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OCCUPAZIONE 7 Marzo Mar 2015 1303 07 marzo 2015

Jobs Act in vigore, Poletti: «Nuova fase per il lavoro»

Duro il segretario della Uil: «Inizia una fase di insicurezza dell'era 2.0».

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Sono entrati in vigore i decreti attuativi del Jobs Act (ecco cosa prevede la riforma). E la nuova legge divide, tra fan e 'gufi'. Se la governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani dice che la riforma «arriva al momento giusto», il collega della Toscana Enrico Rossi si è chiesto «che si aspetta a trovare i soldi per garantire un sussidio minimo di disoccupazione a chi non ha lavoro».
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha salutato l'entrata in vigore dei decreti con una nota ufficiale: «Da oggi», ha dichiarato, «si apre una fase nuova per il lavoro in Italia». «Si avvia la costruzione di un nuovo mercato del lavoro più efficiente ed efficace, ed al tempo stesso più equo ed inclusivo», ha dichiarato Poletti.
INDETERMINATO DIVENTA NORMALE. Il ministro ha ribadito che «con il contratto a tutele crescenti, certo sotto il profilo della regolamentazione del rapporto di lavoro e conveniente sotto il profilo economico - con la decontribuzione triennale per i nuovi assunti e la deducibilità dal calcolo dell'imponibile Irap della componente lavoro - le imprese non avranno più alibi, e potranno procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato, che potrà così diventare, dopo decenni di prevalenza di molteplici tipologie contrattuali precarie, la forma contrattuale ordinaria per i nuovi rapporti di lavoro, con riflessi positivi sulle prospettive di vita dei lavoratori e, di conseguenza, anche su una ripresa dei consumi». A questo, ha aggiunto, «si unisce una nuova regolamentazione degli strumenti di sostegno per chi resta senza lavoro, che amplia la platea di chi ne può beneficiare e delinea un intervento di politiche attive che aiutino nella ricerca di una nuova occupazione».
PIÙ FACILE RIDURRE LE TUTELE. Duro, invece, il giudizio del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: «Oggi inizia una nuova fase di insicurezza dell'era 2.0».
«C'è un entusiasmo esagerato per l'entrata in vigore di questo provvedimento cha fa da cassa di risonanza alla soddisfazione degli imprenditori e dell'Europa del rigore», ha scritto il sindacalista.
«Da oggi», ha aggiunto, «sarà più facile ridurre le tutele dei lavoratori e licenziare: questa è l'unica certezza. Mentre, per quanto riguarda la ripresa dell'occupazione, c'è un'altra certezza, ma questa volta riguarda gli Usa. È lì che si registrano un exploit per le assunzioni e l'ennesima discesa del tasso di disoccupazione. E ciò accade perché in quel Paese proseguono i massicci investimenti in infrastrutture, innovazione, ricerca, cultura. Quando l'Europa e l'Italia impareranno quella lezione, allora si potrà parlare di buona occupazione anche dalle nostre parti».

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