Economia 13 Aprile Apr 2015 0957 13 aprile 2015

Immobiliare, ecco dove investire

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La ripresa dei mutui potrebbe rimettere al centro degli investimenti il mattone. Senza contare che i prezzi sono ai minimi. Gli esperti sono concordi che sul medio termini bisogna investire in periferie o in zona semicentrali, meglio ancora se degradate, perché in questo caso i margini di guadagno e le prospettive di crescita sono maggiori. In quest'ottica perché non guardare a quartieri a luce rossa? In Italia la prostituzione non è regolamentata. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sta per lanciare qualcosa di simile (con operatori "antisfruttamento" e distributori di preservativi) all'Eur, il quartiere della capitale nato per l'esposizione universale del 1933 e da almeno trent'anni non più buen retiro della borghesia capitolina a cinque minuti di macchina dal centro, ma landa desolata che si spegne dopo le 18 con le luci degli uffici. L’ESEMPIO DI AMSTERDAM Potrà sembrare una provocazione, ma proprio la regolamentazione della prostituzione - oggi estesa a macchia d'olio nelle strade periferiche e semicentrali dei capoluoghi di provincia - ha finito per dare un'impennata al mercato immobiliare di alcuni quartieri. Per comprenderlo basta ricordare che lo scorso settembre, quando il sindaco di Amsterdam Job Cohen ha annunciato la chiusura del "Rossebuurt", ha dovuto garantire all'"imperatore del sesso" e patron delle famose vetrine, Charles Geerts, quindici milioni di euro per compensare la perdita di valore degli immobili. RIQUALIFICAZIONI PARALLELE Immobilare.it, portale specializzato in compravendite italiane, ha effettuato una ricerca per dimostrare che buona parte dei quartieri oggi più eleganti, un tempo erano soltanto famose per il meritricio. «Nel dibattito sulle case chiuse i contrari fanno presente le ripercussioni negative sui valori immobiliari», ha detto il direttore per i rapporti istituzionali, Andrea Polo, «Ma in alcune città la regolamentazione delle attività legate alla prostituzione non ha causato un deprezzamento nei valori immobiliari, ma creato vere e proprie attrazioni turistiche. Pensiamo quello che è accaduto a Pigalle a Parigi». Dove le case costano anche 10mila euro al metro quadro. IL PESO DI UN SUPERMERCATO «Chi investe», aggiunge Polo, «deve mettere in conto molti fattori, spesso anche quello di rischiare un salto del buio, se vuole massimizzare i suoi soldi. C'è uno studio inglese curato in Inghilterra dai Lloyds, secondo il quale se s'insedia un supermercato di alta gamma in un quartiere nuovo o periferico, questo ha visto aumentare i prezzi delle case del 12 per cento. Se invece si apre un hard discount, c'è un calo del 4 per cento». Anche con "l'offerta" del sesso a pagamento avviene lo stesso. «Perché ovvio», conclude il direttore relazioni istituzionali di Immobiliare.it, «che la prostituzione sotto casa non fa bene a nessuno». LE DEGREDATE LANDE ODIERNE DEL SESSO Guardando alle valutazioni odierni è difficile dare torto. Il quartiere "rosso" più famoso di Torino - San Salvario - o le circumvallazioni a Milano vedono i prezzi ridursi di un terzo nonostante siano in zone semicentrali e ben collegate. A Roma l'Eur, scelto da Marino per la sua sperimentazione, quota meno di 4mia euro al metro contro i 6mila dei quartieri semicentrali. Sulla Palmiro Togliatti, supermercato del sesso H24, si scende sotto i 3mila euro. A Napoli, nel popolare quartiere di Forcella dove ultimamente le forze dell'ordine hanno scoperto uno stabile destinato al meretricio, le case costano al metro quadro 2.300 euro contro i quasi 4.500 del borghese Vomero. CHE AFFARE CHI HA COMPRATO LE CASE CHIUSE Che il tempo si dimostri galantuomo, lo dimostra lo studio di Immobiliare.it. Così si scopre che a Torino «Via Conte Verde era detta proprio Via dei bordelli: oggi un trilocale in questa strada, in pieno centro, costa mediamente 248.000 euro, poco meno rispetto alla media della zona». A Milano la zona a luci rosse era la chicchissima Brera, «da quartiere bohèmienne e luogo di perdizione, oggi è diventata una delle più ricche della città». Infatti una casa costa anche 9mila euro al metro quadro. E lo stesso è avvenuto per le centralissime piazza Velasca, «dove svolgeva il suo lavoro Ninetta del Verzee, maitresse decantata dal poeta Carlo Porta» o piazza Missori. A Genova, «in via delle Carabaghe, dove oggi un trilocale costa in media 174.000 euro, si trovava la casa chiusa dalle pareti viola che si dice abbia ispirato Gino Paoli per la composizione della sua celebre Il Cielo in una Stanza». Via del Campo, invece, è sotto la media cittadina (154.000 euro). A Roma è considerato pieno centro, e accessibile a pochi fortunati, la via della Fontanella dove Monicelli gira "Arranngiatevi" con Totò e Peppino De Filippo. Nel film, proprio quest'ultimo, prende in affitto un ex bordello chiuso da poco della Merlin, dando un tetto alla sua famiglia che altrimenti non si potrebbe permettere e facendo un affare d'oro. Che accada lo stesso con i futuri quartieri a luce rossa?

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