Economia 11 Marzo Mar 2015 1005 11 marzo 2015

Quantitative easing, ecco dove investire

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Mario Draghi Le Borse hanno accolto con freddezza l’avvio del Quantitative easing. Se nel primo giorno i listini hanno chiuso poco lontano dalla parità, la seconda seduta ha visto cali più sostenuti per il FtseMib (-0.97 per cento), il tedesco Dax (-0.71) e il francese Cac40 -1.12). Eppure per capire come orientare i propri investimenti dopo che la Bce ha deciso di investire 1.140 miliardi in debito sovrano, bisogna partire dagli obiettivi di Mario Draghi: riportare l’inflazione al 2 per cento, incentivare l’acquisto di titoli con maggiore   scadenza e rastrellare quelli a medio termine, aumentare gli attivi bancari   liberando gli istituti dal compito di sostenere le emissioni dei rispettivi Stati. Ecco come muoversi da qui al settembre 2016, quando dovrebbe concludersi il QE.  

In calo i junk bund AZIONARIATO. Comprando titoli di Stato la Bce fa aumentare i prezzi dei facciali dei bond, ma fa calare i rendimenti. Effetto problematico per i piccoli risparmiatori o per i fondi d’investimento che hanno bisogno di prodotti più remunerativi. Di conseguenza è facile immaginare che saranno in tanti a smobilitare le loro posizioni sul debito sovrano per indirizzarsi sull’azionariato. Ma che cosa comprare? Citigroup consiglia di comprare bancari, che saranno sostenuti direttamente e indirettamente dagli acquisti di Draghi e che sono sottoquotati. Stessa ipotesi anche per gli esperti di Gs, che guardano alle infrastrutture (come Atlantia) o alle utilities (Hera). Da tenere in considerazione anche i titoli delle aziende più favorite dall’indebolimento dell’euro (per esempio quelli  del lusso o della meccanica) e il comparto del risparmio gestito. Al riguardo Icbpi ha scritto  che «l’avvio delle misure di allentamento monetario da parte   della Bce, con conseguenti pressioni al ribasso sui rendimenti dei titoli di Stato e sulle obbligazioni bancarie e corporate, sia positivo proprio per il   cluster di società di gestione del risparmio». Allianz Global Investor, che ha suggerito «un posizionamento neutrale tra investimenti azionari e obbligazionari», ricorda di non sottovalutare «i dividendi, che resteranno probabilmente una componente essenziale della performance».

Btp titoli Italia OBBLIGAZIONI. Come detto, il QE finisce per rafforzare il valore delle obbligazioni, ma penalizza le loro rendite. E aumenta l’inflazione, che non è mai amica dei   sottoscrittori. Uno schema che non sembra adatto a quelli che un tempo si   chiamavano “castristi”. Senza contare che su questo versante si dovrà guardare anche a quanto accadrà in America con la Fed pronta a rialzare i tassi d’interessi. In quest’ottica bisogna tenere in conto sia l’instabilità con la quale i mercati hanno accolto il piano Draghi sia il fallimento complessiva dell’operazione. Anche per questo Luca Noto, gestore dell'obbligazionario di Anima sgr, ha fatto sapere: «Siamo positivi sul Btp, abbiamo ridotto un po' le posizioni prudenzialmente perché ci aspettiamo un po' di volatilità in più nei prossimi giorni. Ma la nostra idea è che lo spread continui a scendere». Il manuale del saggio investitore consiglia in questa fase di ridurre il rischio tenendo in portafogli almeno un 40 per cento in emissioni di Paesi periferici dell'Europa meridionale  (Italia, Spagna o Portogallo) che sono garantiti dallo   scudo Draghi.

Il bene rifugio per eccellenza: l'oro PRODOTTI INDICIZZATI. Proprio il rischio dell’aumento di tassi di interesse americani sconsiglierebbe prodotti complessi e conservativi come le obbligazioni o gli indici agganciati all’inflazione. Questo in teoria, perché in pratica Cosimo Marasciulo, responsabile portafogli obbligazionari governativi di Pioneer Investments (Unicredit), ha raccontato che «la nostra prima mossa è stata aumentare l'esposizione sui titoli indicizzati all'inflazione. Il Btp Italia per esempio pensiamo possa performare meglio dei titoli nominali e offrire valore». MATERIE PRIME. L’oro, si sa, è il bene rifugio per eccellenza. È dopo essere schizzato ai massimi negli anni della crisi ha visto arrestare la sua crescita. Ma le cose presto potrebbero cambiare, visto che gli i detentori di bond devono trovare un investimento alternativo. Anche per questo gli analisti sono concordi che il prezzo del metallo possa crescere del 30 per cento nel corso dell’anno. Quindi, se non ora, quando? Stesso ragionamento fatto sul petrolio, caduto tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 sotto i cinquanta dollari. Dopo la decisione dell’Arabia Saudita di aumentare la produzione, è facile scommettere in un riallineamento dei prezzi.

Euro contro dollaro MONETARIO. Il Quantitative easing è in estrema sintesi un allentamento monetario, perché la banca centrale inietta più liquidità in circolazione. E questo fa abbassare il   valore della moneta, come dimostra la parità tra euro e dollaro che è in via di raggiungimento. In quest’ottica si riscrivono gli equilibri e le dinamiche del carry trade. Questa pratica prevede l’indebitamento in monete deboli per poi reinvestire in valute con un rendimento maggiore, con il risultato che si guadagna con la differenza tra i rendimenti ottenuti e il costo del   finanziamento. Un tempo che questi affari si facendo indebitandosi in dollaro e comprando le divise dei Paesi emergenti. D’ora in avanti non ci si affiderà più al biglietto verde, ma all’euro.

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