Economia 19 Marzo Mar 2015 1725 19 marzo 2015

Trattamento di fine rapporto rinviato

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Trattamento di fine rapporto in busta paga Falsa partenza per il trattamento di fine rapporto (Tfr) in busta paga. Per i lavoratori italiani non sarà possibile dal mese di marzo scegliere di liquidare il Tfr in busta paga. Manca ancora il varo definitivo del decreto del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi con le istruzioni operative. Il tutto nonostante la legge preveda quale periodo oggetto di liquidazione quello che va proprio da marzo 2015 a giugno 2018. Dunque tutto rinviato al mese di aprile. A lanciare l'appello è l’Osservatorio della Fondazione studi del Consulenti del lavoro. SI AVVICINA IL GIORNO DELLE BUSTE PAGA. La categoria, infatti, assiste circa 1,5 milioni di imprese e   gestisce circa otto milioni di rapporti di lavoro. In questi giorni di marzo si stanno completando le operazioni di elaborazione delle buste paga dei dipendenti delle medie-grandi aziende, che pagano le retribuzioni entro il giorno 27 del mese. Si   tratta del 60% circa dei rapporti di lavoro del settore privato. E nella prossima   settimana cominceranno le elaborazioni che riguardano le micro-piccole aziende. Insomma, il processo mensile che porta alla gestione della busta paga si è messo in moto e non ci sono più spazi di recupero, perlomeno per il mese di marzo. Questo vuol dire che anche se il Dpcm andasse in Gazzetta Ufficiale oggi le aziende non sarebbero in grado di liquidare il Tfr ai lavoratori interessati all’opzione. NON CI SONO I TEMPI TECNICI. Non ci sono più i tempi tecnici per acquisire le disposizioni attuative e gestire il modello per   effettuare la richiesta ai datori di lavoro. Istruzioni e modulo sono contenuti nel   decreto in commento. Il ritardo, oltre a tradire le aspettative di quella parte di lavoratori interessati alla   liquidazione del Tfr in busta paga, continua a lasciare al buio  le aziende che si   stanno preparando da tre mesi a questa rivoluzione. La legge di stabilità, infatti, è   entrata in vigore il 1 gennaio 2015.

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