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ECONOMIA 12 Marzo Mar 2015 1835 12 marzo 2015

Spread: in 5 anni raggiunge gli 85 punti base, nuovo minimo storico

Dall'esplosione della crisi in Grecia al record di 575 punti base a fine 2011.

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Il differenziale di rendimento tra il decennale del Tesoro e il Bund (i titoli di stato emessi dalla Germania) raggiunge quasi gli 85 punti base.
Si torna sui livelli di settembre 2008, ossia a prima della crisi.
Di seguito, in sintesi, le principali tappe segnate dallo spread tra gli scossoni delle vicende politiche italiane: dagli ultimi mesi del governo Berlusconi nel 2011 col passaggio di consegne a Monti, passando per le contromosse della Banca Centrale Europea (Bce) per arginare crisi del debito e speculazione, le elezioni politiche, il governo Letta, per arrivare a Renzi e al suo nuovo governo.
2010. LA CRISI DELLA GRECIA. Il 27 aprile esplode la crisi della Grecia dopo che Standard & Poor's taglia il rating del Paese a 'Junk', ovvero spazzatura. Lo spread dell'Italia sale a quota 100 punti base.
Il 2 maggio l' Eurozona e il Fondo Monetario Internazionale approvano un prestito di salvataggio per la Grecia da 110 miliardi di euro. Lo spread ripiega sui 90 punti base.
2011. LO SPRED ITALIANO SUPERA QUELLO SPAGNOLO. Il 27 giugno schizza a 223 punti, il nuovo record di allora, per il rischio contagio dalla Grecia e la minaccia di Moody's su un possibile declassamento delle banche italiane. Il 12 luglio, con l'emergenza Grecia, lo spread sfonda quota 300.
Il 5 agosto è il giorno della «lettera segreta» della Bce al governo Berlusconi. Scatta il panic selling e lo spread supera anche quota 400 segnando il sorpasso dell'Italia sulla Spagna nella graduatoria negativa del rischio-debito.
Il 9 novembre lo spread vola al record di 575 punti con il rendimento del Buono del Tesoro Poliennale (Btp) che schizza al 7,47%.
Il 16 novembre il governo passa da Berlusconi a Monti e lo spread è a 530 punti con il rendimento ancora al 7%.
2012. LO SPRED IN DISCESA. A fine gennaio inizia il calo: il 19 marzo lo spread e' a 276.
Il 24 luglio sale il rischio Spagna, lo spread vola a 528 punti. Il 26 luglio Mario Draghi, presidente della Bce, promette di fare tutto il necessario per salvare l'euro. Lo spread cala a 468.
Il 6 settembre arriva la svolta Bce con il piano anti-spread Omt (acquisti illimitati di titoli di Stato). Lo spread cala a 370.
Il 3 dicembre la Spagna formalizza la richiesta di aiuti per le sue banche e il differenziale scivola fino a 292 punti.
2013. SEGNALI DI RIPRESA ECONOMICA. Il 2 gennaio, nella prima seduta dell'anno, lo spread è a 283 punti, sotto la «soglia Monti».
Il 25 gennaio scende a 245, minimo da luglio 2011. Il 27 febbraio lo spread risente del risultato elettorale e dell'incertezza politica: sale a 350 punti base.
Il 30 aprile, dopo il sì di Camera e Senato, il governo Letta incassa la fiducia del mercato. Lo spread è sotto 270 punti.
Il 20 giugno la Fed Usa preannuncia la riduzione delle iniezioni di liquidità e infiamma i mercati. Lo spread è vicino a 300.
Il 9 agosto si percepiscono segnali di ripresa economica. Lo spread sotto 250.
2014. A FINE ANNO SPREAD A 120 PUNTI BASE. Il 3 gennaio lo spread scende sotto la soglia psicologica dei 200 punti. È la prima volta dal 6 luglio 2011.
Il 18 febbraio è sotto i 190 punti, esattamente a 188, grazie anche a Moody's che ha alzato l'outlook sull'Italia da «negativo» a «stabile».
Il 3 aprile, Draghi fa capire di essere pronto a nuove misure per lanciare l'economia. Lo spread cala a 165 punti. L'8 maggio continua a scendere tra il Btp e il Bund tedesco. Il differenziale tocca i 148 punti base, segnando i minimi da inizio maggio 2011.
Il 6 giugno, grazie all'effetto delle misure della Bce, lo spread cala fino a 140 punti.
Il 16 ottobre scatta l'allarme per la tenuta del sistema bancario italiano ed europeo in vista dei risultati degli stress test della Bce. Lo spread vola a 200 punti base. Il 5 dicembre il mercato scommette sul varo del quantitative easing della Bce. Lo spread tra Btp e Bund torna sotto la soglia dei 120 punti base.
2015. NUOVO MINIMO STORICO. Il 2 febbraio torna l'allarme sui conti della Grecia, lo spread risale a 130 punti. Il 24 febbraio la Ue promuove il piano di riforme della Grecia, lo spread scivola sotto i 110 punti base fino a 107.
Il 27 febbraio scende sotto la soglia dei 100 punti base, fino a 98, per la prima volta da maggio del 2010 in un mercato che guarda al lancio del quantitative easing della Bce.
Il 5 marzo Mario Draghi annuncia il via all'acquisto massiccio di titoli al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016. Lo spread scende a 95,5 punti.
Il 9 marzo scatta la fase operativa del quantitative easing. La Bce incomincia a rastrellare titoli sul mercato secondario. Spread stabile a 96 punti.
Il 12 marzo scende sotto gli 85 punti base, sui minimi di settembre 2008. Il tasso sul titolo a 10 anni del Tesoro cala all'1,04%, è nuovo minimo storico.

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