Dopo Attentato Bardo 150410161813
REPORTAGE 11 Aprile Apr 2015 1405 11 aprile 2015

Tunisia, la ferita non si rimargina: turismo in crisi

Il turismo vale il 7% del Pil. Nel 2014 ha portato 1,5 mld allo Stato, ora è in calo: -10% a causa dell'attentato al Bardo. Espulsi dall'Italia due sospetti terroristi.

  • ...

da Tunisi

Tunisi: interno del The National Bardo Museum.

Più di 3 mila prenotazioni cancellate da parte del mercato europeo e due compagnie di crociera che hanno annullato gli scali a Tunisi. Dopo l’attentato al museo del Bardo del 18 marzo, la Tunisia inizia a fare i conti con le conseguenze economiche, soprattutto per quanto riguarda il turismo.
Gli introiti del settore rappresentano il 7% del Pil, e generano 400 mila impieghi diretti e tra il 18 e il 20% delle entrate annuali. Secondo i dati pubblicati dal ministero del Turismo, a marzo dello scorso anno si erano registrati 419.300 arrivi contro i 400.747 di quest’anno (18.553 in meno); nello stesso mese gli introiti nel 2014 erano stati di 91,7 milioni di euro, 5,8 in più rispetto al 2015.
PREVISTO UN CALO DEL 10%. Nel 2014 il settore turistico ha portato alle casse dello Stato oltre 1,5 miliardi, il 10,7% in più rispetto al 2013, ma solo l'1,5% in più rispetto al 2010. La preoccupazione che la situazione possa peggiorare è palpabile: l’Osservatorio del turismo ha prospettato una diminuzione tra il 5% e il 10% del numero di turisti per la stagione.
Proprio nei giorni scorsi, l'8 aprile, il ministro Selma Elloumi Rekik ha convocato un incontro con i rappresentanti del settore all’estero per riflettere sulla situazione e organizzare una strategia di comunicazione, al fine di restaurare la fiducia dei cittadini stranieri nella Tunisia, annunciando inoltre che a fine 2015 il Paese ospiterà il Congresso mondiale del turismo e dei media.
«LE ISTITUZIONI DEVONO SDRAMMATIZZARE». «Sdrammatizzare: questo è il compito delle istituzioni, che devono trasmettere il messaggio prima di tutto al pubblico fruitore e poi agli operatori di settore», spiega a Lettera43.it Marysa Impellizzeri, direttrice dell’azienda Norma Tour Operator, con sede a Bergamo e succursale a Tunisi. «Se davvero esiste un pericolo rispetto a questo fenomeno terroristico, purtroppo nessun Paese ne è esente».
Subito dopo l’attentato, anche Impellizzeri ha dovuto prendere atto di numerose cancellazioni, ma è ottimista per quanto riguarda l’arrivo dell'estate: «Penso che ci vorrà un po’ di tempo, ma il settore si riprenderà in tempo. Buona parte degli italiani prenota all’ultimo momento, questo salverà la stagione».

Soufiene: «Quello non è il vero volto della Tunisia»

Dopo l'attentato del Bardo due compagnie di crociera hanno annullato gli scali a Tunisi.

Nel suq della Medina di Tunisi i turisti sono pochi. «È normale dopo quanto successo al Bardo», dice Soufiene, che lavora in una bottega di borse e oggetti in pelle. «Abbiamo notato una diminuzione delle nostre entrate rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, ma speriamo che nei prossimi mesi i turisti europei capiscano che ciò che è accaduto non è la vera immagine della Tunisia e vengano di nuovo qui».
Diversa l’opinione di Maehrez: «Il periodo dell’anno in cui si lavora di più è d’estate, fino a settembre», dice a Lettera43.it. «L’attentato al Bardo non ha influenzato più di tanto il commercio, anche se per ora non si vedono più i turisti delle navi di crociera. Il settore più colpito dopo il 18 marzo? Quello alberghiero».
IL 75% DELLA CLIENTELA È TUNISINA. «Di solito le crociere venivano qui di martedì e mercoledì ma ora non ci sono più», spiega Jalloul, impiegato in un negozio di tappeti, quadri e vestiti tradizionali. «Chi lavora di più con loro sono i grandi bazar: in realtà la nostra clientela per il 75% è tunisina e solo 25% straniera, ma anche noi abbiamo notato come dopo l’attentato il commercio sia diminuito. Anche i tunisini hanno paura di venire qui a comprare, di recarsi in luoghi frequentati da turisti».
«Si vende meno, per gli affari non è un bel periodo», ammette amareggiato Lofti. Il suo negozio vende ceramiche di ogni tipo: piatti, bicchieri, tutti finemente decorati e dai colori sgargianti. «Se la stagione a venire andrà male, come farà chi sotto di lui ha altre persone o una famiglia da mantenere? Spero che il governo aumenti le misure di sicurezza, così i turisti ritorneranno e la nostra economia non peggiorerà».
L'OMT: «NON BISOGNA GUARDARSI INDIETRO». Nel frattempo Taleb Rifai, Segretario generale dell’Omt, Organizzazione Mondiale del Turismo, ha riferito di avere «una fiducia totale» nella capacità del Paese di riprendersi. «La Tunisia deve cominciare a dire ai turisti “Siamo pronti ad accogliervi”. Non bisogna guardarsi indietro ed è molto prematuro valutare ora l’impatto dell’attacco: il vero test saranno i mesi estivi».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso