Draghi 140902181210
DICHIARAZIONI 11 Marzo Mar 2015 0946 11 marzo 2015

Draghi: «La Bce può stabilizzare l'inflazione»

Il presidente: «Ce la faremo. La politica espansiva rientra nel mandato». Padoan: «Con crescita più lavoro».

  • ...

Mario Draghi.

La crescita nell'Eurozona ha invertito la rotta e il Quantitative easing della Bce contribuirà a far risalire l'inflazione vicino al 2%. Lo ha detto Mario Draghi, sostenendo l'importanza dell'acquisto di titoli di Stato avviato lunedì 9 marzo dall'Eurotower.
«La Bce è in grado di stabilizzare l'inflazione e ce la farà», ha detto il presidente dell'istituto di Francoforte, rilevando anche come la politica espansiva lanciata dalla Bce «rientri nel suo mandato».
«INVERTITA LA ROTTA». «Gli acquisti di titoli non sono niente di nuovo», ha proseguito Draghi, «e gli ultimi indicatori, positivi, mostrano che la frenata della crescita dell'Eurozona ha iniziato a invertire la rotta. Inoltre», ha aggiunto, «possono proteggere i Paesi dal contagio». «Assistiamo», ha aggiunto Draghi, «a nuovi cali dei rendimenti sovrani del Portogallo e e di altri Paesi, nonostante la rinnovata crisi greca. Questo ci suggerisce che il programma di acquisto bond mette al riparo l'area euro dal contagio».
L'EURO SI AVVICINA AL DOLLARO. In effetti, i primi risultati si vedono, con l'euro che si sta avvicinando ai valori del dollaro, facendo diventare così più competitive le aziende del Vecchio Continente, in particolare per quanto riguarda le esportazioni.
Sulla scia del Qe, l'euro è sceso a 1,055 dollari, la quotazione più bassa da marzo 2003, e lasciando sul campo da inizio anno il 12,5% contro la valuta a stelle e strisce, facendo anche peggio del 10,6% perso nel terzo trimestre del 2008 durante il cosiddetto credit crunch.
TASSO BTP AL MINIMO RECORD. In questo clima il Tesoro ha piazzato tutti i 6,5 miliardi del nuovo Bot a 12 mesi, scadenza marzo 2016, spuntando un tasso dello 0,079% e nuovo minimo storico sulla scadenza annuale. Mentre lo spread tra il Btp e il Bund archivia la giornata in discesa a 91,5 punti base, col tasso sul decennale in picchiata al nuovo minimo record dell'1,12%.
BORSE POSITIVE. La discesa dell'euro e gli attesi benefici per l'export, derivanti dall'indebolimento della moneta unica, spingono le Borse del Vecchio continente verso nuovi record. Piazza Affari chiude in rialzo del 2,18%, aggiornando i massimi da marzo 2011 col Ftse Mib a 22.833 punti. Gli acquisti non risparmiano nessuno, da Francoforte (+2,66%) a Parigi (+2,37%), da Madrid (+1,10%) ad Amsterdam (+1,83%), con l'eccezione di Atene (-2,46%) che sconta le tensioni sulla rinegoziazione del debito greco. Rialzi più contenuti fuori dall'area della moneta unica, con Londra salita solo dello 0,28% e Zurigo dello 0,91%.

Correlati

Potresti esserti perso