Economia 10 Aprile Apr 2015 0914 10 aprile 2015

Usa, l'Ohio corteggia Marchionne

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L'Ohio corteggia Marchionne. Lo stato americano si propone di finanziare un nuovo impianto per Fiat Chrysler Automobilies a Toledo, in quello che è un ''incentivo non usuale che richiederà centinaia di milioni di finanziamenti''. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali la proposta è l'ultimo tentativo in termini temporali dello Stato per assicurarsi la produzione dell'icona Jeep Wrangler, costruita nella città americana che si affaccia sulle rive del lago Erie. Le trattative fra lo Stato e Fca sono in corso. L'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, ha detto che la prossima generazione di Wrangler avrebbe richiesto un impianto nuovo o significativamente ammodernato, perché la capacità dell'attuale è limitata. L’UOMO DEGLI INCENTIVI. Sergio Marchionne è passato alla storia per aver risanato Chrysler con i quindici miliardi prestatigli (a tassi a dir poco scontati) dalla Casa Bianca. In Italia ha creato un paracadute nel quale ha saputo mettere assieme negli anni gli incentivi alla rottamazione, quelli all’auto elettrica, per non parlare di quel miliardo strappato a Romano Prodi un miliardo per mettere in mobilità lunga un migliaio di dipendenti, senza il quale Fiat forse non avrebbe potuto mantenere gli attuali stabilimenti. LA DIFESA DI TOLEDO. Di fronte a un uomo simile non c’è da meravigliarsi che il governo dell’Ohio, uno degli Stati americani che più risente della crisi dell’industria pesante, gli abbia offerto centinaia di sonanti milioni di dollari per mantenere la Chrysler nella zona. Soprattutto se c’è da mantenere una produzione simbolo come quella della Jeep Wrangler. Il Wall Street Journal ha scritto nelle ultime ore che le autorità locali dell’Ohio abbiano scritto a Marchiane e si siano proposte di finanziare un nuovo impianto per Fiat Chrysler Automobilies a Toledo. Il giornale della city newyorkese parla di «quello che è un incentivo non usuale, che richiederà centinaia di milioni di finanziamenti». Alla base di questa strategia, dice il quotidiano finanziario citando alcune fonti locali, «c’è l'ultimo tentativo in termini temporali dello Stato per assicurarsi la produzione dell'icona Jeep Wrangler, costruita a Toledo da decenni». E che potrebbe trasferirsi, visto che l’Ad di Fca usa i modelli Chrysler per aprirsi a nuovi mercati (come dovrebbe avvenire in Cina) o differenziare e ottimizzare le piattaforme sottoutilizzate (è il caso dello stabilimento italiano di Melfi). UN DURO BRACCIO DI FERRO. Da settimane vanno avanti trattative molto dure tra lo Stato dell’Ohio e la casa automobilistica. E Marchionne fa il duro, non cede alle lusinghe e rilancia spiegando che «la prossima generazione di Wrangler dovrebbe richiesto un impianto nuovo o significativamente ammodernato», perché la capacità dell'attuale sito di Toledo è limitata». Di conseguenza, entro il 2017 quando sarà lanciato la nuova linea, o si cerca un nuovo impianto in giro per il mondo oppure «si fa una significativa ristrutturazione ed espansione di quello esistente». OHIO PRONTO A TUTTO. Quel che è certo che è che a Columbus sono pronti a rilanciare. Il sindacalista Uaw, e rappresentante dei lavoratori di Toledo, Bruce Baumhower avrebbe spiegato ai margini di una convention della Union a Detroit: «Le autorità dell'Ohio hanno presentato un piano molto attraente, che risponde a tutte le preoccupazioni di Marchionne. Credo che funzionerà». A Toledo la più classica delle Jeep militare è nata. E a Toledo proprio questo modello - il più famoso e più venduto - dà lavoro a cinquemila persone, impegnate su due piattaforme.

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