Economia 6 Marzo Mar 2015 1837 06 marzo 2015

Media, il Biscione mangia tutto

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Anche se in un perimetro diverso da quello ipotizzato a Cologno Monzese, sta prendendo forma quel gruppo dei media a 360 gradi (tv, libri, ripetitori e soprattutto telefonini) che dovrebbe vedere la famiglia Berlusconi non più nella vista di imprenditori, ma azionista forte di un public company regina del settore delle Tlc in Italia. Il cda di Rcs ha concesso alla Mondadori di poter trattare in esclusiva la vendita del settore libri. Sul fronte dell’operazione Raiway la controllata del Biscione, Ei Tower, manda segnali di fumo verso il governo e fa intendere di essere pronta a entrare in un conglomerato delle reti, ma con una quota di minoranza. Intanto l’interesse dei gruppi stranieri per Telecom spinge l’ex monopolista telefonico italiano a seguire la strada dei suoi concorrenti per rafforzarsi: stringere un accordo con il principale broadcaster italiano per veicolare sulla rete contenuti editoriali. SI TRATTA SUL POLO DEL LIBRO Per creare un editore in grado di controllare il 40 per cento del mercato, Ernesto Mauri della Mondadori ha offerto al suo principale concorrente, Rcs, tra i 120 e i 150 milioni per la sua divisione libri. Il prezzo è sicuramente vantaggioso per la casa editrice di Segrate, ma senza un’operazione del genere la Rizzoli sarebbe costretta a ridurre il perimetro della sua attività editoriale, se non “rottamare” marchi famosi e storici, ma oggi periferici, come Fabbri, Sansoni o Bompiani. Per tutto questo il consiglio di amministrazione di Rcs, come si legge in un comunicato, «ha deciso a maggioranza di proporre a Mondadori la concessione di un periodo di esclusiva sino al 29 maggio 2015 per l'acquisizione della quota in Rcs Libri per approfondire termini e condizioni dell'eventuale operazione». Il mercato ci crede (infatti Mediaset ha chiuso la seduta di Borsa del 7 marzo in rialzo dell’8,2 per cento), anche il premier Renzi ha benedetto l’operazione («Mi preoccupo più per la ricchezza bruciata dai soci di Rcs», ha detto all’Espresso), ma secondo alcuni analisti è più probabile che – con questa mossa - i soci forti di via Solferino vogliano strappare un prezzo migliore a quello offerto dalla famiglia Berlusconi.  Intanto Piazza Affari gongola anche perché già guarda a un possibile spin off societario post acquisizione, con la Mondadori pronta a quotare la parte libri in un’ottica sempre più europea. PARTNER NEL GIGANTE DELLE TORRI Giovedì 5 marzo la procura di Roma ha reso noto di aver aperto un fascicolo sull’Opas lanciata da EiTowers su RaiWay, sulla base di un esposto di Elio Lannutti, presidente Adusbef. L’ex senatore parla «di manipolazione dei mercati e di insider trading sui titoli RayWay e della galassia Mediaset», segnalando che «il rastrellamento di azioni che si è verificato dal 14 gennaio, a seguito di un periodo in cui il titolo Rai Way non era oggetto di particolari attenzioni e faceva registrare un modesto numero di scambi. Il che ha portato, nel giro di poco più di un mese, ad un incremento del prezzo di circa il 30 per cento, dai 3,18 del 14 gennaio ai 4,05 del 25 febbraio». Ma c’è lo stesso approccio verso l’operazione a Palazzo Chigi. E lo stesso vale a Cologno Monzese. Per rispondere alle sollecitazioni della commissione Industria del Senato, i vertici di EiTowers si sono detti pronti a « portare modifiche alla struttura dell'operazione per rilevare RaiWay e creare un polo delle torri di trasmissione». Unico caveat, «eventuali modifiche alle condizioni dell'offerta dovrebbero mantenere inalterata la valenza industriale e i ritorni finanziari del progetto». Che, non va dimenticato, punta a blindare un settore strategico a livello nazionale con «un’operazione che rafforzerà tutti gli stakeholder». Dietro queste parole gli analisti vedono la possibilità che il Biscione entri in Raiway con una quota di minoranza, ma sufficiente per i Berlusconi a entrare nel mercato della trasmissione dati in prospettiva dello sbarco dei telefonini di quinta generazione. VIVENDI COSTRETTA A TRATTARE SU TELECOM Nelle scorse ore Stephane Richard, ceo di Orange, ha rimesso Telecom al centro del risiko delle Tlc, definendola «una grande opportunità per il consolidamento del settore in Europa». A ben guardare dietro quest’uscita c’è per lo più una riflessione, ma tanto basta per spingere i soci dell’ex monopolista telefonico a studiare come valorizzare il gruppo. In quest’ottica il principale azionista privato – Vivendi – potrebbe accelerare le trattative con Fininvest. E non soltanto perché il Biscione ha circa mezzo miliardo di liquidità in cassa e ha già deciso di concludere le acquisizioni di Rcs libri e Raiway a debito. Il gruppo francese sta per uscire dalla telefonia e sembra più interessato a valorizzare l’investimento in Telecom come di contenuti editoriali. Di questo almeno sarebbe convinto Tarak Ben Ammar, storico amico di Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè, prossimo a entrare nel Cda di Vivendi.

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