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AZIENDE IN CRISI 16 Aprile Apr 2015 1320 16 aprile 2015

Whirlpool-Indesit, annunciati 1.350 esuberi

Presentato il piano industriale al ministero dello Sviluppo. La sede di Caserta verso la chiusura: 800 lavoratori a rischio. Palazzo Chigi: «Forte contrarietà». Ira dei sindacati.

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Operai Indesit di Carinaro (Caserta) uno degli stabilimenti destinati alla chiusura secondo il nuovo piano industriale annunciato da Whirlpool.

In un meeting al ministero dello Sviluppo Whirpool ha annunciato ai sindacati un duro piano industriale. La multinazionale «ha dichiarato 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca», secondo quanto ha reso noto Gianluca Ficco della Uilm nazionale, e annunciato anche la chiusura della Indesit di Caserta e la cessazione dello stabilimento di Albacina.
L'ex società della famiglia Merloni era stata acquistata dal colosso Usa alla fine del 2014 e tolta dalla Borsa italiana. Da subito, i manager non hanno mai confermato di voler garantire gli attuali livelli occupazionali, preoccupando da subito le parti sociali.
ANCHE CARINARO E NONE VERSO LA CHIUSURA. L'azienda ha invitato i rappresentanti dei lavoratori e le associazioni sindacali a un incontro di approfondimento il prossimo 20 aprile. La chiusura dello stabilimento di Carinaro (Ce) e del centro ricerca e sviluppo di None (To) sono parte del piano, insieme col rafforzamento del polo dell'incasso a Cassinetta (Va) e alla creazione del polo per la produzione di piani cottura con l'integrazione degli stabilimenti di Albacina (An) e Melano (An). Whirpool ha stimato 250 esuberi aggiuntivi negli stabilimenti, 150 nell'ambito della ricerca ed è disponibile a considerare «soluzioni che evitino procedure di mobilità unilaterali fino alla fine del 2018 in linea con lo spirito del Piano Italia».
OPERAI DI ALBACINA BLOCCANO LA STRADA PROVINCIALE AD ANCONA. L'annuncio del piano ha provocato l'ira dei sindacati, che a Caserta hanno annunciato reazioni «immediate», ed è stata condannata dal governo che in una nota ha espresso preoccupazione per gli aspetti occupazionali del programma del colosso americano.
Nelle ore immediatamente successive all'annuncio gli operai della Indesit di Albacina (Ancona) hanno bloccato la Strada provinciale 256 Muccese e si sono diretti verso la superstrada Ancona-Roma per protestare contro il piano. Al loro fianco c'è il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, del Pd.

Il governo esprime «forte contrarietà» al piano

Federica Guidi, ministro per lo Sviluppo economico.

Nell'incontro, presieduto dal ministro Federica Guidi e al quale hanno partecipato il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova e i sindacati, il governo italiano si è opposto alla ristrutturazione esprimendo «forte contrarietà per gli aspetti legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi, alcuni dei quali in aree del paese già colpite da fenomeni di deindustrializzazione».
«Il governo», si legge in una nota del ministero dello Sviluppo, «ha preso atto degli aspetti positivi e certamente importanti sul fronte degli investimenti e dell'incremento dei volumi», ma «ha chiaramente ribadito di considerare questo primo incontro come l'inizio di un confronto che si svilupperà nelle prossime settimane».
La vicenda è stat definita da fonti di Palazzo Chigi un fulmine a ciel sereno, «viste le garanzie avute quando fu firmato l'accordo».
«Il governo ha da subito chiesto all'azienda di confermare l'impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali. Il governo conferma l'impegno a ricercare con le parti ogni possibile soluzione che consenta di rimuovere gli aspetti negativi del piano a cominciare dalle pesanti ripercussioni sul fronte occupazionale».
IRA DEI SINDACATI: «REAZIONI IMMEDIATE». In particolare sull'ipotesi della chiusura dello stabilimento di Caserta, che mette a rischio 800 posti di lavoro, la reazione dei rappresentanti dei lavoratori è stata immediata. «Costruiremo la reazione più tenace per rigettare questo piano e auspichiamo che il governo sia dalla nostra parte per far cambiare idea alla multinazionale Whirpool», ha dichiarato il segretario generale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati. Le Rsu di Caserta, che seguivano in streaming dallo stabilimento l'incontro in corso al Mise, hanno lasciato la sala.
«Whirpool si assume la grande responsabilità di chiudere l'ultima realtà che ha nella storia del marchio Indesit», ha proseguito Sgambati. «La cosa più grave è che chiude in un territorio già devastato come Caserta e di fatto smentisce quanto detto dall'azienda a febbraio sul mantenimento degli accordi in essere», ha aggiunto il dirigente sindacale.

Whirlpool difende il programma: «Previsti investimenti per 500 mln in 4 anni»

Uno stabilimento Indesit.

In una nota la società ha spiegato che l'obiettivo del piano è «il miglioramento dell’efficienza produttiva e della capacità utilizzata insieme all’integrazione e alla specializzazione dei siti produttivi al fine di raggiungere un business sostenibile nel lungo periodo in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea) e specificatamente in Italia».
Gli americani fanno leva sui 500 milioni di euro di investimenti messi sul tavolo nei processi, nei prodotti e nella ricerca e sviluppo previsti per i prossimi quattro anni in Italia in contrasto con gli 83 milioni di euro della gestione della famiglia Merloni stanziati nel 2013.
«Un'ampia parte di questi investimenti», recita la nota, «sarà orientata a sviluppare un network specializzato ed efficiente di fabbriche e piattaforme di prodotto avanzate e competitive, aumentando simultaneamente i volumi di produzione realizzati in Italia. Il piano rafforza, inoltre, il ruolo dell’Italia quale polo per la ricerca e sviluppo, attraendo verso il Paese oltre il 70% della spesa destinata all'Emea».

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