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AUSTERITÀ 7 Aprile Apr 2015 1201 07 aprile 2015

Cgia, in cinque anni tagliati 25 miliardi a Regioni e Comuni

L'accusa della Cgia: «Lo Stato così si dimostra virtuoso. Scaricando problemi sugli enti locali».

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Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi.

Oltre 25 miliardi di 'tagli' dal 2011 a oggi da parte dei governi a Regioni ed enti locali.
Secondo quanto ha detto la Cgia di Mestre, «se nelle casse dei sindaci la sforbiciata raggiunge nel 2015 gli 8,3 miliardi di euro, alle Regioni a Statuto ordinario la quota dei mancati trasferimenti si è stabilizzata sui 9,7 mld, mentre per quelle a Statuto speciale la contrazione ha raggiunto i 3,3 mld. Anche per le Province, che sono ormai in via di 'estinzione', la riduzione dei trasferimenti è stata di 3,7 miliardi.
TAGLI COMPENSATI CON L'AUMENTO DELLE TASSE. «Una cifra imponente», ha dichiarato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, «che, in buona parte, sindaci e governatori hanno compensato aumentando le tasse locali e tagliando i servizi alla cittadinanza. Grazie a questi tagli, lo Stato centrale si è dimostrato sobrio e virtuoso, scaricando il problema sugli amministratori locali che, 'obtorto collo', hanno agito sulla leva fiscale. Morale: la minor spesa pubblica a livello centrale è stata pagata in gran parte dai cittadini e dalle attività produttive che hanno subito un fortissimo aumento delle tasse locali».
STANGATA SUI CAPANNONI. «Il passaggio dall'Ici all'Imu/Tasi», ha proseguito, «ha incrementato il peso fiscale sui capannoni mediamente dell'80 per cento, con una punta massima di oltre il 160 per cento per quelli ubicati nel Comune di Milano».
I dati, elaborati dall'Ufficio studi della Cgia, si riferiscono al quinquennio 2011-15: l'importo di ogni anno corrisponde ai tagli previsti rispetto al 2010. Anno, quest'ultimo, in cui il governo Berlusconi ha approvato il Decreto legge n. 78 che ha dato inizio alla stagione del rigore e dell'austerità dei nostri conti pubblici.
«SINDACI TRASFORMATI IN GABELLIERI». L'ennesima «rasoiata», ha concluso la Cgia, dovrebbe essere definita questa settimana con il nuovo Documento di economia e finanza.
«I sindaci, in particolar modo, hanno ragione a protestare. Sono diventati i nuovi gabellieri», ha concluso Bortolussi, «con sempre meno risorse a disposizione non hanno vie d'uscita. Anche la tanto sbandierata local tax rischia di diventare l'ennesimo obolo che magari ridurrà il numero delle tasse locali, ma non l'importo che famiglie e imprese saranno chiamate a pagare».

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