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ECONOMIA 9 Aprile Apr 2015 0815 09 aprile 2015

Crisi, Visco: «La ripresa c'è, ma l'Italia si rinnovi»

Il governatore di Bankitalia: «Ci sono segnali positivi». Poi dice: «Servono mutamenti per il lavoro».

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Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco è ottimista sulla fine della crisi.
Intervenuto con una lunga intervista in apertura di prima pagina de L'Avvenire, il numero uno di Palazzo Koch ha spiegato che «i segnali positivi si stanno intensificando» e «prefigurano una progressiva ripresa di vigore già da questo secondo trimestre»: «Nell'insieme, quindi, penso che sì, stiamo uscendo dal tunnel», è la tesi di Visco.
CONTINUARE CON LE RIFORME. Il governatore di Bankitalia ha poi sottolineato che il Prodotto interno lordo potrebbe «accelerare significativamente nel 2016, attorno al punto e mezzo». Quindi ha aggiunto: «Abbiamo davanti a noi un'opportunità da non perdere per continuare ad affrontare risolutamente i nostri ben noti problemi strutturali». Ma, a tal proposito, per creare occupazione Visco ha suggerito «un cambiamento profondo, un'azione continua di riforma».
MAGGIORE INNOVAZIONE. Il numero uno di Palazzo Koch ha anche avvertito che «una maggiore flessibilità nel lavoro se non accompagnata da altri interventi rischia di essere una strategia di breve respiro».
Per sostenere l'innovazione, ha detto Visco, occorre migliorare «le condizioni di contesto in cui operano le imprese». E ancora: «La corruzione è uno degli ostacoli più rilevanti».
STOP ALLA CRIMINALITÀ. Secondo Visco, inoltre, «altri ostacoli reali all'attività di impresa vengono, oltre che dal mercato del lavoro, dalla diffusione della criminalità organizzata, dalle risposte lente e non omogenee della Pubblica amministrazione, dai ritardi della giustizia civile, dalla regolamentazione eccessivamente restrittiva in alcuni comparti dei servizi, dal declino del sistema di istruzione».
DEBITO PUBBLICO AL SICURO. Per il governatore di Bankitalia, «su molti di questi fronti è stata avviata un'azione di riforma», ma ora «occorre insistere, allargando lo spettro degli interventi e accelerando la fase attuativa».
Quanto al debito pubblico, la sua sostenibilità, ha assicurato il governatore, «non è in discussione»: «Il principio costituzionale dell'equilibrio di bilancio garantirà nel tempo una discesa graduale del rapporto debito/Pil e il ritorno a un'inflazione prossima al 2% e a una crescita di almeno l'1% renderà più rapida questa riduzione».

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