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MISURE 8 Marzo Mar 2015 1212 08 marzo 2015

Cgia, con il Quantitative easing 150 miliardi all'Italia

Bortolussi: «La Bce si impegna ad acquistare titoli per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese».

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Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi.

Con il Quantitative easing l'Italia dovrebbe ricevere dalla Bce fino a 150 miliardi di euro. Un dato che è stato stimato dalla Cgia di Mestre che ha rilevato come questa operazione dovrà contrastare il credit crunch.
Secondo la Cgia negli ultimi tre anni le famiglie e le imprese italiane hanno subito una contrazione nell'erogazione degli impieghi pari a 110 miliardi di euro.
In attesa che scatti la nuova operazione sul Quantitative easing la Cgia ha rilevato che tra il 2011 e la fine del 2014 le operazioni di rifinanziamento a lungo termine lanciate da Francoforte hanno consentito all'Italia di ricevere 305 miliardi di prestiti (pari al 25% del totale erogato nell'area dell'euro).
116 MILIARDI NEL 2011. Se nel dicembre del 2011 la Bce ha erogato al nostro sistema creditizio 116 miliardi con il Ltro 1, qualche mese dopo (febbraio 2012) se ne sono aggiunti altri 139 miliardi, grazie all'operazione Ltro 2. In tempi più recenti, infine, con il Tltro 1 (del settembre 2014) e con Tltro 2 (del dicembre 2014) l'Italia ha percepito rispettivamente 23 e 27 miliardi di euro. Misure, queste ultime - ricorda la Cgia - che a differenza delle prime due avevano un vincolo ovvero i fondi dovevano finanziare esclusivamente l'economia reale (famiglie e imprese).
Nonostante ciò, segnala la Cgia, «le operazioni Ltro e Tltro non hanno ancora consentito una ripresa degli impieghi al nostro sistema economico, anche se nell'ultimo anno si è registrato un rallentamento della stretta creditizia; tra la fine del 2013 e lo stesso periodo del 2014 gli impieghi in Italia sono diminuiti dello 0,9%, passando da 1.401,7 a 1.388,8 miliardi di euro».
BORTOLUSSI: «FINO A 150 MILIARDI PER L'ITALIA». «Con il Quantitative easing», ha rilevato il segretario Giuseppe Bortolussi, «la Bce si impegna ad acquistare titoli dei settori pubblici e privati per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese. Complessivamente la Banca centrale dovrebbe erogare fino al prossimo mese di settembre del 2016 più di 1.000 miliardi di euro. Di questi 1.000 miliardi, sostengono alcune importanti società finanziare europee, tra i 130 e i 150 miliardi di euro dovrebbero interessare l'Italia, con l'obbiettivo di ridare liquidità al nostro sistema economico che negli ultimi tre anni ha subito una contrazione nell'erogazione del credito del 7,4% che, in valore assoluto, corrisponde a una riduzione dei prestiti pari a 110 miliardi di euro».

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