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INDICATORI 18 Marzo Mar 2015 1112 18 marzo 2015

Ocse, al rialzo stime per il Pil: Italia +0,6% nel 2015

Stime in rialzo di 0,4 punti percentuali. Per l'Eurozona attesa una crescita dell'1,4%. Renzi: «Col Jobs Act segni di ripresa».

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La sede dell'Ocse a Parigi.

L'Ocse ha rivisto al rialzo, rispetto all'outlook di novembre, le stime di crescita per i tre big dell'Eurozona, Italia, Francia e Germania.
Per Roma ha previsto un Pil in crescita dello 0,6% nel 2015, 0,4 punti percentuali in più della vecchia stima, e dell'1,3% nel 2016, (+0,3 punti).
Per l'Eurozona, l'Ocse ha stimato un +1,4% nel 2015 e un +2% nel 2016.
PER GERMANIA +1,7%. Per la Germania, le stime di crescita dell'Ocse sono riviste a +1,7% per il 2015 e +2,2% per il 2016, rispettivamente 0,6 e 0,4 punti in più rispetto all'outlook di novembre, e per la Francia a +1,1% e +1,7%, 0,3 e 0,2 punti in più.
Il ritocco, ha precisato l'Ocse, è legato principalmente a «prezzi del petrolio più bassi» e al «Quantitative easing intrapreso dalla Bce».
Questi fattori, ha scritto l'organizzazione, «forniscono un'opportunità, di cui c'era molto bisogno, per l'Eurozona di evitare un periodo prolungato di redditi reali stagnanti ed inflazione eccessivamente bassa».
SQUINZI: «È PRESTO PER PARLARE DI RIPRESA». Non è ottimista il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo il quale «è ancora presto per dire che c'è una ripresa».
«Una ripresa significativa non è lo 0,2%, quando parlo di crescita penso sempre a una soglia minima del 2%», ha dichiarato.
«SI VEDE QUALCHE SEGNALE POSITIVO». «In generale si vede qualche segnale positivo», ha spiegato Squinzi a margine di un convegno nell'ambito di Made Expo, «dall'economia legato anche a fattori esterni. Mi auguro comunque che quest'anno si possa constatare una ripresa significativa». Ma quella del 2% è una soglia possibile? Per il leader di Confindustria «possiamo farcela, naturalmente cogliendo i segnali che ci arrivano dalla congiuntura economica internazionale, dal cambio euro-dollaro, dal costo del petrolio e dal quantitative easing della Bce: sono tutte spinte in questa direzione», ha concluso.

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