Economia 13 Aprile Apr 2015 0754 13 aprile 2015

Banco Popolare alla caccia di nuovi soci

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Banco Popolare La Fondazione Cariverona si candida a rafforzare la compagine sociale del Banco Popolare in vista della trasformazione in Spa. "Se verrà richiesto di accompagnare" questo processo "per garantire una stabilità dell'azionariato" l'ente scaligero "esaminerà con disponibilità i dossier mettendo in campo all'occorrenza le risorse necessarie" ha detto il vicepresidente Giovanni Sala, ricordando che "Cariverona segue con attenzione" il processo di cambiamento in corso e "quello della Popolare di Verona in particolare". L'ente, in virtù delle nuove regole sugli investimenti delle Fondazioni, entro tre anni dovrà alleggerire la quota del 3,45% in Unicredit, dove è fallito il tentativo di far traslocare Biasi, in scadenza e non più rinnovabile dopo 21 anni alla presidenza di Cariverona. Così la trasformazione del Banco in spa e l'avvio del risiko bancario potrebbe offrire il destro per diversificare il patrimonio e ritagliarsi un ruolo nella futura governance. SAVIOTTI: INIZIA FASE DELLE VACCHE GRASSE. Un invito a scommettere sul Banco arriva dall'amministratore delegato, Pier Francesco Saviotti. «Sono fiducioso che dopo anni di carestia, inizi un periodo di vacche grasse", ha detto ai soci che in assemblea hanno approvato il bilancio, chiuso con una perdita di quasi 2 miliardi. Il trimestre si chiuderà con un risultato «largamente positivo", i costi sono sotto controllo", il "trend dei ricavi più che decoroso", mentre in futuro le rettifiche su crediti dovrebbero "normalizzarsi". Resta il problema dei crediti deteriorati per cui Saviotti auspica «agevolazioni fiscali che possano favorire la dismissione". "Vediamo positivamente" che le fondazioni "possano considerare di diventare azionisti stabili» ha detto il presidente del Banco, Carlo Fratta Pasini. Cariverona potrebbe affiancarsi alla Fondazione CariLucca, (2,89%). Ma altre Fondazioni, già presenti nel capitale con piccole quote, dalla Manodori a quella di Carpi e Modena, potrebbero unire le proprie forze a difesa della banca. Nei prossimi mesi Fratta Pasini avrà infatti il problema - comune alle popolari oggetto dalla riforma Renzi - di creare un nocciolo duro di azionisti che possano dare stabilità. «E' un mestiere che dobbiamo imparare dal nulla: stiamo studiando come si può progettare la casa, poi quali sono i 'materiali' e i 'fornitori' lo vedremo". I CLIENTI. Oltre che alle Fondazioni si guarda ai clienti, sia grandi (nel capitale del Banco sono presenti molti importanti imprenditori come Rana, Bauli, Veronesi) che piccoli. «Abbiamo tanta clientela socia che insieme ha pacchetti azionari nel loro complesso significativi. Vediamo se questo azionariato potrà organizzarsi e avere un significato in futuro". Se si trovasse il modo di riunire queste partecipazioni si avrebbe una "quota sufficiente" a dare stabilità alla banca. Un aiuto potrebbe arrivare anche dalle assicurazioni, "tra i pochi soggetti interessati a investire nel lungo periodo». Il Banco ha partnership nella bancassicurazione con Aviva e Unipol (che però potrebbe guardare a Bper), oltre ad essere vicino di casa di Cattolica. "Viviamo nella stessa città e ogni tanto ci incontriamo - ha detto Fratta Pasini - ma non ne abbiamo mai parlato".

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