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DATO 10 Marzo Mar 2015 1517 10 marzo 2015

Cgil, economia 'non osservata' vale quasi 290 miliardi l'anno

Studio Trentin-Techne: ogni anno il sommerso varrebbe 160-185 miliardi. Istat, industria giù a gennaio.

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La sede della Cgil di Vicenza.

L'economia non osservata, che racchiude l'economia sommersa, informale ed illegale, vale tra i 250 e i 290 miliardi di euro l'anno.
A dirlo uno studio presentato in Cgil e realizzato dall'associazione Bruno Trentin insieme all'Istituto di ricerca Techne e al Cer.
Il primato va all'economia sommersa, stimata in 160-185 miliardi.
POSSIBILE RECUPERARE SUBITO 14 MILIARDI DI EURO. Le cifre sono state fornite da uno studio dell'associazione Bruno Trentin, realizzato insieme all'Istituto di ricerca Tecnè e al Cer, presentato nella sede della Cgil. Secondo la loro analisi, dalla lotta all'evasione si potrebbero recuperare subito 14 miliardi solo rendendo più efficienti le norme attuali e implementando le misure di contrasto già esistenti. E questi 14 miliardi di gettito aggiuntivo andrebbero destinati all'estensione del bonus di 80 euro a pensionati e incapienti e all'ampliamento degli investimenti che determinerebbe un aumento dell'occupazione: quasi 150mila occupati in più in quattro anni.
CAMUSSO: «EVITARE LOGICA DEI CONDONI». «Se si vuole contrastare il fenomeno, bisogna evitare strumenti che riproducano la logica dei condoni» e quindi «non si può ragionare per soglie», ha commentato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Il riferimento è anche al falso in bilancio: «Se vuoi fare un'operazione seria, non puoi ammettere che sia legittimo, avere soglie entro le quali è punibile oppure no».
IL SOMMERSO VALE TRA I 160 E I 185 MILIARDI. Il primato del fenomeno va all'economia sommersa, che viene stimata in 160-185 miliardi. E in questa il lavoro irregolare non è irrilevante, anzi: riguarda tra i 3 e i 3,8 milioni di 'occupati', viaggiando tra i 25 e i 35 miliardi di euro. Il lavoro grigio e il lavoro nero, secondo Camusso, «sono una condizione di estorsione nei confronti di chi ha bisogno». Il numero uno del sindacato non ha risparmiato un altro attacco all'azione del governo, a partire dal Jobs act: «Siamo in un momento in cui tutti ci stanno raccontando le straordinarie meraviglie della ripresa, è una gara a chi è più ottimista, ma se il metro di misura è l'occupazione noi siamo tutt'altro che di fronte a segnali di ripresa».

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