Economia 7 Aprile Apr 2015 1601 07 aprile 2015

Ferretti: pronto a vie legali contro Expo

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Dante Ferretti Sconcertato e arrabbiato. Lo scenografo Dante Ferretti, tre volte Oscar, denuncia che il suo progetto per la viabilità del sito espositivo dell'Expo «è ancora fermo» a meno di un mese dall'inaugurazione del 1 maggio. Per questo è pronto ad "avvalersi di ogni mezzo legale idoneo a salvaguardare il frutto della sua creazione intellettuale, rendendo pubblica la sua opposizione ad ogni realizzazione riduttiva del progetto», come scrive il suo legale, Giorgio Assumma, in una lettera inviata il 7 aprile al commissario Giuseppe Sala. «Sono quattro anni che lavoro a questo progetto - sottolinea Ferretti, raggiunto al telefono dall'Ansa a Taiwan, dove lavora a Silence, nono film che lo vede collaborare con Martin Scorsese -: ci ho messo la faccia e il nome. E' stato approvato da tempo, ma la gara di appalto è stata perfezionata soltanto da pochi giorni: non sarà mai pronto per l'apertura. Mi sento dire che forse sarà realizzato per il 2 giugno, festa della Repubblica. Ma non ci penso proprio a una realizzazione parziale e li diffido dall'usare il mio nome». LO SCENOGRAFO IMPEGNATO SUI LAVORI DI CARDO E DECUMANO. Impegnato in particolare nella cura degli allestimenti del Cardo e del Decumano, i due viali principali del sito espositivo, Ferretti si chiama fuori anche dall'evento di apertura: «Certamente all'inaugurazione non parteciperò. Ho un nome da difendere. E anche ammesso che accelerino nella realizzazione, la qualità è fondamentale». Di qui la decisione di tutelarsi a livello legale. «A pochi giorni dall'inaugurazione della manifestazione - si legge nella lettera inviata da Assumma a Sala - è da escludere che la completa realizzazione traspositiva del progetto stesso possa avvenire. In base alle informazioni ricevute da fonte attendibile sembra che sia Vostra intenzione procedere soltanto ad una parziale realizzazione del progetto, determinando così una grave lesione della integrità dell'opera dell'ingegno del mio assistito», tutelata dalla legge sul diritto d'autore (633/1941), «anche sotto il profilo della protezione della personalità», dell'artefice. «Né ricorrono, nella specie, per giustificare la parziale esecuzione del progetto, i motivi di necessità oggettiva, che secondo tale legge giustificano le alterazioni della stesura originaria dell'opera». Di qui la determinazione ad adire le vie legali per salvaguardare l'integrità dell'opera, «con ogni più ampia riserva - conclude il testo - di azioni inibitorie e risarcitorie».

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