Uniti è stata quella di Actavis. Il colosso farmaceutico americano Actavis ha venduto bond per 21 miliardi di dollari, ma gli ordini erano arrivati fino a circa 90 miliardi. È stata la seconda maggiore offerta di obbligazioni aziendali   di sempre, dopo quella da 49 miliardi di Verizon Communications a settembre 2013 e prima di quelle da 17 miliardi di Medtronic e Apple. I decennali piazzati dalla società farmaceutica hanno un rendimento del 3,843%, 1,75 punti percentuali in più rispetto ai titoli di stato con la stessa scadenza, mentre i trentennali hanno uno yield del 4,783%, 2,10 punti percentuali in più del titoli del Tesoro corrispondenti. Actavis, che ha un rating a livello investimento, aveva bisogno di contante per coprire i costi dell'acquisizione da 66 miliardi di dollari di Allergan, il produttore del Botox.

Apple LE ALTRE, COMPRESA APPLE, NON SONO DA MENO Actavis non è l’unica a essersi buttata sul mercato dei corporate bond, anzi ha seguito quanto fatto dalla rivale Merck & Co, che ha piazzato obbligazioni per 8 miliardi di   dollari, in modo da finanziare l’acquisto di Cubist Pharmaceuticals. Anche il colosso petrolifero Exxon Mobil ha alzato il target della prevista offerta di corporate bond da 7 a 8 miliardi, mentre il mese scorso Microsoft ha venduto debito per 10,75 miliardi di dollari e Apple per 6,5 miliardi di dollari, entrambe con l’obiettivo di usare il ricavato per riacquistare titoli propri. Chevron invece ha venduto bond a sette anni con un tasso di interesse del 2,411%. «Le grandi aziende americane offrono rendimenti attraenti,   soprattutto se si guarda il contesto globale. La ricerca di rendimento continua», ha detto Collin Martin, analista ricercatore dello Schwab Center for Financial Research.

Coca Cola SUGLI EURO-BOND COCA-COLA È LA REGINA Il contesto di bassi costi del credito, che secondo gli esperti è destinato a continuare, spinge le aziende americane verso offerte di debito denominato in euro. Coca-Cola ha venduto bond di nuova emissione per 8,5 miliardi di euro, la maggiore vendita da parte di una società americana (il record spettava a Pfizer con 5,85 miliardi nel 2009) e la seconda in assoluto per bond denominati in euro dopo quella da 9,75 miliardi di Roche nel 2009. I bond emessi da Coca-Cola hanno maturazione tra due e vent'anni, con tasso fisso e   variabile. Le obbligazioni a otto anni hanno un coupon dello 0,75%. Standard & Poor’s   Ratings Services ha una valutazione "Aa" sul debito di Coca-Cola.

Warren Buffett BUFFETT PENSA ALL’EUROPA, APPLE CI SCOMMETTE Warren Buffett, numero uno di Berkshire Hathaway e terzo uomo più ricco del mondo secondo Forbes, guarda con interesse al mercato degli euro bond e pensa alla sua prima emissione di debito denominato in euro. La vendita arriverà nel prossimo futuro e sarà gestita da Bank of America Merrill Lynch, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Wells Fargo. Apple invece ha venduto bond denominati in franchi per 1,25 miliardi. A convincere Cupertino è il successo delle vendite di debito denominato in euro (la prima   c’è stata lo scorso novembre) e in dollari. La società, che puntava a raccogliere almeno un miliardo di franchi svizzeri, ha venduto obbligazioni in due tranche: la prima con scadenza al 25 novembre 2024 e un rendimento dello 0,281% per 875 milioni di franchi svizzeri e la seconda con scadenza al 25 febbraio 2030 e un rendimento dello 0,74% per   altri 375 milioni di franchi svizzeri.

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