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MERCATI 6 Marzo Mar 2015 2100 06 marzo 2015

Effetto Draghi, spread sotto quota 90 punti

Via al Qe il 9 marzo. Differenziale Btp-Bund ai minimi dal 2010. La Grecia presenta il suo piano per salvarsi.

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Il governatore della Bce Mario Draghi.

Mercati sollevati e spread tra Btp e Bund tedeschi per la prima volta dal maggio del 2010 sotto quota 90 punti (anche se la chiusura è stata a 92) e titoli della 'periferia' ai minimi storici di rendimento: sono i primi effetti dell'annuncio delle Bce al via del Quantitative easing. A Milano Piazza Affari ha chiuso in progresso dello 0,16%, contrastate le altre: Londra ha ceduto lo 0,71%, Parigi è rimasta invariata (+0,02%) e Francoforte ha guadagnato lo 0,41%.
CAMBIO EURO-DOLLARO AI MINIMI DAL 2003. Se il Vecchio continente si aggrappa al salvagente di Mario Draghi per uscire faticosamente dalla recessione, negli Usa il rafforzamento economico prosegue. Trend confermato dalle pressioni ribassiste sull'euro: la divisa unica europea ha aggiornato i minimi a 11 anni e mezzo contro il dollaro Usa, al rafforzamento dell'occupazione americana, e tratta sotto 1,09, ai minimi da marzo 2003.
DRAGHI PASSA IL TESTIMONE AI TECNICI. Ma Draghi può essere contento perché passa ora il testimone ai tecnici, impegnati fra consultazioni e conference call fra le banche centrali dell'euro per essere tutti pronti, lunedì 9 marzo, con gli acquisti di bond. Cosa succede in queste ore, chi fisicamente comprerà i bond dell'Eurozona, con quali meccanismi, lo hanno spiegato gli addetti ai lavori fra Francoforte e Roma: il Qe è infatti suddiviso fra l'Eurotower e gli istituti nazionali, chiamati a svolgere il grosso degli acquisti sui titoli di Stato. I preparativi non sono proprio frenetici, perché nessuno dei due - Bce e istituti nazionali - è nuovo alle operazioni sui mercati. Ma per quanto i tecnici siano ben allenati, c'è chi è chiamato a lavorare anche nel weekend del 7 e 8 marzo in vista dell'avvio delle operazioni.
LE BANCHE CENTRALI NAZIONALI CHIAMATE AD ACQUISTI PER 60 MLD AL MESE. «C'è comunque una fase di assestamento all'inizio del Qe», ha assicurato chi è vicino ai preparativi. A Francoforte c'è un direttorato denominato market operations, di cui fanno parte circa 180 persone, che segue, analizza e opera su obbligazioni e liquidità. Un team di una decina di persone, che fa capo alla divisione euro area bond markets, effettuerà tecnicamente il Qe. Al lavoro anche, e soprattutto, le banche centrali nazionali. Partendo il 9 marzo e dovendo comunque assicurare 60 miliardi di acquisti mensili, è probabile che anche queste inizino a darsi da fare subito.
BCE E ISTITUTI NAZIONALE L'OBBLIGO DI ESSERE MARKET NEUTRAL. È previsto che lo facciano con una serie di accortezze, prima fra tutte l'obbligo per Bce e istituti nazionali di essere market neutral: non distorcere la formazione naturale dei prezzi.
È probabile, dunque, che gli acquisti - fatti solo sul mercato secondario tramite il ricorso alle banche market makers, e guardando ai prezzi sulle piattaforme esistenti di mercato - si tengano alla larga dai titoli che i tesori stanno mettendo in asta.
E che chi compra cerchi di spalmare il Qe su tutte le scadenze fra i due e i 30 anni.
MONITORAGGIO CONTINUO DELLA BCE. La Bce è chiamata a sorvegliare con occhio attento gli istituti nazionali con un monitoraggio continuo: per far sì che vengano rispettate le quote pari al capitale di ciascun paese nella Bce (l'Italia è vicina al 18% che corrisponderebbe a circa 140 miliardi di titoli da comprare), che la composizione del Qe fra titoli pubblici e non sia quella giusta, per verificare che tutto funzioni a dovere. Ed è previsto che gli esperti delle market operations lavorino a stretto contatto con il direttorato economics, quello responsabile dell'analisi, oltre che con gli esperti legali.

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