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MUM AT WORK 7 Marzo Mar 2015 0800 07 marzo 2015

La felicità lavoro-figli vive in agriturismo

Ambiente, etica e gestione in famiglia. Storie di donne manager in campagna.

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Il 50 per cento dei giovani italiani sogna di gestire un agriturismo.

Aveva già tutto pronto in casa, nell’azienda che era di suo padre, e nella tradizione contadina familiare.
Nell’agro di Fasano, ai piedi della collina di Cisternino, Floriana Fanizza aveva a portata di mano sia la sua strada lavorativa sia la possibilità di vivere al meglio il doppio ruolo di madre e di imprenditrice.
GESTIONE FAMILIARE. Nella campagna pugliese, in casa Fanizza, è tutta la famiglia che si occupa della cura dei bambini, che crescono a metà tra casa e bottega.
«La mia vita è cambiata in meglio. Grazie al mio lavoro posso organizzarmi anche con la mia famiglia per pianificare la giornata mia e del mio bambino. Mia madre e le mie zie mi danno una grande mano con lui, che comunque sta con me per gran parte della giornata. Mi sento molto fortunata, perché le persone che hanno un impiego i figli spesso li vedono solo la sera. Il piccolo la mattina si sveglia e viene in cucina e sta con me. È sereno, vive in famiglia e io mi posso dedicare al lavoro e al mio impegno per la Coldiretti».
DALL’UNIVERSITA’ ALL’AGRITURISMO. Ma non è solo un ritorno all’antico, un rifugiarsi nella tradizione. Floriana non è una conservatrice.
Fino al ritorno nell’azienda di famiglia, aveva lavorato, per otto anni, da precaria, all’università. E al suo arrivo portò una carica innovativa.
Fece partire l’attività di molitura dell’olio per la commercializzazione e aderì al circuito dei mercati di Campagna Amica della Coldiretti per la vendita diretta dei prodotti dell’orto.
APERTI AL MERCATO ONLINE. Sempre da un’idea di Floriana, casa Fanizza si è aperta anche al mercato online, dove è in vendita una linea cosmetica a base di olio extravergine di oliva.
Poi si decise di differenziare il business familiare e di investire nella ristrutturazione di una masseria del 1600. All’inizio erano solo due le camere messe a disposizione di turisti e visitatori. Oggi, con 32 posti letto, la masseria è diventata un agriturismo che dà lavoro a 15 persone.

Le donne? Innovative e sensibili all'ambiente

Oggi le donne in agricoltura sono una forza che rappresenta una azienda su tre, come spiega la Coldiretti.
Le donne sono innovative e rendono l’agricoltura più multifunzionale e vicina ai bisogni dei consumatori.
Dalle donne arriva anche una maggiore sensibilità ambientale, anche perché ambiente di lavoro e ambiente familiare si trovano nella maggior parte dei casi a coincidere.
E questa è la storia raccontata da Maria Luisa Bertoluzza. «La mia professione è come una babysitter che non mi ha mai tradito».
QUI NON CI SI ANNOIA. Il lavoro nei campi e con gli animali è stato un alleato per far crescere i suoi quattro bambini: «C’era un’atmosfera tranquilla e i miei figli non hanno mai avuto tempo per annoiarsi».
E poi i ragazzi erano sempre vicini a lei anche quando lavorava. «Mi sono sempre occupata delle mucche del nostro allevamento bovino. Mentre i miei quattro figli, insieme a me, d’estate si divertivano a falciare i prati. Questo tempo dedicato a vivere in azienda, li ha resi partecipi e consapevoli del nostro lavoro. E ha trasmesso loro anche un’etica del cibo. Loro sanno, e ora lo sanno anche i loro figli, che non serve forzare le mucche con il mangime».
PASSAGGIO DI CONSEGNE. E così il passaggio di consegne, di conoscenze ed esperienze si è allungato di un’altra generazione. «I miei nipoti vengono alla malga, vanno al pascolo, allattano i vitelli. Se c’è una puledra da abituare alla sella, vengono loro. Loro lo fanno come un gioco e così imparano a far funzionare le mani».
Maria Luisa ora è un’imprenditrice agricola “in carriera”. «Ma 40 anni fa in questo ruolo era molto difficile vedere una donna. Un’impiegata, come ero io prima del matrimonio, doveva sposare come minimo un altro impiegato». Invece lei nel ‘76 sposa Gianni Trettel, agricoltore. E si trova a fronteggiare un mondo tutto maschile «che non aveva “paura” di me perché donna, ma per la mia cultura. Io non capivo niente delle mucche, ma di tutto quello che ci ruotava intorno si».
NASCE UNA VERA AZIENDA. È così che ha convinto suo marito a fare le cose sul serio. Lui che fino a quel momento si era dedicato alla terra quasi come a un hobby, decise di fare tutta la trafila burocratica per dare forma a una vera azienda.
«Mio marito ci ha messo le braccia e l’esperienza e io la le competenze acquisite nei miei studi», ricorda Maria Luisa. «Alla fine è stato un riscatto anche davanti ai miei genitori: a mia mamma sembrava di avermi persa, perché per lei dovevo continuare a fare l’impiegata».
La carriera di Maria Luisa è a tappe forzate. Dal 1980 è stata titolare dell’azienda agricola di famiglia e socia Coldiretti. Ha fatto parte del gruppo Donne Rurali di Tesero dal 1985 e dal 1999 di Donne Impresa.
IL SOGNO ERA CUCINARE. Poi nel 1994 ha affiancato all’attività principale a indirizzo zootecnico anche un agriturismo, che segue a 360 gradi: dall’amministrazione alla cucina - «il mio sogno era cucinare». Dal 1999 è anche membro del Direttivo provinciale Donne Impresa Trento e dal 2008 ricopre la carica di responsabile regionale Trentino Alto Adige.
Dal 2012 è vice responsabile nazionale Donne Impresa. Dal 2013 rappresenta Coldiretti al tavolo per l’imprenditoria femminile in C.c.i.a.a. di Trento.
«Sono soddisfatta del mio lavoro e non tornerei mai indietro: mi ha dato tante soddisfazioni. In Val di Fiemme sono conosciuta come una persona che ha dato tanto per la comunità. Tratto sempre con uomini: il mondo maschile mi affascina e devo dire che mi sono sempre fatta rispettare».

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