Economia 19 Marzo Mar 2015 1100 19 marzo 2015

Enel, l'utile 2014 scende a 517 milioni

  • ...

Enel L'Enel chiude il 2014 con un risultato netto in forte contrazione (-84%) a 517 milioni di euro. La diminuzione, afferma il gruppo nella nota sui conti approvati ieri dal cda, "è principalmente attribuibile alle perdite di valore ed all'incremento degli oneri finanziari netti". Come già annunciato a febbraio, i ricavi sono stati pari a 75,8 miliardi, mentre l'indebitamento è sceso un pochino più del previsto, a 37,38 miliardi. Le vendite di energia elettrica si sono attestate a 261 TWh (-3,5%), ma a pesare sul 2014 sono soprattutto "perdite di valore per complessivi 6.427 milioni di euro: tra questi si segnalano gli adeguamenti al fair value delle attività nette possedute per la vendita afferenti a Slovenské elektrárne (per 2.878 milioni di euro, identificati in base al presumibile valore di realizzo della partecipazione in oggetto), degli asset relativi alla generazione da fonte convenzionale in Italia (per 2.108 milioni di euro) a seguito del perdurare della crisi che ha colpito tale settore, dei diritti di sfruttamento dell'acqua di alcuni fiumi nella regione di Aysén in Cile (per 589 milioni di euro) per effetto della sopravvenuta incertezza in merito al rilascio dell'autorizzazione alla costruzione di una serie di centrali idroelettriche, nonché degli avviamenti rilevati sulle CGU "Enel Russia" e "Enel Green Power Hellas" per complessivi 194 milioni di euro, sostanzialmente per effetto dello scenario di mercato dei due paesi".    INVESTIMENTI PER 18 MILIARDI. L'Enel prevede, nel piano strategico 2015-2019, 18 miliardi di euro di investimenti destinati alla crescita industriale nel quinquennio, 6 miliardi di euro in più rispetto al piano precedente. Il focus sarà sulle reti (crescita organica in America Latina e profonda trasformazione digitale in tutte le aree geografiche), sulle rinnovabili (crescita del 50% della capacità aggiuntiva); generazione non-merchant e retail (crescita della base clienti e nuovi servizi). Il piano è stato messo a punto tenendo presenti due fondamentali trend macroeconomici e dei mercati energetici: l'aumento della domanda energetica in America Latina ed Africa, principalmente riconducibile all' andamento demografico e l'evoluzione del settore energetico nei mercati maturi verso la completa digitalizzazione, che sta aprendo nuove opportunità di ricavi. IL 60% DELLE RISORSE IMPEGNATE SUI PAESI EMERGENTI. Il piano strategico prevede una crescita dell'Ebitda nell'ordine di 2,4 miliardi di euro entro il 2019, ovvero ulteriori 6,7 miliardi di euro di Ebitda cumulato nell'arco di piano. Tale crescita, spiega l'Enel, è il risultato di un piano di investimenti che presenta due differenze fondamentali rispetto al precedente: gli investimenti lordi lungo l'arco di piano ammontano a 34,0 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 29,7 del precedente piano, registrando un aumento del 14%; inoltre, reindirizzare gli investimenti verso iniziative di crescita dovrebbe produrre un incremento degli investimenti finalizzati alla crescita nell'ordine di circa 6 miliardi di euro, il 49% in più rispetto al precedente piano. Quasi il 90% dei nuovi investimenti per la crescita sarà finalizzato a rafforzare l'aumento dei ricavi in attività a basso profilo di rischio, quali le reti, le rinnovabili, la generazione convenzionale non-merchant e il settore retail. Circa il 60% degli investimenti totali saranno indirizzati ai mercati emergenti. Inoltre, promuovendo un più ampio numero di progetti di minori dimensioni in un contesto di diversificazione geografica e tecnologica, il gruppo ridurrà il rischio legato alla realizzazione degli impianti e beneficerà di una maggiore flessibilità ed opzionalità, migliorando la propria capacità di adeguarsi all'evoluzione dei diversi scenari e profili di rischio a livello di paese, di cambio e di quadro regolatorio. Ciò dovrebbe tradursi in una futura crescita più lineare dell'Ebitda. OBIETTIVO DEL PIANO: RIDURRE IL CASH COST. Il nuovo piano strategico prevede anche un miglioramento dell'efficienza operativa in grado di comportare una riduzione dell'8% in termini nominali dei "cash cost" (rappresentati dalla somma dei costi operativi e degli investimenti per la manutenzione degli asset): in particolare, si stimano risparmi pari a 1,5 miliardi di euro per quanto riguarda la manutenzione degli asset. «Il piano che presentiamo oggi - afferma l'ad Francesco Starace - offre un convincente invito all'investimento. La strategia di Gruppo si basa sui nostri punti di forza: una posizione consolidata sui mercati emergenti, una chiara leadership tecnologica e reti di distribuzione digitalizzate nei mercati più maturi. Questi punti di forza ci consentiranno di far leva sia sulla crescita della domanda in Africa e America Latina, spinta dall'evoluzione demografica e dal favorevole ciclo economico, sia su dinamiche in rapida evoluzione nei mercati energetici, come la digitalizzazione, nelle economie mature. Questi fattori, insieme alla nuova struttura organizzativa semplificata, sosterranno la riduzione dei costi, promuoveranno lo sviluppo industriale e la crescita dei rendimenti con un profilo di rischio più contenuto, garantendo un Ebitda stabile e l'aumento dei flussi di cassa».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso