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ESECUTIVO 9 Aprile Apr 2015 2253 09 aprile 2015

Def, il testo: dal debito risparmi per 6,5 miliardi

Stime prudenti, ma ottimiste: «Italia fuori dalla recessione». Pil 2015, atteso +0,7%.

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Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan.

Tutto pronto per l'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, in agenda venerdì 10 aprile. Il Documento di economia e finanza (Def) è stato messo nero su bianco e ipotizza scenari prudenti, ma ottimisti, per la ripresa economica del Paese.
Ad anticiparne i contenuti è stata La Stampa, entrata in possesso del fascicolo che traccia l'orizzonte del governo per l'anno a venire.
«FUORI DA RECESSIONE». «Dopo una crisi grave e prolungata nell’ultimo trimestre del 2014 l’economia italiana è uscita dalla recessione», celebra entusiasticamente il documento dell'esecutivo. «Abbiamo a disposizione una speciale finestra di opportunità per riprendere a crescere a ritmo sostenuto e porre il rapporto fra debito e prodotto su un terreno discendente. Non possiamo assolutamente permetterci di sprecarla».
DAL DEBITO RISPARMI PER 6,4 MLD. Nel testo viene illustrato nel dettaglio come il governo pensa di neutralizzare la clausola che il primo gennaio farebbe scattare un aumento di Iva e accise per oltre 16 miliardi di euro. «Questo obiettivo viene raggiunto in parte grazie al miglioramento del quadro macroeconomico – che si riflette in un aumento del gettito - e alla flessione della spesa per interessi rispetto alle previsioni dello scorso autunno, con un effetto complessivo valutabile in 0,4 punti percentuali; in parte per effetto degli interventi di revisione della spesa che verranno definiti nei prossimi mesi, per un importo pari allo 0,6%». Significa che il governo, grazie al calo dello spread, stima che la spesa per onorare il debito sia a destinata a scendere di circa 6,4 miliardi. Il resto sarà assicurato da un taglio delle spese di quasi 10 miliardi.
NEL 2015 PIL IN CRESCITA DELLO 0,7%. Per il 2015 il Def ipotizza un aumento del Prodotto interno lordo dello 0,7%, che salirebbe all’1,4 e all’1,5% nel 2016 e 2017. «Rispetto al dato tendenziale», è il parere del Mef, «la crescita risulta lievemente più elevata» grazie «agli effetti della politica di bilancio orientata alla crescita, unitamente a quelli delle riforme». Gli obiettivi di deficit sono gli stessi dell’ultima nota di aggiornamento, ovvero 2,6 del prodotto quest’anno, 1,8 e 0,8% nei due successivi. Il debito nel 2015 crescerà ancora (da 132,1 a 132,5%), per poi scendere nel biennio successivo (a 130,9 e 127,4), anche «grazie al contributo delle privatizzazioni; ciò consentirà di rispettare la regola del debito».
FLESSIBILITÀ INDISPENSABILE. Per far quadrare i conti, il governo dà per scontato un ulteriore margine di flessibilità da parte della Commissione europea: «Al fine di facilitare il processo di ripresa economica nel 2016 ci si intende avvalere della clausola europea sulle riforme; ne conseguirebbe un percorso di miglioramento del saldo strutturale più graduale, pari a 0,2 punti percentuali di Pil nel 2015, 0,1 nel 2016 e 0,3 nel 2017, anno in cui verrebbe raggiunto il pareggio». Si tratta di un margine di 6,5 miliardi che però potrà essere utilizzato solo nell’arco del triennio.

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