Economia 30 Marzo Mar 2015 1054 30 marzo 2015

Rcs, il cdr impallina Braggiotti

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Gerardo Braggiotti Alla fine i nomi dei candidati per il nuovo consiglio di amministrazione di Rcs sono arrivati. Il 'listone' di maggioranza composto da Fiat Chrysler, Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e Intesa Sanpaolo, titolari insieme del 38,9% di Rcs, è stato presentato venerdì 27 marzo con 72 ore di anticipo rispetto al termine ultimo. I sei nomi sono: Laura Cioli, a.d. di Cartasi', Teresa Cremisi, consigliere di Rcs e alla guida del gruppo Flammarion e Tom Mockridge (ex a.d. di Sky Italia, oggi in Virgin Media) e Gerardo Braggiotti, numero uno di Banca Leonardo. E' proprio sul nome di Braggiotti che è scoppiato un caso nei corridoi del quotidiano di via Solferino.

La sede del Corriere della Sera in via Solferino 28 a Milano IL CDR DEL CORRIERE CONTRO LA CANDIDATURA DI BRAGGIOTTI.  Il Comitato di redazione in un comunicato pubblicato il 30 marzo ha sollevato un dubbio di opportunità circa la candidatura di Gerardo Braggiotti, ex direttore di Mediobanca, presidente di Banca Leonardo. La banca «è stata una delle figure centrali nella disastrosa acquisizione del gruppo spagnolo Recoletos per 1,1 miliardi di euro, operazione dalla quale sono scaturite perdite per oltre 846 milioni di euro. Perdite che ancora oggi hanno pesantissime ricadute: dai tagli all'organico di giornalisti e dipendenti di tutto il gruppo alla vendita della sede di via Solferino a Milano. Su Recoletos Banca Leonardo si propose come advisor finaziario di Rcs nell'operazione di acquisizione essendo a conoscenza diretta dell'intenzione degli azionisti di Recoletos di cedere la società». Il comunicato prosegue: «Per la sua attività la banca percepì un compenso di 4 milioni di euro e le conseguenze di quella sciagurata consulenza sono ancora evidenti».

La sede di Rcs DEBITI PER 500 MILIONI. «La posizione finanziaria di Rcs è gravata da debiti che sfiorano i 500 milioni. Alla luce dei fatti ci sembra quantomeno singolare che nella lista di maggioranza venga indicato dagli azionisti proprio il nome di chi ha contribuito a determinare l'attuale situazione economica del gruppo. Ci sembra assolutamente poco opportuno che chi ha avuto un ruolo così importante nell'affare Recoletos venga poi chiamato a, come membro del cda a decidere su come porre rimedio a quel buco valutando l'ipotesi di cessione di Rcs Libri e intervenga su scelte strategiche come la nomina del nuovo direttore».

Urbano Cairo CAIRO NON SOSTIENE IL LISTONE. John Elkann, presidente di Fca, sulle candidature per il rinnovo del Cda di Rcs a margine di una tavola rotonda all’Hangar Bicocca, ha detto: «Aspettiamo fiduciosi, Mediobanca sta lavorando per portare una lista. Ci auguriamo che sia condivisa. La aspetto fiducioso”. Intanto sono già stati stabiliti i nomi che guideranno Rcs: Pietro Scott Jovane sarà amministratore delegato per un altro triennio, mentre il nuovo presidente sarà l'ex amministratore delegato di Mondadori, Maurizio Costa, che sostituirà Angelo Provasoli. La lista avrà, si apprende, anche il sostegno di Unipol con il suo 4,6%, solo per ragioni tecniche tenuta fuori dall'accordo di voto stretto tra i cinque soci che decadrà subito dopo l'assemblea del 23 aprile. Urbano Cairo, ufficialmente al 3% di Rcs ma secondo alcuni già sopra il 4%, come da attese non appoggerà il listone. Meno scontata l'assenza dei Rotelli (2,7%), che sono stati consultati nelle ultime settimane e fino all'ultimo venivano dati sulla linea dei grandi soci.

Ferruccio de Bortoli DE BOROTOLI IN USCITA IL 30 APRILE. La partita, a quanto riferiscono fonti finanziarie, è ancora aperta e al momento non si è trovata una convergenza. L'idea è che sia il cda uscente, da qui al 23 aprile, a sfoltire la rosa e individuare tre 'papabili' da sottoporre al nuovo board; l'auspicio è che il direttore sia nominato subito dopo l'assemblea, nella riunione di insediamento. E' tuttavia possibile che la decisione sia presa nei giorni successivi, considerato che il contratto di Ferruccio de Bortoli scade il 30 aprile.

John Elkann e Diego Della Valle INTESA TRA ELKANN E DELLA VALLE. La quadra sul cda tra i bellicosi soci di Rcs è stata trovata con la mediazione di Mediobanca (ha il 6,2% del gruppo, ma e' destinata a uscirne); su richiesta dei principali azionisti per la prima volta chiamati alle nomine senza il patto di sindacato, ha diretto i lavori con l'obiettivo - viene spiegato - di individuare nomi "di qualità'" e di evitare un consiglio "lottizzato". Dapprima le candidature sono state condivise da John Elkann (16,7%) e Diego Della Valle (7,32%), che si sono parlati e hanno trovato un'intesa nonostante le aspre polemiche del passato; a seguire, sono state sondate Unipol (4,6%) e Pirelli (4,4%). Tra gli ultimi a dare via libera Intesa Sanpaolo (4%), dopo un faccia a faccia a meta' settimana tra l'a.d. di Mediobanca, Alberto Nagel, e il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa, Giovanni Bazoli. I MEMBRI DEL CDA DA 7 A 11. Sulla base dello statuto adottato un anno fa, i membri del cda di Rcs possono essere da 7 a 11; alla lista di maggioranza andranno due terzi dei posti e un terzo alle minoranze. Per presentare una lista occorre avere almeno il 2,5% del capitale: potrebbe farlo l'editore Cairo, che si sta prendendo il tempo necessario per rifletterci e potrebbe ora aggregare anche i Rotelli. Assogestioni probabilmente presenterà tre candidati, ma e' ancora al lavoro per calcolare le percentuali disponibili in vista del termine ultimo fissato per lunedì.

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