Confindustria 150310115850
LETTERA ALL'UE 10 Marzo Mar 2015 1200 10 marzo 2015

Iva, Confindustria: «Reverse charge è devastante»

La denuncia inviata a Bruxelles contro il meccanismo che il governo vuole allargare alla Gdo.

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Confindustria ha scritto a Bruxelles per denunciare gli effetti del reverse change sull'Iva nella Gdo.

Ampliare il reverse charge dell'Iva alla grande distribuzione può avere «effetti devastanti sulla liquidità delle imprese e sui piani di investimento futuri».
A lanciare l'allarme è stata Confindustria, che ha presentato una «denuncia» alla Commissione Ue contro il meccanismo allargato alla Grande distribuzione organizzata previsto dalla legge di Stabilità, che attende via libera Ue.
CRITICHE ALLA STABILITÀ. La misura che prevede il meccanismo del reverse charge Iva sulle forniture nei confronti di supermercati, ipermercati e discount alimentari, ha ricordato Confindustria in una nota, è stata introdotta con la Stabilità 2015 e non è ancora operativa, ma è al vaglio degli organi comunitari per l'eventuale autorizzazione.
«Le imprese italiane», si sottolinea, «sono molto preoccupate perché se la misura venisse autorizzata produrrebbe pesanti conseguenze finanziarie per tutti i fornitori della Gdo, considerata la mole di crediti Iva che matureranno».
TEMPI LUNGHI SULL'IVA. L'Italia «è nota per i tempi lunghi con cui effettua i rimborsi dei crediti Iva - tanto da essere oggetto di una apposita procedura di infrazione - e il meccanismo di inversione contabile rischia di acuire i ritardi nell'erogazione dei rimborsi, a scapito dell'effettiva neutralità del funzionamento dell'imposta sul valore aggiunto, con effetti devastanti sulla liquidità delle imprese e sui loro piani di investimento futuri».
CONTRO L'EVASIONE FISCALE. Sempre Confindustria ha spiegato che «il contrasto a ogni tipo di evasione fiscale deve essere perseguito con fermezza»: «L'evasione mina alla radice la corretta competizione tra imprese, con effetti deleteri sia per il bilancio del nostro Stato sia, con riferimento all'Iva, per quello comunitario».
«Tuttavia, l'introduzione di fattispecie di reverse charge ulteriori rispetto alle ipotesi elencate dalla direttiva Iva deve essere valutata con estrema cautela e può essere consentita - come prevede la normativa comunitaria - solo in presenza di rischi di frode ampiamente documentati. Non è questo il caso delle forniture alla Gdo».
ALLARME PER BRUXELLES. La nota si è poi conclusa con la spiegazione che con la «denuncia preventiva presentata, Confindustria vuole suonare un campanello d'allarme e segnalare alla Commissione europea le forti preoccupazioni delle imprese per le conseguenze che la misura potrebbe provocare sul sistema produttivo».

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