Scontrino Fiscale 140422085107
ECONOMIA 11 Aprile Apr 2015 0937 11 aprile 2015

Spesometro, in quattro milioni a rischio controlli

Nel mirino del Fisco il divario tra gli acquisti oltre i 3.600 euro e la situazione del reddito.

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Un registratore di cassa.

Come annunciato a più riprese dal 10 aprile è ripartito lo spesometro.
Come riporta Il Corriere della sera Il 10, il 20 e il 30 aprile sono le scadenze per gli operatori economici (aziende, commercianti, professionisti, esercenti, artigiani, finanziarie e titolari di partita Iva) per comunicare al Fisco i dati per gli acquisti superiori a 3.600 euro effettuati in tutto il 2014.
SEGNALAZIONI OLTRE 3.600 EURO. In termini pratici se un contribuente ha acquistato qualcosa per una cifra superiore a 3.600 euro (Iva compresa), quell’acquisto verrà segnalato all’Agenzia delle entrate.
Lo spesometro è uno strumento che contribuisce a fornire dati al redditometro, meccanismo soggetto a mille polemiche.
CON DIVARIO OLTRE 20% PARTE LETTERA. La logica del redditometro è quella di allineare le spese effettuate con il reddito dichiarato.
Se lo scostamento è superiore al 20%, parte una lettera in cui si chiede al contribuente di chiarire l’origine di certi acquisti.
Per essere 'tranqulli' bisgona esibire i giustificativi di eventuali cifre incassate anche dai familiari.
Rispetto al passato l’Agenzia delle entrate ha cambiato l’approccio all’accertamento: stop ai calcoli presunti, sì all’analisi delle spese certe.
NEL MIRINO PMI E PROFESSIONISTI. Stando ai dati forniti dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, nel 2013, su 329 mila accertamenti effettuati dal Fisco la maggioranza dei controlli ha riguardato le imprese di piccole dimensioni e i professionisti.
Dunque fari puntati su piccole imprese, famiglie e professionisti.
Una tendenza al controllo dei piccoli che si è ripetuta anche nel 2014 quando degli 8,1 miliardi di euro provenienti da attività di controllo, solo il 26% riguarda i grandi contribuenti.

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