Economia 23 Marzo Mar 2015 1120 23 marzo 2015

Visco: spingere su riforme e investimenti

  • ...

Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia La Bce sosterrà la ripresa, ma adesso tocca alla politica e ai privati. Bisogna spingere l'acceleratore di sulle riforme strutturali e sugli investimenti. Il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, segue la falsariga del numero uno della Bce, Mario Draghi, e intervenendo a un convegno all'Accademia nazionale dei Lincei ribadisce che da sola la Banca centrale europea non è in grado di trascinare il Vecchio continente fuori dal guado della stagnazione. «Il programma Bce di acquisti dei titoli pubblici migliora il contesto macro, riduce l' incertezza e sostiene la fiducia ma è destinato per sua natura a smorzarsi quando avrà raggiunto l'obiettivo» sui prezzi, per Visco, quindi, questo «è il momento di intervenire strutturalmente sul potenziale si crescita dell' economia», anche perché nonostante i rischi il contesto macroeconomico «è in miglioramento». SERVONO INVESTIMENTI DEI PRIVATI. La variabile "decisiva" per il ritorno a una crescita stabile sono «gli investimenti privati e in infrastrutture» prosegue il governatore secondo cui il piano Juncker può dare un contributo di rilievo, ma saranno soprattutto le imprese a dover agire. In questo senso «il deprezzamento del cambio può tramutarsi da impulso temporaneo a spinta permanente all'economia se prelude a un guadagno di competitività, a un più basso tasso di cambio reale al di la del breve periodo». Visco ha quindi ricordato come l'uscita della lira dallo Sme - il sistema monetario europeo che teneva le valute ancorate all'interno di una banda di oscillazione - negli anni Novanta spinse l'economia, ma non venne utilizzato per ristrutturare l'apparato produttivo portando poi l'Italia a entrare nell'euro con questo svantaggio. Quanto al governo, Bankitalia ribadisce come il contributo che le politiche pubbliche possono dare «per sostenere un sistema produttivo complessivamente ancora in forte affanno» è soprattutto nella qualità dei «servizi offerti dagli apparati pubblici. Un sistema non è più in grado di combattere la criminalità organizzata la corruzione e l'evasione fiscale» scoraggia gli imprenditori.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso