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CIRCOLARI 20 Marzo Mar 2015 1702 20 marzo 2015

L'età della pensione si alza a 66 anni e 7 mesi

Dal primo gennaio 2016 servono quattro mesi in più per ritirarsi dal lavoro. Effetto delle aspettative di vita migliorate.

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Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.

Si alzano le aspettative medie di vita. Si alza anche l'età pensionabile. Dal primo gennaio 2016 serviranno quattro mesi in più per poter smettere di lavorare.
La cattiva notizia per tutti gli italiani che aspettano il momento giusto per ritirarsi è arrivata con la circolare diffusa dall'Inps il 19 marzo, e riportata dal sito internet del Corriere della Sera il giorno successivo, ma era già stata decisa a dicembre 2014 da un decreto interministeriale dei dicasteri di Lavoro ed Economia, basato su calcoli Istat.
AUMENTANO GLI ANNI DI CONTRIBUTI. Ad alzarsi sono sia la soglia minima per la pensione di vecchiaia sia gli anni di contributi necessari per chiudere in anticipo col lavoro.
Per un uomo che voglia chiedere la pensione anticipata serviranno almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (e non più 62 e mezzo come fino al 31 dicembre 2015), mentre a una donna ne basta uno di meno (41 e 10 mesi e non 41 e mezzo).
UNA LEGGE DEL 2010. A prescrivere l'adeguamento dell'età pensionabile all'allungamento della vita è una legge varata nel 2010 sotto il governo Berlusconi, e i cui effetti sono stati accelerati dalla riforma Fornero, che ha inoltre sancito che dal 2019 l'aggiornamento debba avvenire ogni due anni.
A salvarsi dall'allungamento dei tempi è chi va in pensione entro il 31 dicembre 2015.
Sessantasei anni e 7 mesi diventa la nuova soglia anche le lavoratrici del pubblico impiego, mentre per quelle del settore privato l'aumento dell'età pensionabile è ancora più sensibile: si passa infatti da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi. Situazione simile per le lavoratrici autonome, che da 64 anni e 9 mesi salgono a 66 anni e 1 mese.
SI POTRÀ LAVORARE FINO A 70 ANNI E 3 MESI. Aumenta di 4 mesi anche il limite d'età fin cui si può lavorare: da 70 anni e 3 mesi a 70 anni e 7 mesi. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 (sistema contributivo), l'età per accedere alla pensione di vecchiaia passa da 63 anni e 3 mesi a 63 e 7 mesi. In tutti i casi sono richiesti almeno 20 anni di contributi.
L'ultima legge di stabilità ha invece sospeso fino al 31 dicembre 2017 il sistema di penalizzazioni introdotto dalla legge Fornero, che prevedeva il taglio della pensione per chi andasse in pensione a meno di 62 anni pur avendo raggiunto il minimo contributivo.
A 70 ANNI NEL 2050. Si tratta di un meccanismo pensato per rendere sostenibile il sistema pensionistico. La logica è semplice: più si allunga la vita, più tardi si deve smettere di lavorare.
Ai tempi della riforma Fornero, la Ragioneria generale dello Stato elaborò delle tabelle che dipingono uno scenario secondo cui, dal 2016, l'età pensionistica è destinata a salire progressivamente fino a toccare i 70 anni nel 2050, quando i contributi necessari per accedere alla pensione anticipata arriverebbero a 46 anni e 3 mesi.
BOERI: «A GIUGNO PROPOSTA DELL'INPS». «Penso ci debba essere più flessibilità per l'accesso alla pensione ma dentro regole sostenibili», ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nel corso di un'intervista nella trasmissione Otto e Mezzo annunciando una proposta per giugno.
Boeri ha precisato che l'istituto non ha potere legislativo e quindi si limita ad applicare le leggi, ma di «star lavorando ad una proposta organica a fare entro l'estate su assistenza e previdenza». Il problema principale, ha spiegato, sono le persone con più di 55 anni che hanno perso il lavoro ma non hanno i requisiti per andare in pensione e non hanno nient'altro. Per queste persone che sono in una situazione di bisogno, bisognerebbe pensare ad una sorta di reddito minimo.

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