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GOVERNO 10 Aprile Apr 2015 2145 10 aprile 2015

Def, Renzi: «Tesoretto da 1,6 miliardi»

Approvato il Def. Renzi: «Bonus da 1,6 miliardi». Ma non dice come usarlo. «Decideremo nelle prossime settimane». Alle Regioni: «Niente tasse nuove». 

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Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan.

Un tesoretto da 1,6 miliardi è stato individuato dal governo, che ha approvato il Documento di economia e finanza (Def). Ma non è ancora chiara la destinazione di queste risorse. «Decideremo nelle prossime settimane se e come utilizzare, in base alle priorità, gli spazi che ci sono. Non è nel Def che si decide», ha spiegato il premier Matteo Renzi al termine del Cdm.
FLESSIBILITÀ UE. Serve quindi tempo per capire come usare i soldi derivanti dai maggiori spazi che il governo può sfruttare nel rapporto deficit-Pil grazie alla flessibilità sul bilancio concessa dalla Ue.
INTERVENTO SUL WELFARE? L'ipotesi più accreditata è che Renzi stia pensando a un intervento sul welfare attraverso un bonus di 80 euro anche per gli incapienti, uno dei progetti a cui il governo ha sempre tenuto di più, ma che per carenza di risorse non è riuscito finora a realizzare. Oppure una misura specifica sulla povertà e un equivalente del reddito di cittadinanza voluto dal Movimento 5 stelle.
RIDURRE POLTRONE DELLE ASL. Renzi ha poi voluto rassicurare gli enti locali: «Non ci sono tasse nuove, anzi è finito il tempo delle tasse da aumentare. Dobbiamo far sì che i sacrifici non li facciano più i cittadini, semmai qualche politico o amministratore a vari livelli».
A riguardo, «se c'è accordo con le Regioni, perché tocca a loro intervenire, possiamo essere in condizione di ridurre le poltrone dei manager delle Asl».
BASTA SACRIFICI PER COMUNI E REGIONI. Per le Regioni, ha aggiunto, «vale il principio che non c'è nessun aumento di tasse così come per i Comuni: il Def non aumenta i sacrifici, ma fotografa la situazione della legge di stabilità 2015».
IN ARRIVO ANCHE I DECRETI FISCALI. Il tesoretto arriva dal margine di manovra che il governo si è voluto volontariamente lasciare sul deficit 2015. Il quadro tendenziale a legislazione vigente evidenzia infatti per quest'anno un rapporto deficit-Pil del 2,5%. Tuttavia, il quadro programmatico, quello cioè a cui punta l'esecutivo, riporta un indebitamento pari al 2,6%. Quello 0,1% equivale proprio a circa 1,5/1,6 miliardi di euro. Quanto ai decreti fiscali, «martedì 21 aprile Padoan porterà in Cdm una parte, la seconda arriverà a giugno».

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