Economia 7 Aprile Apr 2015 0930 07 aprile 2015

Pensione, i giovani ci andranno a 70 anni

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Nelle ultime settimane, il presidente dell'Inps Tito Boeri ha dato agli italiani una buona notizia e una cattiva. Quella buona è che presto, forse già a partire da maggio, arriverà finalmente la Busta Arancione. Si tratta un nuovo prospetto atteso da anni che consente a un lavoratore ancora in attività di stimare in anticipo l'importo della propria futura pensione pubblica, che maturerà fra 20, 30 o addirittura fra 40 anni. La cattiva notizia arrivata da Boeri riguarda invece le regole sull'età pensionabile che, dal prossimo anno, salirà di 4 mesi rispetto a oggi, nonostante sia già stata innalzata di un bel po' dalla Riforma Fornero del dicembre 2011. A partire dal primo gennaio del 2016, infatti, parecchi nostri connazionali potranno mettersi a riposo soltanto dopo aver compiuto 66 anni e 7 mesi di età, contro il requisito di 66 anni e 3 mesi previsto fino al dicembre del 2015. Quello che molti non sanno, però, è che questa revisione al rialzo dei requisiti pensionistici è solo un primo passo di un percorso che durerà a lungo. La riforma Fornero prevede infatti che l'età pensionabile venga adeguata ogni 3 anni alle aspettative di vita della popolazione, certificate periodicamente dall'Istat. Se quest'ultime aumenteranno ancora (com'è probabile che avvenga), anche l'età del pensionamento si muoverà di pari passo. Risultato: i giovani che iniziano oggi la   carriera potranno probabilmente mettersi a riposo soltanto a 70 anni suonati. Ma ecco, di seguito, una panoramica più dettagliata su cosa accadrà nei mesi a venire e nei prossimi decenni. QUATTRO MESI DI LAVORO IN PIU'. Come annunciato da Boeri, il prossimo innalzamento   dell'età pensionabile è fissato all'inizio del 2016. Nello specifico, a partire dall'anno venturo, i   lavoratori uomini (autonomi e dipendenti di qualsiasi settore) e le impiegate pubbliche potranno   andare in pensione dopo aver compiuto 66 anni e 7 mesi (contro i 66 anni e 3 mesi di oggi). Per le   donne che lavorano nel settore privato , invece, ci sono ancora delle finestre di uscita leggermente   anticipate. Le dipendenti delle aziende potranno infatti mettersi a riposo a 65 anni e 7 mesi di età   mentre le lavoratrici autonome dovranno aspettare un po' di più, cioè il compimento di 66 anni e un   mese. Questi requisiti di “favore” riservati al gentil sesso rimarranno però in vigore per poco tempo,   cioè fino al 2017. A partire dal 2018, infatti, la soglia di pensionamento per tutte le donne sarà la   stessa prevista per gli uomini e per le impiegate pubbliche: 66 anni e 7 mesi. LA PENSIONE ANTICIPATA. Non va dimenticato, però, che oggi un lavoratore ha anche la   possibilità di ottenere un pensionamento anticipato non appena accumula un certo numero di anni di   servizio, indipendentemente dall'età. Anche i requisiti per accedere alle pensioni anticipate, tuttavia,   nel 2016 verranno modificati al rialzo. Gli uomini potranno infatti avere la pensione soltanto dopo   aver accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi (contro i 42 anni e mezzo previsti oggi) . Le donne   (dipendenti o autonome di tutti i settori) potranno invece andare in pensione nel 2016 con 41 anni e   10 mesi di carriera alle spalle (contro i 41 anni e 6 mesi di oggi). REVISIONE OGNI TRE ANNI. Nel 2019, il copione si ripeterà e verranno passati al setaccio   i dati Istat sulle aspettative di vita della popolazione italiana che, fortunatamente, è sempre più   longeva. Dunque, se l'età media dei nostri connazionali sarà cresciuta ulteriormente, anche i   requisiti pensionistici si muoveranno all'insù e si avvicineranno alla soglia dei 67 anni. La stessa   cosa dovrebbe avvenire nei decenni successivi, a intervalli regolari,con un innalzamento dell'età   pensionabile di 3 mesi ogni 2-3 anni. QUALCHE ESEMPIO CONCRETO. Procedendo di questo passo, dunque, chi inizia a lavorare   oggi potrà mettersi a riposo soltanto dopo aver varcato la soglia di 70 anni. Leggermente più   fortunati sono invece i 40enni e 50enni con una carriera già avviata, i quali potranno andare in   pensione un po' prima. Ma ecco, di seguito, qualche caso concreto che aiuta a comprendere cosa   accadrà in futuro, con le regole previste dalla Legge Fornero. Un giovane 27enne che inizia   oggi la carriera come dipendente di un'azienda privata, ad esempio, dovrà attendere il 2058 e il   compimento di 70 anni e 8 mesi di età per avere la normale pensione di vecchiaia . Un quarantenne   di oggi potrà invece congedarsi dal lavoro nel 2044 con 69 anni e 6 mesi all'anagrafe mentre chi ha   attualmente 50anni dovrà aspettare il 2033 e il compimento di 68 anni e 8 mesi.

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