Economia 9 Marzo Mar 2015 1000 09 marzo 2015

Assegni familiari, ecco chi ne ha diritto

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Sostegno per lavoratori precari Un aumento dello stipendio di qualche decina o centinaia di euro. E' quello che i lavoratori italiani possono ottenere quando si fanno riconoscere gli assegni al nucleo familiare (Anf). Si tratta, per chi non li conoscesse ancora, di un insieme di indennità in denaro (completamente esentasse) a carico dell'Inps e finanziate parzialmente con i contributi pagati dagli stessi lavoratori. Ma ecco, più nel   dettaglio, come funzionano e a quanto ammontano queste prestazioni a sostegno del reddito, che spettano a chi ha dei figli o dei familiari da mantenere.

Assegno familiare A CHI SPETTANO Dipendenti, disoccupati e lavoratori precari. Sono queste le principali categorie beneficiari degli assegni al nucleo familiare erogati dall'istituto nazionale della previdenza. Il trattamento di maggior favore spetta indubbiamente a chi ha un contratto di lavoro subordinato, che può incassare l'indennità piena anche se risulta assunto con il part-time, a   condizione che svolga un orario di almeno 104 ore al mese come operaio o di 130 ore come impiegato. Per chi invece ha un inquadramento precario, come le collaborazioni a progetto, gli assegni hanno un importo uguale a quello previsto per i dipendenti, purché almeno il 70% dei redditi del percettore derivino da un' attività parasubordinata e non da compensi di lavoro autonomo. Infine, tra chi può incassare l'assegno, ci sono pure le colf, le badanti e persino i pensionati ma soltanto se, durante la carriera, hanno versato i contributi come lavoratori dipendenti e non come autonomi.

Divorziati e separati SOLDI ANCHE AI DIVORZIATI. Nel caso delle coppie divorziate o separate, entrambe i genitori hanno diritto in egual misura agli assegni al nucleo familiare, anche se la scelta su chi incasserà effettivamente i soldi dall'Inps viene lasciata a un libero accordo tra le parti. In mancanza di un'intesa, la precedenza viene data al genitore che ha avuto in affidamento i figli o che comunque convive con loro. Non va dimenticato inoltre che il diritto agli assegni familiari viene riconosciuto anche a chi ha dei figli nati fuori dal matrimonio. COME SI CALCOLA L'ASSEGNO. L'importo delle indennità erogate dall'Inps dipende principalmente da due fattori: il reddito della famiglia e il numero di persone che la compongono. Anche due soli coniugi senza figli possono chiedere gli assegni, purché abbiano complessivamente dei redditi imponibili molto bassi, cioè inferiori a circa 24mila euro lordi all'anno. In tal caso, l'importo dell'indennità erogata è tuttavia abbastanza ridotto e non supera i 50 euro al mese. L'indennità diventa invece ben più consistente se nella famiglia ci sono anche altri componenti, in particolare se ci sono dei figli minorenni. Non vengono invece tenuti in considerazione i figli maggiorenni, a meno che non si tratti di persone dichiarate inabili al lavoro.

Famiglie numerose FAMIGLIE NUMEROSE AVVANTAGGIATE. Per i nuclei familiari molto numerosi, cioè con almeno 4 figli, tutti di di età inferiore a 26 anni, è previsto però un particolare trattamento di favore: in questo caso, per il calcolo degli assegni, si tiene conto anche dell'eventuale presenza di figli maggiorenni, purché di tratti di studenti e apprendisti che non hanno ancora compiuto i 21 anni di età. Infine, sull'ammontare dell'assegno influisce anche l'eventuale presenza di fratelli o sorelle di uno dei due coniugi, purché siano a loro carico, siano orfani di entrambe i genitori e abbiano meno di 18 anni di età oppure, se maggiorenni, siano stati dichiarati inabili al lavoro. QUALCHE ESEMPIO CONCRETO. Per sapere a quanto ammontano gli Anf a cui si ha diritto, bisogna consultare delle tabelle pubblicate dall'Inps, che sono facilmente reperibili anche su   internet, (all'indirizzo www.inps.it). In linea generale, l'importo degli assegni è direttamente proporzionale al numero di familiari, mentre diminuisce all'aumentare dei redditi dell'intera   famiglia, per annullarsi completamente sopra la soglia dei 100mila euro annui dichiarati. Per effettuare i calcoli, l'Inps tiene conto non soltanto dei compensi da lavoro ma anche di qualche   reddito-extra, come quelli derivanti da una collaborazione occasionale, purché risultino superiori a 1.032,91 euro annui. Ecco qualche esempio concreto sugli importi degli Anf. Se la famiglia è composta da un solo figlio e due genitori, ciascuno con un reddito che non arriva a 15mila euro lordi annui (circa 1.000-1.100 euro netti al mese), l'assegno erogato dall'Inps è attorno ai 47 euro mensili . Se nella stessa famiglia ci sono invece due figli, l'importo dell'assegno sale a 100-110 euro.

Pensionati COME CHIEDERE GLI ANF. Nel caso dei pensionati o dei disoccupati, la domanda per avere gli Anf va presentata direttamente all'Inps o ai patronati. I dipendenti devono rivolgersi al datore di lavoro, che si limiterà però a svolgere soltanto il ruolo di intermediario, cioè ad accreditare sullo stipendio i compensi dovuti che, come già ricordato, sono in realtà a carico dell'istituto nazionale della previdenza. GLI ALTRI SOSTEGNI. Gli assegni al nucleo familiare non vanno confusi altre prestazioni a sostegno del reddito esistenti in Italia. Oltre agli Anf a favore delle categorie indicate in precedenza, ci sono anche degli assegni familiari di importo modesto, fino a 10 euro circa al mese, che spettano ai coltivatori diretti e ai lavoratori autonomi in pensione che devono mantenere il coniuge oppure dei figli minorenni o inabili a svolgere qualsiasi tipo di professione. Per tutti i cittadini, ci sono poi degli assegni familiari erogati dai Comuni, che sono cumulabili con gli Anf dell'Inps e arrivano sino a 140 euro al mese. Queste indennità sono a beneficio delle famiglie con almeno tre figli a carico e che hanno un reddito annuo inferiore a circa 8.500 euro, calcolato secondo i parametri   dell'Isee, un indicatore che misura il reale benessere del contribuente, tenendo conto anche del   patrimonio finanziario e immobiliare di cui dispone.

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