Economia 23 Marzo Mar 2015 1827 23 marzo 2015

Bce, Draghi: "La ripresa si rafforza"

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Mario Draghi Mario Draghi è ottimista. Il presidente della Bce ha detto: «siamo più fiduciosi di 3-4 mesi fa, la politica monetaria si sta trasmettendo all’economia reale e ci sono diversi segnali come la ripresa del flusso del credito alle piccole e medie imprese», sono state le parole del governatore di fronte alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. «L’Italia e la Spagna», ha detto, «hanno realizzato delle riforme del mercato del lavoro che rappresentano dei «progressi». I due paesi sono stati indicati come esempi. LE PROSPETTIVE DI CRESCITA. «La crescita sta guadagnando slancio. La base per la ripresa economica nella zona euro si è chiaramente rafforzata, ciò è dovuto alla caduta del prezzo del petrolio, alla ripresa della domanda esterna e al deprezzamento dell’euro», ha detto Draghi, «L’inflazione resterà molto bassa o negativa nei mesi a venire perché la caduta dei prezzi del petrolio continuerà a influenzare i dati fino a fine anno, ma il tasso ricomincerà ad aumentare gradualmente a fine anno». AVANTI CON IL QUANTITATIVE EASING. Draghi ha sottolineato che l’effetto del quantitative easing della Bce «sta cominciando a trasmettersi in modo costante lungo tutta la catena finanziaria», favorendo i prestiti al settore privato. «I costi inferiori per le banche si stanno trasferendo alle famiglie e alle imprese», ha detto. «Questo processo dovrebbe sostenere i prestiti e gli investimenti perché va di pari passo con una ripresa della domanda di credito». NESSUN RICATTO DALLA GRECIA. Quanto alla Grecia, rispondendo ai Parlamentari europei che gli chiedevano spiegazioni a proposito di un «presunto ricatto per convincere il governo di Atene ad accettare misure nell’ambito del programma di aiuti», Draghi ha detto: «Le autorità elleniche devono onorare pienamente gli obblighi derivanti dal debito con tutti i creditori. La Bce ha 104 miliardi di esposizione con Atene, una cifra che si è raddoppiata rispetto ai 50 miliardi di dicembre. Questo non può far parlare di “ricatto” nei confronti della Grecia, o di qualsiasi altra cosa del genere». Draghi ha ricordato che l’esposizione con la Grecia da parte della Bce «è il 65 per cento del Pil, la più alta della zona euro. Ma che ricatto può essere mai questo?». A proposito del limite sulle emissioni a breve termine imposto ad Atene, pari a 15 miliardi, tetto che il governo greco aveva chiesto di alzare, Draghi ha spiegato che «non è una decisione della Bce, ma il tetto è stato stabilito in sede di Eurogruppo».

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