Economia 7 Marzo Mar 2015 1000 07 marzo 2015

L’artigiano in fiera conquista la Cina

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Antonio Intiglietta e Luo Feng a sinistra L’artigianato italiano si prepara a conquistare la Cina attraverso il web. Ge.Fi. - Gestione Fiere S.p.a. che organizza a Milano la più grande rassegna di settore a livello internazionale, L’artigiano in fiera, che ha dato vita allo shop on line Artimondo, ha firmato con IZP Technologies Group un accordo per sviluppare un progetto comune sul portale Haixuan, promosso dal gruppo con sede a Pechino allo scopo di facilitare il commercio di brand internazionali. In particolare, le parti realizzeranno un canale dedicato, denominato “Artimondo Italian Life Style by Artigiano in Fiera”: dal primo maggio sulla piattaforma saranno in vendita prodotti di abbigliamento, enogastronomia, gioielli, arredamento, oggettistica, salute e bellezza realizzati da artigiani italiani. «È la prima volta che, in modo così sistematico, l’artigianato italiano si presenta nel mercato cinese», racconta a Economiaweb.it il presidente Ge.Fi. Antonio Intaglietta. «La Cina è solo l’inizio: stiamo già lavorando ad accordi per entrare in altri mercati».

Accordo con il sito cinese www.haixuan.com Domanda. Qual è la potenzialità dell'artigianato italiano nel mercato cinese? Risposta. Le potenzialità sono enormi. I nostri prodotti giungeranno, infatti, in un Paese che registra un tasso di crescita tra i più significativi a livello globale. La Cina, inoltre, ha uno sguardo di stima e di stupore nei confronti della cultura e della tradizione italiana, oltre che per la capacità creativa e produttiva della nostra imprenditoria. Qui stiamo introducendo una sfida unica nel suo genere: sebbene esistano numerose iniziative meritevoli, è la prima volta che, in modo così sistematico, l’artigianato italiano si presenta nel mercato cinese. Se solo riuscissimo a coinvolgere in questa iniziativa qualche centinaio di imprese del food, del fashion, del furniture e dell’oggettistica realizzeremmo un’operazione di una imponenza incredibile. D. Qual è la domanda stimata? R. Le dimensioni, adesso, sono incalcolabili. L’obiettivo è quello di farsi intercettare e riconoscere.

Artigianato in fiera D. Quali sono gli step operativi dell'accordo? R. Il primo step è rappresentato dall’individuazione degli artigiani di Artimondo che decidono di stabilire con noi un rapporto in esclusiva con prodotti che, oggi o prospetticamente, riescano a soddisfare la domanda. La selezione dell’area food è quasi completata e in fase di attuazione, stiamo procedendo adesso con il fashion per poi concludere con il furniture e l’oggettistica. D. Quanti soggetti saranno presenti al debutto? R. Probabilmente arriveremo a una presentazione di 800 imprese e con un’operatività immediatamente attiva di 100-120. Il primo maggio sarà messa in moto su Haixuan la promozione ufficiale di Artimondo by Artigiano in Fiera. “Rischiamo” già di debuttare con qualche migliaio di prodotti. D. Quali sono i punti di forza dell’artigianato in un mercato estremamente competitivo come quello online? R. Il punto di forza è la sua eccellenza e la sua unicità. Artimondo non si presenta sul mercato on line con prodotti di quantità a prezzo scontato ma con articoli di qualità a prezzo concorrenziale. Si tratta di prodotti che difficilmente si possono trovare nei grandi store, nei negozi gourmet, nelle boutique o nei saloni di esposizione. Dovremo aiutare il mercato cinese a valutare questa unicità. Chi partecipa a L’Artigiano in Fiera in fiera ne ha un immediato riscontro. Dobbiamo fare in modo che chi accede alla piattaforma possa rendersi conto dell’originalità che presentiamo. D. Quali sono i prodotti su cui puntare maggiormente? R. Per quanto riguarda il food, potrei citare alcuni prodotti da cui ci aspettiamo un maggiore appeal: l’olio extravergine di oliva, la pasta originale italiana, i sughi, le confetture, i dolci, i vini e i liquori. Chiaramente è necessario l’onere della prova. La stessa considerazione vale anche per tutti i settori coinvolti. Al di là del nostro punto vista, sarà, infatti, decisivo il riscontro del mercato con il debutto su Haixuan, su Alibaba-Tmall Global e su Ximan color.

D. Dopo la Cina ci sono altri mercati su cui puntare? R. Puntiamo al mondo. Al momento, dopo gli accordi in Cina, aspettiamo una risposta da parte della Corea del Sud e siamo alla verifica di un partner in Russia. Subito dopo avvieremo altri contatti in Giappone, Sudafrica, India, America Latina e Stati Uniti. D. Il commercio elettronico può salvare un settore “tradizionale” come l'artigianato? R. L’e-commerce può contribuire a far conoscere nel mercato globale prodotti artigianali che altrimenti sarebbe impossibile promuovere a livello internazionale. D. Quanto vale oggi l'artigianato italiano, in patria e all'estero? R. In patria vale un’enormità: parliamo, infatti, di una delle strutture portanti dell’economia, così come per esempio il turismo, l’innovazione e la ricerca. C’è un aspetto che mi è evidente nell’incontro con gli artigiani: stiamo parlando di un esercito di imprese e persone “eroiche” che, molto spesso, trovano l’indifferenza delle politiche nazionali o l’ostracismo di alcune istituzioni statali e locali. La loro pazienza, intelligenza e caparbietà costruttiva resta una grande ricchezza. Sono convinto che la crescita di questa grande risorsa rappresenti la vera speranza per il futuro dell’economia e dell’occupazione del nostro Paese e non solo.

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