Economia 17 Aprile Apr 2015 1021 17 aprile 2015

Mps, nel futuro nozze con Nomura

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Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, rispettivamente presidente e amministratore delegato del Monte dei Paschi. Assemblea fiume in Mps in vista di nuove fusioni. Il cda del 16 aprile è durato oltre 11 ore, durante le quali dove l'ad Fabrizio Viola ha parlato di 'vestiti' pronti per quell'aggregazione 'raccomandata' dalla Bce e che ora può essere «un'opportunità e non un problema o un nuovo vincolo» anche per Siena. VICINA TRATTATIVA CON NOMURA. Serve però un nuovo accordo rispetto a quello stipulato coi giapponesi di Nomura nel 2009. Per questo, c'è chi sta pensando che la banca possa arrivare a chiudere il contratto con Nomura, anche se i diretti interessati negano una trattativa. Intanto, da una lettera inviata dal presidente Alessandro Profumo a metà febbraio ai pm milanesi, che hanno già inviato l'avviso di conclusione indagini, è emerso che la Bce ha esortato la banca a trovare un accordo con i giapponesi entro l'estate. Dalla stessa lettera emerge poi che per questo derivato partirebbe un corrispettivo verso Nomura di un miliardo che però, come precisato da Mps dopo l'assemblea, non comporterà perdite di questa entità in bilancio. AUMENTO DI CAPITALE DA TRE MILIARDI. La magistratura avrebbe scoperto il passaggio di un milione di euro dal funzionario di Nomura, Raffaele Ricci, che aveva predisposto Alexandria, all'ex capo dell'area finanza di Mps, Gianluca Baldassarri. Per questo a Rocca Salimbeni stanno anche «rivalutando» l'entità del danno da chiedere, che si aggirerebbe intorno al miliardo, anche se il Monte vuole incrementare tale cifra proprio in seguito alle indagini. Intanto, l'aumento di capitale da tre miliardi è stato approvato senza troppe difficoltà dai soci in assemblea straordinaria. Nonostante le proteste di piccoli azionisti e senesi, adesso arriveranno altri mezzi freschi per garantire ai possibili nuovi soci e alla Bce il rimborso dell'ultimo miliardo dei Monti bond (sui quattro miliardi). ADDIO ANNUNCIATO PER PROFUMO. Ciò che potrebbe creare qualche problema nei futuri rapporti con i candidati all'aggregazione o alla fusione, invece, è l'annunciato addio di Profumo, subito dopo la ricapitalizzazione. Per questo la Fondazione, insieme coi soci del patto sul 9% (Fintech e Btg Pactual), sta già lavorando sul successore: «Abbiamo incaricato dei cacciatori di teste e ci sono già dei nomi», ha detto Marcello Clarich.

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