Economia 22 Aprile Apr 2015 0906 22 aprile 2015

Fiat, Marchionne vuol fare all'americana

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Sergio Marchionne Il 12 maggio FiatChrysler incontrerà anche la Fiom per parlare del nuovo sistema dei bonus salariali. Maurizio Landini è contrario. Dice che "da quando Fca è uscita dal contratto nazionale, c'è stato un abbassamento delle retribuzioni". Soprattutto sa bene che Sergio Marchionne vuole, con questa proposta, cancellare definitivamente il contratto nazionale. PIÙ PRODUCI PIÙ GUADAGNI La Fiat ha introdotto un sistema premiale nel salario già nel 1988. In quella che pomposamente il manager della Fiat chiama "partecipazione agli utili" al momento c'è soltanto un premio calcolato sui risultati finanziari, le vendite e la qualità del prodotto, che riguarda l'8 per cento del salario complessivo e che - in base alle performance - può oscillare nel prossimo quadriennio tra 3 mila e 10.700 euro in più. Ma i progetti di Marchionne sono più ambiziosi e portano la Fiat nell'alveo delle relazioni industriali americane.

Maurizio Landini L’ULTIMO STRAPPO AL CONTRATTO Dopo aver superato il monopolio del contratto nazionale, garantito piena agibilità sindacale soltanto ai sindacati firmatari del contratto aziendale, introdotto penalizzazioni ai danni delle sigle che fanno scioperi selvaggi, messo le basi per il secondo livello e il superamento dell'articolo 18, Marchionne prova a rompere l'ultimo tabù: nel prossimo vuole legare gli aumenti salariali non tanto alla contrattazione tra le parti, quanto ai risultati raggiunti. Distinguendo i premi, come avviene in America, in base alle performance ottenute dal singolo stabilimento. In quest'ottica, nel piano presentato e in parte avallato da FimCisl Uil e Fismic, c'è l'indicazione di calcolare il raggiungimento dei target attraverso il sistema di organizzazione interno del lavoro Wcf.

Fiat 500 LA METAMORFOSI DEL SINDACATO Va da sé che un'ipotesi del genere modificherebbe anche l'approccio del sindacato. Che come in America si interessano più ai soldi che ai diritti dei lavoratori. Un'antifona compresa da Roberto Di Maulo, segretario generale del sindacato autonomo Fismic, che ha proposto alla Fim un patto federativo. Perché, ha spiegato, "le sigle sindacali sono troppe nel nostro Paese e sono un residuo degli anni Cinquanta. Per affrontare il futuro servono strumenti nuovi. In Fca esistono un sindacato maggioritario che e' quello partecipativo e uno minoritario che e' quello antagonista, la Fiom. Sarà bene che i sindacati partecipativi trovino un'intesa". Un invito al quale il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, Marco Bentivogli, ha risposto presente, dicendosi disponibile "a costruire un processo per una grande e forte coalizione sindacale, autonoma dalla politica, dalle aziende, vicina ai lavoratori e radicata nelle fabbriche".

Maserati SENZA NUOVI MODELLI Ma in questa fase pure Sergio Marchionne si mostra più disponibile verso le istanze sindacali. E non a caso avrebbe mandato messaggi di fumo nelle scorse settimane verso la Fiom. Anche perché mai come in questa fase l'amministratore delegato della Fiat ha bisogno che gli stabilimenti italiani girino al massimo. Il manager infatti è rimasto spiazzato dagli ultimi dati sulla domanda di auto. Aveva stimato che le vendite non sarebbero ripartite in Europa prima del 2016 tanto da soffermarsi, nel Vecchio Continente, soprattutto sulla ricerca di un partner industriale e sulla battaglia per chiedere alla Ue fondi pubblici per accompagnare la fase di sottoproduzione.

Fiat SERVONO AUTO DI ALTA GAMMA È andata diversamente come dimostrano le ultime immatricolazione (per il Lingotto un +17,3 per cento a marzo, due punti in più rispetto alla media) con Fiat che, ritardando il rinnovamento del listino, adesso si ritrova senza nuovi modelli per sfidare i concorrenti. Al momento ci sono soltanto la Jeep Renegade fatta a Melfi e la crossover 500X, mentre mancano all'appello la nuova Giulia e la nuova ammiraglia del Biscione, indispensabili per aggredire il mercato di alta gamma in Europa e in America. Idem per le future Maserati. CRESCONO IMMATRICOLAZIONI E ASSUNZIONI Queste vetture sono auto che la Fiat ha progettato e sviluppato da tempo, ma che ha messo nel congelatore soltanto perché non ha creduto che la ripresa per il settore arrivasse in anticipo. Quindi va accelerata la catena di produzione. Non a caso, in questa direzione, Marchionne ha assunto a sorpresa quasi 2mila dipendenti a Melfi e portato al livello massimo gli straordinari a Pomigliano.

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