Marianna Madia 141105154956
NUOVE NORME 31 Marzo Mar 2015 1649 31 marzo 2015

Pa, ok al taglio delle Camere di commercio

Via libera a un emendamento del ddl: da 105 passano a 60.  In arrivo il 'taglia decreti' inutili o dannosi.

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Marianna Madia.

C'è il via libera al sostanziale dimezzamento del numero delle camere di commercio, che dovranno passare da 105 a non più di 60.
La commissione Affari Costituzionali del Senato ha detto sì sì all'emendamento del relatore alla delega Pa sul riordino del settore.
È anche prevista l'eliminazione delle partecipazioni non essenziali.
Le modifiche sono state confermate dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia che ha spiegato come la sogli minima di imprese partecipate sia «di 80 mila» (sotto non si può andare), «anche se viene data facoltà alle province autonome e alle città metropolitane di derogare a questa soglia. Fermo restando il numero massimo di camere: non si possono superare le 60».
Le altre novità, ha sottolineato il ministro, «riguardano la gratuità degli incarichi e un focus specifico sulle funzione delle camere di commercio, funzioni legate al territorio».
ARRIVA TAGLIA DECRETI. Inoltre è in arrivo il 'taglia decreti' inutili o d'ostacolo, con l'obiettivo di semplificare il quadro normativo e sbloccare leggi in sospeso.
L'emendamento prevede la possibilità di eliminare rimandi a provvedimenti attuativi, di tipo amministrativo, a partire da fine 2011.
Il governo è delegato a mettere in atto la sforbiciata, con l'adozione di appositi provvedimenti, entro novanta giorni dall'approvazione della delega. Il taglio riguarda tutta la cosiddetta normazione secondaria, sono inclusi quindi i vari decreti ministeriali, i dpcm, i regolamenti e tutti i diversi atti amministravi di attuazione.
Non sono toccati invece i decreti legislativi. La proposta mira a mette ordine nel groviglio di rinvii a decreti attuativi, spazzando via quelli diventati obsoleti, inutili, anzi d'intralcio. In certi casi si tratterebbe di rimandi che complicano l'ordinamento, ma non mancherebbero situazioni in cui il richiamo ad atti amministrativi ulteriori fa da tappo, lasciando sospesi provvedimenti altrimenti pronti a entrare in vigore.

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