Economia 12 Marzo Mar 2015 1725 12 marzo 2015

Banche Usa, ecco gli esiti degli stress test

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Banche Venticinque promosse (di cui cinque straniere), tre arrivate per un soffio alla sufficienza (JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley), una rimandata (Bank of America) e due   bocciate (Banco Santander e Deutsche Bank). È questo l’esito del secondo round di stress test della Federal Reserve, che come ogni anno ha messo sotto esame 31 istituti americani e internazionali, con attività negli Stati Uniti. Il 5 marzo, quando erano stati pubblicati i verdetti sul primo round di test, era andata meglio: tutti le 31 banche erano state promosse, avendo rispettato i requisiti minimi   quantitativi per dimostrare la tenuta a una potenziale tempesta finanziaria (capitale Tier 1 superiore al 5% in caso di una nuova crisi con disoccupazione oltre il 10% e prezzi   immobiliari crollati del 25%). In quell’occasione però la Fed aveva messo le mani avanti: avere superato le valutazioni quantitative non implica necessariamente che anche quelle qualitative andranno altrettanto bene. E così è stato. Ecco quello che bisogna sapere.

Janet Yellen LA FED GUARDA ALLA QUALITÀ. La Banca centrale americana, dopo avere fatto analisi quantitative nell’ambito di tre possibili scenari di crisi (da una moderata a una catastrofica), era chiamata a fare anche una valutazione qualitativa e quindi a decidere se accettare o respingere i piani di ciascun istituto sulla ridistribuzione di capitale agli azionisti nel corso dei prossimi due anni. La seconda, e più dura prova, verifica la gestione del rischio e la governance degli istituti. Per la maggior parte, le banche esaminate (20 americane e 5 estere, tra cui Hsbc) hanno   ricevuto senza troppi problemi il via libera ai propri programmi per dividendi o buyback, che la Fed ha giudicato ragionevoli e non dannosi per la salute degli istituti e del sistema finanziario anche in caso di rovesci economici.

Citigroup CITIGROUP TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. L’anno scorso Citigroup era stata l’unica banca a vedersi bocciare i programmi di ridistribuzione: la Fed aveva giudicato insufficienti i miglioramenti apportati in aree in considerate carenti. Il gruppo newyorkese non aveva potuto restituire extra capitale per 6,4 miliardi né aumentare i dividendi. Citigroup aveva deciso di non presentare un nuovo piano, concentrandosi invece sugli stress test di quest’anno: il secondo fallimento in tre anni avrebbe fatto traballare la poltrona dell’amministratore delegato Michael Corbat, che si era detto pronto a rassegnare le dimissioni. Citigroup è invece stata promossa e potrà alzare i dividendi trimestrali a 5 centesimi per azione (sono fermi a un centesimo dalla crisi finanziaria) e riacquisterà titoli propri per 7,8 miliardi di dollari, più degli 1,2 miliardi dell’anno scorso.

JPMorgan TRE BIG PROMOSSE, MA PER UN SOFFIO. JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno strappato la promozione per il rotto della cuffia, dopo essersi viste costrette a ridimensionare in extremis i rispettivi piani di ridistribuzione del capitale in modo da ottenere la sufficienza. Va comunque detto che gli osservatori di Wall Street sono rimasti in generale soddisfatti dall’esito dei test: rispetto agli anni della crisi, le banche sono ora adeguatamente capitalizzate e sarebbero in grado di continuare a erogare credito anche in caso di uno shock finanziario molto forte. È infatti la prima volta dalla crisi che nessuno degli istituti esaminati si ferma sotto i requisiti minimi fissati dalla Federal Reserve.

Banco Santander BANK OF AMERICA RIMANDATA. Dal momento che la Banca centrale americana ha riscontrato “alcune debolezze” nei piani di Bank of America, la banca di Charlotte, in North Carolina, ha ottenuto un’approvazione “condizionata” alla riformulazione del piano di remunerazione degli azionisti entro la fine del terzo trimestre, ovvero entro il 30 settembre. Nel frattempo potrà pagare temporaneamente i dividendi, che non saranno aumentati, e procedere con il riacquisto di titoli propri, ma se la Fed non sarà soddisfatta dai nuovi piani che saranno presentati la distribuzione di capitale sarà congelata. “Ci impegnamo a risottoporre alla Fed i programmi rivisti entro le scadenze fissate”, ha detto l’amministratore delegato Brian Moynihan. DUE DELLE EUROPEE BOCCIATE. Le divisioni americane di Deutsche Bank e Banco Santander (quest’ultima per il secondo anno consecutivo) sono state bocciate dalla Fed, che le ha giudicate colpevoli di “ampie e sostanziali debolezze” nei loro piani di capitale. Le divisioni delle due grandi banche europee, accusate di carenze nel prevedere perdite e valutare rischi, non potranno aumentare i dividendi versati alla casa madre e dovranno rivedere i loro progetti per ripresentarli alla Banca centrale.

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