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EUROZONA 23 Marzo Mar 2015 1528 23 marzo 2015

Crisi, Draghi: «Ripresa rafforzata»

Il presidente della Bce: «La crescita guadagna slancio. L'inflazione tornerà a crescere a fine 2015».

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Mario Draghi.

Mario Draghi ha mostrato ottimismo per la ripresa economica dell'Eurozona. «La crescita sta guadagnando slancio», ha detto il presidente della Bce al parlamento Ue.
«La base per la ripresa economica nella zona euro si è chiaramente rafforzata, ciò è dovuto alla caduta del prezzo del petrolio, al recupero della domanda esterna e al deprezzamento dell'euro».
«Siamo più fiduciosi di tre-quattro mesi fa» , ha aggiunto, la politica monetaria «si sta trasmettendo all'economia reale e ci sono diversi segnali come la ripresa del flusso del credito alle Pmi».
INFLAZIONE ANCORA BASSA. L'inflazione, secondo Draghi, resterà «molto bassa o negativa nei mesi a venire perché la caduta dei prezzi del petrolio continuerà a influenzare i dati fino a fine 2015, ma il tasso ricomincerà ad aumentare gradualmente a fine anno».
APPELLO AI GOVERNI. Il presidente della Bce ha spiegato che i risultati positivi del programma di acquisto Bce «non devono distrarre altri dal dare il loro contributo. Servono politiche di bilancio per sostenere la ripresa, assicurando la sostenibilità del debito, la piena e coerente attuazione del Patto di stabilità, chiave per la fiducia, e le riforme strutturali».
Al 20 marzo 2015 la Bce ha comprato 26,3 miliardi di euro in titoli di Stato.
OTTIMISMO A BREVE TERMINE PER LA GRECIA. Quanto alla Grecia, Draghi si è detto «fiducioso» rispetto ai colloqui in corso, che «con la buona fede di entrambe le parti» potranno sortire esiti positivi e ripristinare un dialogo più ampio. «In generale la situazione della Grecia è migliore rispetto all'epoca della prima crisi», ha aggiunto Draghi, «adesso non c'è un rischio sistemico». Un giudizio che vale però solo sul breve periodo, mentre sul medio periodo il governatore ha spiegato di non avere sufficienti elementi a disposizione per fare previsioni.
IL NODO DELLA LIQUIDITÀ. Le banche greche, in particolare, attualmente sono «solventi, ma la situazione della liquidità si sta deteriorando ed è aumentata la loro dipendenza dalla Bce», ha puntualizzato Draghi, che ritiene quindi «necessario ristabilire il dialogo tra istituzioni e governo greco» per arrivare al completamento della review.

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