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SOLIDARIETÀ 22 Marzo Mar 2015 1055 22 marzo 2015

Community shop, il supermercato inglese per i poveri

Cibo dalle eccedenze dei grandi store. Prezzi fino a -70%. Piano di aiuti a tempo. La Gran Bretagna lancia i negozi 'sociali'. Soltanto per chi si iscrive al progetto.

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L'interno di un Community shop in Gran Bretagna.

Vendere generi alimentari a prezzi contenuti per aiutare le persone in difficoltà nei quartieri più poveri.
E poi offrire loro un progetto di vita alternativo con lezioni per spiegare come scrivere un curriculum e riscattare un debito, o incontri per trovare strategie per ricostruire una carriera messa in ginocchio dalla crisi e cercare un riscatto.
Risponde a questo duplice obiettivo il progetto dei Community shop avviato in Inghilterra.
Il primo negozio destinato ai poveri è nato nel 2014 a Goldthorpe, nello Yorkshire, grazie all’inventiva di Mark Game, mentre il secondo, approdato a West Norwood, sobborgo difficile di Londra, ha aperto i battenti solo qualche mese fa.
CIBO SCARTATO DAI 'BIG'. Negli scaffali spogli del negozio si trova cibo recuperato dalle eccedenze dei grandi centri commerciali come Asda, Mark and Spencer, Waitrose.
In vendita ci sono scatolame, bevande, carne e dolci con il marchio di questi colossi, proposti a prezzi che oscillano tra il 10 e il 70% in meno di quelli di mercato.
Tutto quello che serve per vivere, esclusi tabacco, liquori e biglietti della lotteria che non fanno parte del “necessario”.
SOLTANTO PER ISCRITTI. A fare la spesa però possono venire solo le persone che si sono iscritte al progetto, che vivono nel quartiere e sono state segnalate dai servizi sociali perché ricevono già degli aiuti dal governo oppure da associazioni benefiche.
Il Community shop, infatti, sostituisce - con maggiore efficienza - il lavoro normalmente svolto dalle charity.
Qualcosa di simile ai pacchi alimentari che in Italia vengono distribuiti ai meno abbienti dalla Caritas, dalle parrocchie e dai comuni, ma con un elemento di distinzione non da poco.
Chi viene ad acquistare si iscrive e sottoscrive un piano di recupero.

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Una formula di assistenza a tempo: fino alla ripresa personale

Il Community Shop di Goldthorpe.

L’idea è che i soci del Community shop rimangano legati a questa formula di assistenza solo per un periodo, da sei mesi a un anno, fino a quando non si saranno risollevati al punto da tornare a fare la spesa in un negozio “normale”.
Aderire al progetto significa in pratica assicurare la propria collaborazione a iniziative sociali, fornendo ore di lavoro o di collaborazione, in base alle proprie competenze e capacità, ma anche decidere di partecipare ad almeno un incontro alla settimana con specialisti che aiutano a trovare una soluzione per le proprie difficoltà.
PLAUSO DAL PARLAMENTO. Certo, a volte è difficile riuscire a fornire una nuova strada, soprattutto se la crisi ha cancellato ogni margine di occupazione nell’area dove si risiede o se rovesci di fortuna hanno distrutto un equilibrio familiare.
Ma il progetto di Community shop è ambizioso.
E ha ottenuto il plauso di una commissione interparlamentare che ha suggerito questo modello alle associazioni storiche che si occupano di povertà.
L'IDEA: APRIRE 20 NEGOZI. Un’altra ricerca suggerisce di trasformare le attuali banche del cibo e i negozi di comunità. Un passo alla volta. L’idea di Mark Game è di aprire 20 negozi in giro per la Gran Bretagna.
Ovunque il motto che tiene uniti i soci rimarrà comune: Be the best version of you, ovvero «Diventa la versione migliore di te».

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