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AZIENDE 21 Marzo Mar 2015 0001 21 marzo 2015

Pirelli, vicino il passaggio ai cinesi di ChemChina

Pechino compra un'icona dell'industria italiana. Maxi Opa da 7 miliardi di euro. Attesa per i Cda decisivi. Ma Tronchetti resta in sella: «Si chiude nel weekend».

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Marco Tronchetti Provera.

Un altro dei simboli del made in Italy cambia bandiera: Pirelli sta per diventare cinese.
Dopo giorni di indiscrezioni giornalistiche, l'azienda guidata da Marco Tronchetti Provera si appresta al cambio della catena di controllo. L'azienda degli pneumatici nata 142 anni fa Milano, una delle icone dell'industria italiana, è destinata ad avere presto presto Chem-China, una conglomerata a controllo statale, come socio di maggioranza assoluta.
Camfin ha confermato che «sono in corso trattative con un partner industriale internazionale per un'operazione relativa alla partecipazione detenuta da Camfin in Pirelli» per garantire stabilità.
L'operazione a cui sta lavorando Camfin per Pirelli, i cui elementi sono ancora in corso di negoziazione, comporterebbe il trasferimento dell'intera partecipazione a una società italiana di nuova costituzione, controllata dal partner industriale internazionale con un contestuale reinvestimento di Camfin in detta società.
A conclusione del riassetto sulla Bicocca sarà lanciata un'opa che la valorizza 7,15 miliardi di euro (15 euro per azione) e dirà addio alla Borsa.
CINESI PRONTI A INVESTIMENTO DA 3,5 MLD PER AVERE IL 51%. Per raggiungere la quota del 51% della nuova catena di controllo, sarà sottoposta al quarto riassetto in quattro anni per fare spazio ai nuovi soci e dar modo ai precedenti di monetizzare parte delle quote, i cinesi sono pronti a investire 3,5 miliardi di euro nella catena societaria del gruppo. Un riassetto che prevede l'offerta pubblica di acquisto su Pirelli e il suo probabile ritiro dalla quotazione a Piazza Affari, dopo 93 anni. In Borsa Pirelli ci potrebbe tornare poi, solo con la parte pneumatici per auto (più redditizia), mentre le gomme per l'industria potrebbe unirsi ad Aeolus Tyre, controllata dei cinesi nel segmento.
TRONCHETTI RESTERÀ IN SELLA. Quello che non cambierà sarà il timoniere che resterà ancora fino al 2021 Marco Tronchetti Provera. «Entro il weekend si chiude. Ci sono ancora dei passi da fare» ha detto il presidente di Pirelli lasciando la sede di Gpi. Pirelli resterà italiana? Gli è stato chiesto.
«Finché non ci saranno i comunicati non posso dire nulla» ha risposto.
VIA LIBERA ANCHE DA INTESA E UNICREDIT. Il primo cda a dare il via libera all'accordo con ChemChina è stato quello di Nuove Partecipazioni, la holding che fa capo a Tronchetti Provera e che riunisce Gruppo Partecipazioni Industriali, Marco Tronchetti Provera Partecipazioni, Yura International, Vittoria Assicurazioni e Fidim. Secondo quanto si apprende hanno approvato l'operazione anche Unicredit e Intesa Sanpaolo (quest'ultima non ha avuto bisogno di passaggi in cda) anche se le bocche di tutti restano cucite in attesa del via libera definitivo che dovrebbe arrivare durante il fine settimana.
IL TITOLO CHIUDE LA SETTIMANA IN RIALZO A PIAZZA AFFARI. La Borsa però non ha aspettato il lancio dell'offerta e ha già portato i titoli della Bicocca oltre il valore che i soci di Camfin hanno attribuito alla loro partecipazione. Il titolo, dopo una fiammata nel mattinata del 20 marzo, ha chiuso la settimana in rialzo del 2,21% a 15,23 euro (valore che incorpora il dividendo che l'anno scorso era stato di 0,32 euro) tra scambi vivaci per oltre 21,5 milioni di pezzi, pari al 4,52% del capitale sociale. Gli advisor sono al lavoro sulle tecnicalità, forse per questo Pirelli al sollecito di Consob ha risposto, prima dell'apertura dei mercati, «di non essere stata fino ad oggi destinataria di alcuna comunicazione formale circa il lancio di offerte pubbliche di acquisto». «Le trattative sono in corso» ha replicato invece Camfin alla richiesta di informazioni trasparenti. Obiettivo dichiarato del riassetto è «garantire stabilità, autonomia e continuità nel percorso di crescita nel tempo del gruppo Pirelli che manterrebbe gli headquarter in Italia».
CAMFIN CONTROLLA IL 26% DI PIRELLI. Camfin controlla Pirelli con il 26,2% del capitale.
A sua volta, la società è posseduta in parti uguali da un fondo riconducibile al colosso Rosneft e da una cordata di italiani che mette in fila Tronchetti Provera e varie banche.
Il progetto prevede dunque che una newco italiana prenda il 26,2% di Pirelli ora nelle mani di Camfin.

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