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BILANCIO 22 Marzo Mar 2015 0800 22 marzo 2015

Giubileo 2015-16, costi e vantaggi per Roma e l'Italia

Nel 2000 boom di turisti. Migliaia di assunzioni. Pil in crescita. Ma ora c'è poco tempo per pianificare l'evento. E mancano i soldi da investire per l'Anno santo.

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Papa Giovanni Paolo II allo stadio Olimpico di Roma in occasione del Giubileo del 2000.

Forse non era quello che papa Francesco aveva in mente, ma da quando ha annunciato un Giubileo straordinario, tutti stanno dando letteralmente i numeri.
L'evento giubilare, che di solito si celebra ogni 25 anni, non era certo previsto per il 2016 e attualmente chiunque fa calcoli e valutazioni su come preparare un appuntamento di questa portata in pochi mesi.
PARAGONE COL 2000. Il riferimento è ovviamente l'Anno santo del 2000. Ma il paragone è azzardato.
Il Giubileo del terzo millennio fu preparato, dal Vaticano e dall'Italia, in sei anni. Il Comitato centrale per il Giubileo iniziò i lavori nel 1994 e nel periodo successivo fu un fiorire di progetti e maxi opere.
OPERE PER ROMA. Nella conferenza programmatica tenutasi al teatro Argentina di Roma il 3 maggio 1995 si disegnò la Capitale del 2000 con un piano ambiziosissimo di grandi opere definite «indispensabili»: 400 nuovi chilometri di binari ferroviari, sette linee metropolitane, sottopasso di Castel Sant'Angelo, ricopertura della via Olimpica nel tratto relativo a Villa Doria Pamphilj, chiusura e riconversione del carcere di Regina Coeli e depurazione delle acque dei bacini del Tevere.
GRANDI INVESTIMENTI. «Roma da oggi al 2000 realizzerà un piano da circa 17 mila miliardi con investimenti pubblici e privati»: così dichiarava trionfale l'allora sindaco Francesco Rutelli nel 1996. Il conto era espresso in lire e i soldi comunque furono stanziati.
Il parlamento varò delle leggi (la n. 651 del 1996 e la n. 270 del 1997) con cui destinava fino a 6 mila miliardi di lire per valorizzare l'evento.

Tanti progetti sulla carta, ma pochi realizzati in tempo

I lavori per il Giubileo del 2000 di Roma.

Allo scoccare dell'Anno santo in realtà si realizzò solo una piccola parte di questa ambiziosissima rivoluzione urbanistica.
Furono terminate un'estensione del raccordo anulare romano, il collegamento stradale Roma-Fiumicino, opere funzionali al parcheggio del Gianicolo (realizzate dal Vaticano), alcune tratte ferroviarie urbane, nuovi reparti di pronto soccorso degli ospedali, due gallerie stradali presso Castel Sant'Angelo e 359 nuovi bagni pubblici.
TROPPI RITARDI. Negli anni il governo aveva, infatti, provveduto mano mano a emanare decreti ministeriali con cui definanziava e cancellava dal piano del Giubileo interventi corrispondenti a circa 2 mila miliardi di lire.
In alcuni casi i lavori furono fatti sforando budget e tempi. È il caso dell'Auditorium parco della musica progettato da Renzo Piano. Doveva essere completato nel 1997 e doveva ospitare il concerto di inaugurazione del Giubileo alla presenza del pontefice, il 25 dicembre 1999: venne inaugurato il 21 aprile 2002 dopo una spesa di circa 260 miliardi di lire.
SCANDALO COSTI. La Corte dei conti parlò di costi lievitati e «ritardi notevoli e mancanza di certezza e di continuità nel tempo delle risorse per farvi fronte, con finanziamenti che, sommersi in alcuni esercizi, affioravano poi in altri».
«Non sono mancati alcuni ritardi, qualche falla si è aperta, in qualche caso si sono incontrati ostacoli che hanno suggerito di dirottare le risorse su altri obiettivi», ha scritto Rutelli in un bilancio dell'anno giubilare scritto per l'Enciclopedia Treccani. «Ma dei 13 mila miliardi che sotto il coordinamento del Comune si avevano a disposizione non si è sprecato nulla: i circa 2.700 miliardi destinati alla città dalla legge 651 ne sono stati parte decisiva, ma inferiore a tanti investimenti ordinari coordinati tra loro».

Bergoglio vuole una celebrazione in stile low cost

Papa Francesco ha annunciato un Giubileo straordinario per il 2016.

Lo scarso preavviso con cui Jorge Mario Bergoglio ha annunciato il Giubileo induce a pensare che i tempi siano così ristretti da impedire la corsa a gradi opere pubbliche.
I fondi per il 2000 furono disponibili solo dal settembre 1997, un anno dopo l'approvazione definitiva della legge e tre anni prima dell'apertura della Porta Santa. In nove mesi si potrà fare ben poco e si pensa così a un Anno santo realmente francescano. Lo stesso sindaco di Roma Ignazio Marino ha annunciato un grande evento low cost senza grandi opere e con «più cervello che soldi».
SERVE ALMENO 1 MLD. Per mettere in moto la macchina del maxi evento, però, ci vorranno comunque i fondi. Escluse opere faraoniche, rimangono i problemi di accoglienza, sicurezza e organizzazione.
Per la Capitale si fanno le prime stime che vanno dai 400 milioni di euro fino al miliardo. Ed è più probabile la seconda cifra. Nel 2000, infatti, solo per il trasporto pubblico vennero investiti più di 500 milioni di euro.
Gli investimenti, tuttavia, andranno fatti perché i conti a volte tornano.
BILANCIO POSITIVO. Il bilancio del 2000 quanto a indotto non fu certo negativo. A Roma si contarono dai 25 ai 30 milioni di pellegrini, con un boom turistico che coinvolse anche il resto d'Italia.
Nel 2000 le strutture ricettive ufficiali italiane registrarono (secondo i dati Istat) 78,747 milioni di arrivi, per un totale di 331,43 milioni di presenze (una crescita del 6% nel numero di arrivi e del 7,4% nel numero di giornate di presenza).
TURISMO STRANIERO. Il boom coinvolse soprattutto il turismo straniero (complice anche un euro debole): l'incremento fu dell'8,1% per gli arrivi e dell'8,3% per le presenze. Arrivarono in Italia circa 137 milioni di stranieri, quasi 25 milioni in più rispetto agli anni precedenti. Si consolidarono le presenze dei Paesi che incidevano maggiormente sul turismo interno italiano, esplosero (+16,1%) gli arrivi complessivi dagli altri Stati i cui abitanti erano solitamente meno affezionati alle vacanze italiane. La spesa degli stranieri nel nostro Paese aumentò dell'8%.
PIL MEGLIO DI BERLINO. Federalberghi lo definì «un anno record in assoluto nella storia del turismo italiano e dell’ospitalità». Il fatturato lordo complessivo del settore superò i 140 mila miliardi di lire raggiungendo il 6% nel computo del Prodotto interno lordo nazionale. Gli alberghi di Roma e provincia registrarono 14,7 milioni di ospiti. E l'Inail registrò nell'anno 6 milioni di assunzioni.
Nel 2000 il Pil crebbe circa del 3%: quell'anno l'Italia andò meglio della Germania.
Replicare quelle performance sarà difficile. Ma se tanto potrà il Giubileo, allora papa Francesco avrà fatto il suo miracolo per l'economia italiana.

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