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CRISI 17 Aprile Apr 2015 2140 17 aprile 2015

Grecia, rischio default: nelle casse di Atene solo 2 miliardi di euro

Soldi contati per gli stipendi pubblici e pensioni. Fmi in pressing. Il monito di Obama: «Servono riforme dure». Il possibile crac spaventa le Borse.

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Alexis Tsipras, premier greco.

La cassaforte di Atene piange e lo spettro di un fallimento, che trascinerebbe la Grecia fuori dall'euro, torna ad agitare prepotentemente le piazze finanziarie del Vecchio continente e spaventare pure Wall Street. Per pagare stipendi pubblici e pensioni alla fine del mese sarebbero rimasti a Tsipras solo pochi spiccioli. Secondo alcune indiscrezioni appena 2 miliardi di euro. «Voci infondate», secondo il ministero delle Finanze greco, ma la smentita alla notizia non tranquillizza affatto né Bruxelles, nè il Fmi, e né tantomeno la Casa Bianca.
EUROGRUPPO ULTIMA SPERANZA PER SCONGIURARE IL DEFAULT. Le speranze per scongiurare il fallimento sono riposte nelle trattative del prossimo vertice dell'Eurogruppo, in programma a Riga il 24 aprile, forse l'ultimo appiglio per non trasformare maggio in un mese storico: quello del primo default di uno dei Paesi fondatori dell'Eurozona, non più in grado di onorare i propri debiti. Con tutte le conseguenze del caso sull'economia europea e la ripresa globale.
CASO GRECIA AL CENTRO DEL FORUM DEL FMI A WASHINGTON. Non a caso il pressing su Atene si è fatto sempre più asfissiante. Con il 'caso Grecia' che sta dominando i lavori del Fondo monetario internazionale, in corso a Washington.
OBAMA SFERZA TSIPRAS: «NECESSARIE DECISIONI DURE». E dalla capitale statunitense anche Barack Obama, preoccupato per le ripercussioni che nuovi choc possono avere sull'economia Usa, ha lanciato un monito mai così esplicito: «La Grecia deve iniziare a fare riforme importanti, deve iniziare a prendere decisioni dure». Il presidente americano, che la sera di giovedì 16 aprile, ha avuto anche un breve incontro alla Casa Bianca con il ministro delle finanze ellenico, Yanis Varoufakis, ha esortato il governo Tsipras a una svolta vera: «Devono far pagare le tasse, ridurre la burocrazia e introdurre flessibilità», ha detto nel corso della conferenza stampa col premier Matteo Renzi.
RENZI PREOCCUPATO: «MA SITUAZIONE DIVERSA DAL 2008 O DAL 2011». E preoccupato si è detto anche quest'ultimo, anche se - ha sottolineato - «la situazione in Grecia e in Europa non è quella del 2011 o del 2008». «Sono epoche differenti e bisogna lavorare con forza per trovare un accordo. È importante rispettare la volontà dei cittadini greci, ma c'è anche un framework da rispettare».
DRAGHI VEDE VAROUFAKIS: «PRIMA DI RIGA NECESSARI PASSI AVANTI DA ATENE». Intanto, a margine delle riunioni del Fondo a cui partecipano i ministri delle finanze e i governatori centrali di tutto il mondo, Varoufakis è impegnato in un'azione diplomatica senza precedenti. Tantissimi gli incontri: nel giro di 24 ore oltre ad Obama ha visto, tra gli altri, il segretario di stato americano Jacob Lew, e il presidente della Bce, Mario Draghi.
«È stata una discussione costruttiva», ha commentato il banchiere centrale europeo. «Una discussione», ha spiegato, «sul processo che deve accompagnare i negoziati da qui al vertice di Riga».
E a chi gli ha chiesto se la Bce fosse pronta ad aiutare la Grecia a trovare una soluzione - come affermato da una fonte del governo di Atene - Draghi ha risposto laconico: «Non mi fate dire più cose di quelle che ho detto».

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