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TECNOLOGIA 22 Marzo Mar 2015 0916 22 marzo 2015

Pagamenti, il banking diventa social

Facebook trasferisce denaro via Messenger. Dalle transazioni coi tweet a Google Wallet. La Silicon Valley lancia la sfida alle banche. Che affilano le armi.

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Non solo tecnologia Nfc. Il futuro dei pagamenti mobili è anche il trasferimento di denario via telefono.

Qualcuno Oltreoceano l’ha già ribatezzata “fintech” ed è la nuova frontiera che rischia di rivoluzionare ancora una volta il mondo del banking. Si tratta della tecnologia applicata alla finanza, che è diventata in pochi anni un vero “caso”, un fenomeno in continua ascesa, dagli Usa all’Europa.
E non solo perché molte delle startup fiorite negli ultimi anni - tante proprio con base nel Vecchio Continente e nella “finanziaria” Londra - sono nate con l’idea di trovare soluzioni innovative per banche e istituti finanziari.
TRASFERIMENTO DI DENARO CON FACEBOOK. A pesare più di tutto c’è l’interesse crescente dei big della Silicon Valley, sempre più intenzionati a entrare a gamba tesa nel mondo del credito. L’ultimo in ordine di tempo è stato Facebook, che il 18 marzo ha annunciato l’arrivo - prima negli Usa poi, in teoria, anche nel resto del mondo - di un sistema per inviare denaro ad amici tramite chat. Si chiama Facebook Pay e sarà disponibile tramite Messenger, il servizio di messaggistica comprato da Microsoft e utilizzato oggi da circa 500 milioni di persone.
UN SISTEMA SEMPLICE E INTUITIVO. Facebook Pay è, nella filosofia del social network, semplice e intuitivo: l’utente apre la chat, si collega all’amico a cui vuole inviare il denaro, clicca l’icona del dollaro, inserisce la cifra e spedisce i soldi in tempo reale.
Per il colosso di Menlo Park, però, la soluzione oggi disponibile con Messenger potrebbe essere solo il primo passo.
IL POTENZIALE DI WHATSAPP. In più c’è la carta Whatsapp da giocare. Il servizio di messaggistica acquistato per 19 miliardi di dollari vanta oltre 700 milioni di utenti nel mondo e al momento non offre servizi di pagamento.
In realtà, con questa mossa, Zuckerberg vuole permettere a Facebook di recuperare terreno rispetto ai suoi principali concorrenti che in questa direzione si sono iniziati a muovere già qualche tempo fa.

Da Snapchat a Venmo: la concorrenza degli altri social

Il sistema di trasferimento di denaro con Venmo.

Fra i più agguerriti c’è Snapchat che ha avviato da qualche tempo una collaborazione con Square: dallo scorso novembre, infatti, gli utenti possono inviare denaro tra loro utilizzando il servizio Snapcash.
Non si tratta dell’unico sul mercato. Ci sono realtà come Venmo, ancora meno conosciuta, ma con margini già promettenti.
UN'APP CHE SINCRONIZZA I CONTATTI. Il suo obiettivo è risolvere il problema dei pagamenti tra privati tramite smartphone. Si tratta di un’app che, una volta scaricata, si collega al proprio conto corrente e si sincronizza con i contatti su Facebook.
Come fosse una carta ricaricabile, Venmo ha un portafogli digitale legato al conto corrente, sul quale l’utente può depositare una cifra da utilizzare per i pagamenti fra amici.
BRAINTREE ACQUISTATA DA PAYPAL. Avviato nel 2001, Venmo è stato acquisito da Braintree, la società che si occupa dei pagamenti di Airbnb e che ora è stata acquisita a sua volta da PayPal per 800 milioni di dollari.

L'obiettivo? Abilitare i pagamenti in mobilità

Per pagare è sufficiente avvicinare lo smartphone a un Pos abilitato.

Questi non sono gli unici esempi. Anche altri colossi della Silicon Valley si sono da tempo rimboccati le maniche pensando a soluzioni che permettano non solo il trasferimento di denaro, ma che siano anche in grado di abilitare i pagamenti in mobilità.
In molti casi, però, strizzando un occhio alle banche e ai circuiti di pagamento, fondamentali per erogare il servizio. Lo ha fatto per esempio Twitter che già lo scorso autunno ha sigliato un’alleanza con il gruppo Bpce, la seconda banca d'Oltralpe, per permettere ai francesi di effettuare pagamenti con un semplice tweet. Un servizio su cui pare sia già a lavoro anche la banca inglese Barclays.
LA LEZIONE DI APPLE SPINGE IL MERCATO. I colossi tech come Apple e Google hanno deciso di percorrere strade un po’ diverse. L’azienda di Cupertino ha da poco lanciato il suo sistema Apple Pay con cui effettuare acquisti contactless direttamente dal telefonino. La tecnologia dei pagamenti di prossimità (cioè semplicemente avvicinando carte o telefoni a Pos abilitati senza la classica “strisciata”), in realtà è alla base di moltissime sperimentazioni e di molti lanci commerciali degli ultimi anni.
IL BOOM DELLA TECNOLOGIA NFC. Tutti possibili soprattutto grazie alla tecnologia Nfc che, grazie a un chip montato sul dispositivo, permette il trasferimento di dati (bancari, ma non solo) in modo sicuro e senza contatto.
Lo scoglio, però, resta il fatto che a oggi non tutti i Pos sono abilitati al pagamento contactless e la migrazione ha costi importanti.
SAMSUNG APRE ANCHE AI 'VECCHI' POS. Una rivoluzione in questo senso è arrivata da poco grazie a Samsung: la casa coreana ha presentato al Mobile World Congress di quest’anno la sua soluzione Samsung Pay (disponibile sui nuovi dispositivi Galaxy S6 e Galaxy S6 edge) che permetterà agli utenti di pagare con il proprio telefono grazie a mix di soluzioni che sono compatibili anche con i Pos tradizionali.
DA GOOGLE I CODICI PER GLI SVILUPPATORI. Google, intanto, oltre ad avere lanciato da tempo il suo Wallet per i pagamenti digitali, ha anche da poco annunciato l’arrivo di Android Pay: non una soluzione vera e propria ma nuovi codici - che includono anche un sistema di sicurezza e crittografia di dati personali e carte di credito - che metterà a disposizione dei suoi sviluppatori per creare nuove soluzioni di pagamento sicure all’interno di ogni applicazione Android.

Un mercato globale che varrà 90 miliardi di dollari nel 2017

Google ha annunciato Android Pay per sviluppare i pagamenti mobili.

Il mercato è in crescita esponenziale. Secondo una ricerca condotta dal Politecnico di Milano, solo in Italia ci sono 32 milioni di utenti di smartphone, i tablet, invece, hanno raggiunto 7,5 milioni di unità nel 2013, un valore più che raddoppiato rispetto a quello dell’anno precedente: tutti potenziali utilizzatori dei sistemi di pagamento mobili.
E se questo non bastasse le stime dicono che nel 2017 il mercato dei pagamenti mobili mondiale arriverà a valere 90 miliardi di dollari.
DIFFICILE SOSTITUIRSI ALLE BANCHE. Le grandi aziende tech al momento non vogliono sostituirsi alle banche e alle società emittenti di carte di credito, ma si stanno limitando a veicolare i pagamenti. Ad arginare il loro ruolo nel mondo del banking sono sicuramente le forti barriere all’ingresso del settore: costituire una banca è impegnativo e le regole sono molto stringenti. È vero però che a loro favore c’è l’indubbio vantaggio di partire senza l’eredità di una costosa rete di sportelli fisici o di sistemi informativi da aggiornare.
I POTENZIALI CLIENTI SONO GLI UTENTI ATTIVI. Inoltre le grandi aziende tecnologiche dispongono già di una potenziale di clienti impressionante.
Solo per fare un’esempio Facebook ha una base di 1,4 miliardi di utenti attivi al mese, 890 milioni dei quali si collegano ogni giorno, l’app ha 745 milioni di utenti al giorno, mentre Messenger 526 milioni al mese.
IL 'TESORETTO' DI AMAZON E PAYPAL. Un colosso come Amazon ha 270 milioni di utenti e PayPal, la piattaforma di pagamenti che sta per essere scorporata da eBay, è presente in 103 mercati con 162 milioni di portafogli digitali attivi.

Le banche non vogliono perdere il treno: il caso dell'app Jiffy

L'applicazione Jiffy per i bonifici via smartphone.

E le banche? Non sono rimaste a guardare.
Come ha spiegato anche il Politecnico di Milano, grazie al suo Osservatorio sui pagamenti mobili, sono tra gli attori di mercato che prima hanno colto il fenomeno e si sono mossi per modificare le strategia d’offerta dei servizi calibrandoli sui nuovi profili dei clienti.
UNA SOLUZIONE 'MADE IN ITALY'. In questo senso, poi, l’Italia ha un vantaggio notevole. Oltre ai diversi sistemi per i pagamenti contacless messi a punto dai diversi istituti di credito in partnership con le società che emettono carte di pagamento come Visa o Mastercard, è già da alcuni mesi arrivato anche un servizio che ha anticipato quello appena lanciato da Facebook.
Si chiama Jiffy ed è stato sviluppato dalla società italiana di servizi finanziari e soluzioni per i sistemi di pagamento Sia.
BONIFICI IN TEMPO REALE VIA TELEFONO. Si tratta di una applicazione che consente il trasferimento di denaro in tempo reale dallo smartphone ai propri contatti associando il codice Iban del conto al numero di telefono. Già sono più di 10 le banche italiane che hanno aderito a questo progetto. La prima ad averlo commercializzato è Ubi, ma a breve dovrebbero partire anche Intesa Sanpaolo, Mediolanum, Carige, Cariparma e CheBanca.
UNO STANDARD PER L'EUROPA. L’obiettivo dell’applicazione, che si basa sui bonifici Sepa compatibili in tutta l’area euro, è diventare uno standard per il trasferimento di denaro di tutte le banche del Vecchio continente. L’unica differenza, spiegano in Sia, è che oltre alla semplicità d’uso di un sistema di messaggistica istantea sul modello delle grandi società della Silicon Valley, c’è alla base la sicurezza delle transazioni che viaggiano su piattaforme interbarcarie certificate.

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