Economia 26 Marzo Mar 2015 1321 26 marzo 2015

La tecnologia offre più chance alle donne

  • ...

Ruth Porat Ruth Porat era considerata la donna più influente della finanza americana: dopo trent’anni con Morgan Stanley, di cui era direttore finanziario, qualcuno pensava potesse   diventare la prima donna a ricoprire la carica di amministratore delegato a Wall Street. Per quello si dovrà aspettare, perché Porat ha deciso di cedere alle lusinghe di Google,   dove sarà il nuovo direttore finanziario. Al posto di Patrick Pichette, che nelle scorse settimane ha annunciato a sorpresa di volersi fare da parte per girare il mondo con la   moglie e godersi la sua crisi di mezza età. Porat è una delle signore dell’industria e della finanza americana, ma le fila di donne in posizione di comando non sono poi così tante. Ecco cosa bisogna sapere.

Ginni Rometty CORPORATE AMERICA, POCHE DONNE MA BUONE Nell’industria e nella finanza americana le donne in posizioni di comando non sono molte: solo il 14,2% delle cinque cariche più alte delle società quotate sullo S&P 500 non è occupata da uomini. Il numero è ancora più basso nel mondo finanziario, dove si scende al 13%. Stando a un’analisi di CnnMoney, solo 24 (il 5%) delle 500 società del listino di riferimento di Wall Street hanno un amministratore delegato donna. Secondo Fortune, le donne in posizioni più alte “arrivano da settori dove occorre maggiore creatività, come la pubblicità e i media”. Non a caso Jill Abramson era riuscita a diventare la prima donna direttore del New York Times (salvo poi essere rimpiazzata da Dean Baquet).

Mary Barra LE PIÙ INFLUENTI SONO ROMETTY, BARRA E NOOYI Scorrendo la lista delle donne più influenti della Corporate America secondo Fortune, sul podio ci sono tre lady di ferro che guidano società in settori molto diversi tra loro: Ginny Rometty, che sta cercando di portare avanti l’arduo compito di rinnovare e rilanciare Ibm, Mary Barra, prima donna a dirigere un colosso automobilistico americano, General   Motors, e Indra Nooyi, iconica guida di PepsiCo. Per quanto riguarda invece la finanza, per la prima volta nella sua storia, Deloitte ha scelto un amministratore delegato donna: Cathy Engelbert, 50 anni, è arrivata l’11 marzo alla guida del gruppo di consulenza e revisione nato nel Regno Unito ma con quartier generale negli Stati Uniti.

Indra Nooyi SETTORE TECNOLOGICO PIÙ APERTO ALLE SIGNORE La Silicon Valley, con la sua carica innovativa, è forse quella che più volentieri affida i vertici a donne. Iconico il caso di Marissa Mayer, affascinante numero uno di Yahoo e   una delle menti più brillanti del mondo tecnologico americano. Non è da meno Sheryl Sandberg, classe 1969, e direttore operativo di Facebook, “rubata” dal social network di   Mark Zuckerberg a Google, dove si occupava delle vendite. C’è anche Meg Whitman, laureata a Princeton e ad Harvard, e numero uno di Hewlett-Packard. Nel 2008 qualcuno aveva pensato che potesse correre per la Casa Bianca, cosa non successa, mentre l’anno successivo si è candidata per diventare governatore della California (salvo poi essere sconfitta dal democratico Jerry Brown). Anche Xerox, il colosso delle stampanti, è guidato da una donna, Ursula Burns, e lo stesso vale per YouTube, il sito per la condivisione di video controllato da Google, che ha come Ceo Susan Wojcicki. Per non parlare di Oracle, che ha scelto Safra Catz, già direttore finanziario della società, come successore del fondatore Larry Ellison alla guida della società (Catz divide la poltrona con Mark Hurd).

Cathy Engelbert NOMI FORTI ANCHE NELL’INDUSTRIA Se quello di Mary Barra, amministratore delegato di Gm, è il primo nome che viene in mente quando si parla dell’industria americana, non è certo da meno Marillyn Hewson,   la donna che guida Lockheed Martin, colosso del settore aerospaziale, della difersa e della sicurezza. Tra le altre donne alla guida di grandi gruppi americani ci sono Sherilyn   McCoy, numero uno di Avon Products, Gracia Martore, che dirige il gigante dei media Gannett Company (è tra l’altro l’editore del quotidiano Usa Today) ed Ellen Kullman,   numero uno del colosso chimico DuPont. C’è poi Melanie Healey, già alla guida della divisione nordamericana di Procter & Gamble, è ora consulente del presidente e   dell’amministratore delegato del colosso dei prodotti al consumo.

Correlati

Potresti esserti perso