Economia 17 Marzo Mar 2015 1823 17 marzo 2015

Musica on line, le major se le suonano

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I giganti come Apple, Google e Sony da un lato, gli indipendenti come Vimeo dall’altro. La guerra per controllare il mercato della musica e dei video on demand si fa sempre più duro. E non basta soltanto il continuo aggiornamento tecnologico. Per vincere la concorrenza bisogna rendere remunerativi i propri servizi. Ed è quello che sta avvenendo, soprattutto in America, dove i servizi a pagamento sono cresciuti in un anno del 34 per cento. Ecco come si stanno muovendo i giganti del settore.

YouTube 360 LA RIVOLUZIONE A 360 GRADI DI YOUTUBE. Nelle ultime settimane Google ha annunciato strabilianti migliorie per il suo servizio di video e musica online Youtube. Innanzitutto saranno disponibili i video a 360°: come già avviene con GoogleMaps o GoogleEarth, basterà muovere lo smartphone o il mouse per vedere da diverse angolature i video girati con le innovative camere a trecentosessanta gradi. Da Mountain View dicono che, per avere tutti i particolari di un evento, non sarà più necessario essere sul prato di un concerto o sugli spalti di uno stadio. Sempre in queste ore Youtube ha sostituito le vecchie “annotazioni” con sei tipi diversi di schede da inserire nei filmati con diverse finalità (merchandise, fund raising, video, playlist, siti Web associati e fan funding). Queste nuove applicazioni vogliono allargare gli orizzonti commerciali di Youtube. Google sta studiando il lancio di un abbonamento mensile a pagamento per contenuti inediti. L’obiettivo è quello di fare concorrenza sia a Netflix sia alle tv, nella speranza di offrire ai produttori una piattaforma migliore per veicolare il loro magazzino. È già partito, invece, “YouTube for Artists”. Proprio sfruttando le schede che girano nei filmati, i musicisti e gli aspiranti tali hanno uno strumento per vendere merchandising o dialogare con i fan oppure avere tutti i consigli per essere scoperti, lezioni su come interagire con il pubblico o una guida per monetizzare il proprio lavoro.

Dish sling tv di Sony LA NUOVA TV DI APPLE Anche Apple si appresta a rilanciare i propri servizi tv on demand. Entro la fine dell’anno dovrebbe lanciare in America un servizio di abbonamento TV web-based su tutti i dispositivi che girano su iOS. Per 30 o 40 dollari saranno offerti i programmi di 25 canali (ABC, CBS e Fox) con l’obiettivo di fare concorrenza a Sling TV Dish di Sony. Non è escluso poi il lancio di un servizio di streaming over-the-top. Sul cloud sarebbero ospitati i contenuti, ma ci sarebbero da risolvere una serie di problemi legali legati al copyright. Come ha ammesso il vicepresidente software e servizi internet Eddy Cue, «Uno dei problemi che avete con un televisore è di avere un diverso sistema per ogni gruppo di fornitori. Non c'è alcuna norma. Ci sono un sacco di problemi di diritti». A quanto pare Cupertino non potrà contare sul magazino della NBCUniversal. Come ha scritto il Wall Street Journal, prima Apple deve chiudere un contenzioso con Comcast, con la quale stava sviluppando anche un loro set-top box.

Vimeo NEL REGNO DELLA SONY Attualmente il colosso più avanti sullo sviluppo di un sistema è la giapponese Sony. Per 20 dollari al mese offre il pacchetto Sling TV Dish, che permette la visione della LiveTV di 12 canali, tra i quali ESPN, TNT, CNN, HGTV e Disney Channel. Nei prossimi mesi lanciare un nuovo servizio per integrare il mondo dello streaming con quello dei videogiochi. In quest’ottica si muoverà «PlayStation Vue», che vuole far giocare e vedere filmati anche chi non possiede una consolle ma ha una connessione internet ad alta velocità. IL SUCCESSO DI VIMEO Vimeo si è tagliato uno spazio tutto suo nel mercato, perché è diventata la principale vetrina per registi e creativi per raggiungere direttamente il pubblico. Eppoi consentente la possibilità di condividere e pubblicare video ad alta definizione anche su altri siti o piattaforme. Per questo Vimeo lancerà a breve un’estensione per essere visibile anche su piattaforma Chromecast.

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