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INTERVENTO 26 Marzo Mar 2015 1452 26 marzo 2015

Draghi: «Prospettive di crescita ora più favorevoli»

Il presidente Bce: «Servono riforme strutturali». E osserva: «Con il Qe spinta di un punto per il Pil».

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Il presidente della Camera Laura Boldrini con il presidente della Bce Mario Draghi.

Segnali di ottimismo da parte della Banca centrale europea. Il presidente Mario Draghi ha affermato, in audizione alla Camera, che «le prospettive di crescita sono in questo momento più favorevoli che negli ultimi anni», aggiungendo che vi sono segnali che «la ripresa debole e disomogenea acquisti forza e stabilità». La Bce può aiutare a riavvicinare la crescita al livello potenziale, ma questo può essere alzato «solo attraverso le riforme strutturali».
«Chi vuol far paragoni, può avere un primo parametro» nello spread dell'Italia del 2011, cioè 500 punti base sopra il Bund tedesco, che «per inciso è quello precedente all'ingresso dell'Italia nell'euro», ha spiegato Draghi.
«NON C'È SCARSITÀ DI TITOLI DA ACQUISTARE IN QE». Il presidente della Bce ha inoltre giudicato non verosimile chi dice che vi sia «scarsità di titoli» da acquistare nell'ambito del programma di Qe. Parlando in audizione alle commissioni riunite della Camera ha rilevato come «da 30 anni si dice che in Europa c'è un debito pubblico alto» ribadendo gli obiettivi di acquisti per 60 miliardi a marzo. Il calo dei tassi d'interesse a lungo termine e il deprezzamento dell'euro, conseguenza del Qe, dovrebbero spingere la crescita italiana «di un punto percentuale entro il 2016», ha sottolineato.
«In vari paesi dell'Eurozona la crescita potenziale si è smorzata già prima dell'introduzione dell'euro», ha continuato Draghi, passando per l'Italia dal 2,5% dell'inizio degli anni '90 all'1,5% del 1999, e riducendosi ora a quasi zero secondo il Fmi.
«TROPPE MICRO IMPRESE POCO COMPETITIVE». In presidente della Bce ha poi parlato di imprese: «In Italia vi è un'alta concentrazione di micro-imprese a produttività inferiore alla media, con una regolamentazione che le incentiva a rimanere piccole», ha affemato, rilevando come dimezzare i procedimenti civili aumenterebbe le dimensioni fra l'8 e il 12%. La Bce «guarda con molto favore a iniziative per ridurre il peso delle partite deteriorate nei bilanci delle banche in modo da liberare risorse» a beneficio delle imprese.
L'Italia, come altri, ha consolidato i propri conti aumentando le tasse e tagliando gli investimenti pubblici, «mentre la spesa corrente continua ad aumentare», ha affermato, spiegando di condividere «pienamente» la necessità di più investimenti pubblici.
«REGOLE DI BILANCIO UE DISATTESE PIÙ VOLTE». Draghi ha anche affermato che «le regole di bilancio nell'Eurozona sono state disattese più volte sottoponendo la fiducia reciproca a forte tensione». Draghi ha spiegato che i Paesi devono darsi come obiettivo quello di sostituire le regole, che vanno rispettate, con «istituzioni più forti».
«BCE POTRÀ COMPRARE BOND DAL PIANO JUNCKER». «Già oggi la Bce sta acquistando, o acquisterà, obbligazioni della Bei (Banca europea degli investimenti, ndr), ma può farlo soltanto sul mercato secondario. Questo è certamente qualcosa a cui guardare», ha detto Draghi rispondendo alla domanda se la Bce possa finanziare il piano Juncker.

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