Banca 150325123040
LO SPORTELLO 27 Marzo Mar 2015 1000 27 marzo 2015

Correntisti, l'iter giuridico per difendersi delle banche

Affidarsi a consulenti professionisti. E agire in fretta. La legge sta coi clienti.

  • ...

Clienti allo sportello di una banca.

Lo straordinario potere e la spropositata forza economica delle banche spinge spesso il correntista - e a maggior ragione quello 'affidato' - nell’ambito dei rapporti con gli istituti di credito, a sentirsi impotente, alla stregua di Davide contro Golia: tutto ciò, nella quasi totalità dei casi, lo fa desistere dall’attivare qualsiasi tipo di rimostranza o di perorazione dei propri diritti, quando anch'egli abbia il forte sospetto - se non addirittura la certezza - che la banca abbia perpetrato (o stia facendolo) abusi o illeciti in suo danno.
Questo nell’errata convinzione che contro il Golia di turno si soccomberà, dimenticando, invece, che Davide, nel noto episodio biblico, riuscì ad ammazzare il gigante con l’utilizzo solo di una fionda.
LEGGI PER IL CORRENTISTA. Continuando nella metafora, sarebbe importante sapere, per chiunque abbia un rapporto bancario in essere - o anche estinto, se non è ancora maturata la prescrizione - che oggi questa fionda è offerta non solo dalla legislazione vigente, ma soprattutto da come tale normativa è stata applicata dalla giurisprudenza, in particolare negli ultimi tempi.
È vero che ogni situazione è diversa dall’altra e che, quindi, ciascun caso merita di essere di volta in volta massimamente approfondito come un unicum, ma è comunque possibile, in questa sede, fornire qualche consiglio utile e di carattere generale su come il correntista, mutuatario o cliente di una banca, possa affrontare una situazione di criticità, soprattutto in relazione a quelle condizioni limite in cui ci si sente come stritolati dalle spire di un sistema che non lascia respiro e si teme di 'perdere tutto'.
TUTELARSI DALL'USURA. Utilizzeremo, per facilità di comprensione, il paradigma dell’usura che può annidarsi in una molteplicità di contratti: dal mutuo al fido per elasticità di cassa, dal leasing al factoring, e così via.
Come già consigliato, data la molteplicità di costi bancari da analizzare, di fronte al fondato sospetto che gli interessi pattuiti con la banca siano maggiori di quelli normativamente stabiliti, è opportuno per il cliente rivolgersi a un professionista serio allo scopo di munirsi di una perizia econometrica o di uno studio di fattibilità nel quale, all’esito di precisi calcoli, venga accertato se, nel caso concreto, si sia o meno in presenza di un contegno illecito da parte dell’istituto di credito. Per continuare nel nostro esempio: l'obiettivo è stabilire se quel determinato contratto sottoscritto con la banca sia usurario oppure no.
ATTENZIONE AI RAGGIRI. Onde evitare 'raggiri' è, però, fondamentale sapere che, alla luce del boom di controversie intentate contro gli istituti, molti professionisti (o presunti tali) al fine di lucrare il più possibile sulle spalle del malcapitato 'presunto usurato' e svolgere un’operazione di tal fatta - e quindi per effettuare una perizia econometrica o uno studio di fattibilità - chiedono dei compensi davvero eccessivi. Ma il costo non necessariamente è proporzionale con la professionalità del soggetto cui ci si è rivolti. Serve cautela anche su questo versante, dunque.
Per essere più sicuri si potrebbe fare affidamento direttamente a consulenti con consolidata esperienza nel settore, i quali, se avvezzi a questo tipo di contenzioso, potranno consigliare certamente il metodo di difesa, che sappia coniugare un lavoro ben fatto con un 'prezzo' onesto.
PERIZIA ECONOMETRICA. Superato questo primo step e verificato l’eventuale illecito da parte della banca, bisogna proseguire oltre.
Infatti, in ipotesi di questo tipo, è proprio la perizia econometrica a rappresentare la 'prima fondamentale pietra' da scagliare vigorosamente con la fionda contro il famelico gigante.
È lo strumento, questo, che utilizzato nell’ambito del processo può convincere il giudice della bontà delle proprie pretese.

Ritardo nei pagamenti? L'azione di recupero delle banche è immediata

Prelievo allo sportello automatico di una banca.

Continuiamo a prendere in esame l’ipotesi di un soggetto il quale, non solo per l’eccessività del corrispettivo richiesto dall’istituto di credito, ma, complice anche la notoria congiuntura economica - la crisi che oggi risparmia solo un esiguo numero di italiani - non riesca più a pagare le rate pattuite.
Le banche, è noto, non si sono mai atteggiate a pii istituti di carità, tuttavia, ormai, a fronte anche di un minimo ritardo nel pagamento, non esitano un solo istante a partire con un’azione 'recuperatoria' (di solito con un ricorso per decreto ingiuntivo) consapevoli che non rimarranno comunque a bocca asciutta, forti anche delle garanzie prestate dal cliente al momento della sottoscrizione del contratto (per esempio ipoteche e fidejussioni).
OPPORSI AGLI ISTITUTI. In questi casi, per fare valere ragioni e diritti e per tentare di 'recuperare' quel che nel frattempo è stato 'maltolto' dalla banca, bisognerebbe proporre una opposizione a decreto ingiuntivo presso l’Ufficio giudiziario già adito dall'istituto di credito, magari situato lontano dalla residenza, domicilio o sede del cliente, con tutte le ulteriori difficoltà di ordine pratico ed economico che ciò potrebbe comportare (per esempio le trasferte e la nomina, oltre al proprio legale di fiducia, di un avvocato di quel determinato foro).
AGIRE CON RAPIDITÀ. Perciò, in situazioni di questo tipo, qualora lo studio di fattibilità abbia accertato che la banca abbia degli 'scheletri nell’armadio', sarebbe opportuno per il cliente non attendere le altrui mosse, ma 'partire in anticipo' e convenire prontamente la banca in giudizio innanzi all’Ufficio giudiziario che, secondo i criteri di competenza territoriale previsti dal codice di procedura civile, sia per lui il più 'comodo'.
Il tutto per ottenere l’accertamento negativo di una parte del credito vantato dalla banca, ovverosia per sentire dichiarare dal giudice che la totalità degli interessi convenuti in contratto, ovvero una parte di essi, non sono per nulla dovuti all’istituto di credito resistente e per vedere condannato quest’ultimo al ristorno, in proprio favore, di tutte quelle somme sino a quel momento illegittimamente percepite, maggiorate di rivalutazione monetaria e interessi come per legge.
NULLI I PATTI USURARI. D’altra parte la Suprema corte di Cassazione, con la sentenza n. 350 del 9 gennaio 2013, dopo avere stabilito che, ai fini dell’applicazione dell’art.1815 del codice civile e dell’art.644 del codice penale come novellati dalla l. n.108/96, si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito nella legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo - quindi anche a titolo di interessi moratori - ha altresì previsto la nullità delle clausole contrattuali che prevedono un tasso di interesse usurario.
Ciò, in parole povere, significa che se sono pattuiti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi. E in tal senso cominciano a orientarsi pure molte delle più recenti sentenze dei giudici di merito di tutta Italia.

Muoversi per paralizzare l'avversario per tutto il tempo della causa

Operazioni allo sportello di un istituto di credito.

È doveroso poi aggiungere che partire in anticipo consente inoltre al cliente di ottenere un ulteriore vantaggio: 'paralizzare', per tutta la durata della causa da questi promossa, la possibilità per la banca di avvalersi del procedimento di ingiunzione ovvero di iniziare essa stessa una causa ordinaria diretta alla condanna del cliente al pagamento dell’intera sua presunta debitoria o di parte di essa.
Invero l’accertamento negativo del credito richiesto dal cliente e l’ingiunzione di pagamento domandata dalla banca altro non sono che procedimenti aventi lo stesso oggetto (litispendenza), sebbene guardato da angoli visuali diversi, ovvero procedimenti in cui l’oggetto di uno contiene l’altro perché 'più grande' (continenza).
GIUDICE DEL CLIENTE. In entrambi i casi sarà il giudice adito per primo dal cliente - qualora questo sia competente per ragioni di materia o di valore anche per la controversia introdotta dalla banca - a dover trattare la questione, in quanto, nel caso di litispendenza, la causa instaurata per seconda sarà cancellata dal ruolo, mentre, nell’ipotesi di continenza, la seconda causa sarà 'riassunta' davanti al primo giudice investito della controversia dal soggetto 'usurato' che deciderà su entrambe.
PRIMA LA CONCILIAZIONE. Non può infine mancare un fondamentale monito: le cause relative a contratti bancari e finanziari non possono non essere precedute dal previo esperimento della cosiddetta media-conciliazione, che ne costituisce condizione di procedibilità.
Prima di poter cominciare il giudizio civile è cioè necessario dare vita, anche con l’assistenza del proprio legale, a un procedimento di mediazione innanzi a un organismo ad hoc per verificare la possibilità di raggiungere un accordo con la controparte. Fallito il tentativo o decorsi tre mesi dal deposito dell’istanza di mediazione senza esito, allora non vi sono più ostacoli per intraprendere la causa innanzi al giudice.
TATTICA AGGRESSIVA. In taluni casi, tuttavia, quando si teme che la banca sia già sul punto di 'attaccare', allora è opportuno assumere una tattica più aggressiva e così, subito dopo aver depositato l’istanza di mediazione presso l’organismo prescelto, si provvede a notificare immediatamente all'istituto di credito l’atto di citazione, avendo cura di fissare, nella vocatio in ius, l’udienza di prima comparizione a una data che sia comunque successiva al decorso del termine massimo di durata del procedimento di mediazione.
In tal modo, quando si perverrà alla prima udienza, le parti avranno raggiunto un accordo stragiudiziale e avranno quindi cura di fare estinguere il processo, oppure la mediazione sarà fallita o ancora, i termini della mediazione stessa saranno spirati senza esito. Ed è in questi ultimi due casi che sarà necessario che il giudice decida con sentenza chi abbia ragione e chi torto.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso