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LAVORO 19 Marzo Mar 2015 1753 19 marzo 2015

Tfr in busta paga, pubblicato il decreto

Il testo con le istruzioni in Gazzetta Ufficiale. Primi trattamenti possibili ad aprile o a giugno.

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Una busta paga.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri contenente le istruzioni per il pagamento del Tfr in busta paga è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
I lavoratori dipendenti del settore privato - circa 13 milioni - possono quindi fare richiesta per un anticipo, ogni mese, del trattamento di fine rapporto.
IN BUSTA PAGA DA APRILE. I datori di lavoro hanno due possibilità: o erogare il Tfr il mese successivo alla richiesta del lavoratore, in caso abbiano in cassa i fondi necessari. Oppure dopo tre mesi dalla richiesta, con tutti gli arretrati, in virtù dell'accordo con l'Abi, l'associazione delle banche italiane. Quindi i primi Tfr, nel caso di domande presentate a marzo, arriveranno ad aprile oppure a giugno. Sull'accordo con le banche il lavoro va avanti da molti mesi, ma ormai fonti governative fanno sapere che è tutto pronto per la firma tra il ministero del Tesoro, quello del Lavoro e le banche, che mira a dare liquidità alle aziende interessate.
DECISIONE IRREVOCABILE. I lavoratori possono scegliere liberamente se chiedere o no il Tfr in busta paga ai datori di lavoro, ma una volta presa la decisione sarà 'irrevocabile' fino a fine giugno del 2018. Unico requisito per farlo è che abbiano una anzianità di almeno sei mesi presso lo stesso datore privato. Per le imprese non ci sono costi.
NORMA ARRIVATA IN RITARDO. I consulenti del lavoro hanno segnalato, però, il ritardo con cui è arrivato il decreto, visto che la legge prevedeva che il periodo oggetto di liquidazione iniziasse a marzo, mentre di fatto inizierà ad aprile. Il decreto è stato comunque registrato alla Corte dei Conti e contiene il modulo per avanzare la richiesta alle aziende.

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