Economia 22 Aprile Apr 2015 1814 22 aprile 2015

La Cina va alla conquista del mondo

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Dragone cinese In principio fu il Libretto rosso, con il maoismo, la via cinese al comunismo e la guerra di popolo. Poi la Cina ha iniziato a legare il suo destino all'Occidente inondando Europa e America di prodotti a basso costo, monopolizzando il debito sovrano della più grande potenza mondiale, rastrellando materie prime in Africa come in Brasile. Adesso che l'ex Impero di mezzo ha deciso di puntare sul mercato interno, è arrivata l'ora delle infrastrutture strategiche e dei corridoi dedicati, della creazione di “una nuova via della seta” per controllare le direttrici delle merce tra Est e Ovest del mondo.

Porto del Pireo in Grecia ALLA CONQUISTA DEL PIREO Autostrade, ferrovie, porti e aeroporti, lo scorso anno il premier Li Keqiang ha lanciato il programma ferroviario "Cintura economica della Via della Seta" e la “Via della Seta marittima del 21mo secolo", conosciuta anche come strategia "Belt and Road". Tutto con l'obiettivo di rinverdire le vecchie rotte commerciali che hanno segnato nei secoli il predominio della Cina sui concorrenti: quella che arriva in Europa tagliando per l'Asia centrale e la Russia; e il corridoio diretto all'Africa orientale bypassando lo Stretto di Malacca in India per giungere il Medio Oriente. Nel Vecchio Continente il progetto si è intrecciato ai destini della Grecia, da quando Pechino ha iniziato a scalare il porto del Pireo e l'aereoporto ateniese Elefterios Venizelos. E infatti vanno avanti - a rilento a dirla tutta - le trattative con il governo Tsipras per fare di Atene la porta cinese in Europa. Ma nelle ultime ore sono stati fatti passi avanti sulla direttrice opposta creando non meno tensioni.

Il corridoio per il mare attraverso il Pakistan LA STRADA DELLA PACE Il presidente cinese Xi Jinping, indispettendo non poco gli americani, ha stretto martedì 21 aprile a Islamabad un accordo con il premier pachistano Nawaz Sharif per creare un corridoio che unirà economicamente e fisicamente attraverso 46 miliardi di investimenti e la costruzione di autostrade, ferrovie e altre infrastrutture che attraversano territori spesso segnati. L'obiettivo è duplice ripristinare la vecchia strada da Gwadar (nella provincia pakistana del Belucistan) a Kashgar (nella regione autonoma cinese dello Xinjiang) per evitare il complesso passaggio nello Stretto di Malacca; porterà il controllo di uno Stato forte (la Cina, ça va sans dire) in un territorio (il Belucistan) che addestra i jihadisti uighuri che operano nello Xinjiang. Sempre dalla regione ribelle e islamofona per eccellenza parte - precisamente da Yiwu - la ferrovia veloce che arriva fino a Madrid. E che passando per il Kazakistan, la Russia, la Bielorussia, la Polonia, la Germania e la Francia, trasporta sostanzialmente merci. Per superare il diverso calibro ferroviario vengono usate anche gigantesche gru.

Treno collega la Cina con la Spagna LA PENETRAZIONE FERROVIARIA Uno dei progetti più ambiziosi è già stato inaugurato il treno che porta da Yiwu, in Cina a Madrid, Spagna Il primo «andata e ritorno» si è compiuto nel novembre scorso. Yixinou (il nome del treno, una contrazione in mandarino di Yiwu, la città di partenza, Xinjiang, la regione occidentale cinese che viene percorsa e Ou zhou, Europa in cinese) trasporta merci e non persone. Sempre sulla direttrice europea, sapremo nelle prossime settimane se Pechino, attraverso il colosso Cosco, riuscirà a completare la scalata al porto del Pireo, dove sta già investendo mezzo miliardo di euro. Tsipras, che ha bisogno di soldi per evitare il default: fa fatica a chiudere la vendita. È sull'allarme l'Europa (anche perché i cinesi stanno lavorando anche una "belt" ferroviaria tra i Balcani, mentre sono contrari i potenti camalli del Pireo, che hanno denunciato la doppiezza di un governo di sinistra che fa accordi con un investitore straniero, che impone condizioni di lavoro molto dure.

Banca Asiatica per gli Investimenti Infrastrutturali L’ALTA VELOCITÀ AFRICANA Gli stessi problemi - di natura sindacale - la Cina li ha avuti in Africa, dove nell'ultimo decennio ha fatto manbassa di metalli e terre rare. Ma su questo versante i governi, compresi i Sudafricani, si sono mostrati più malleabili. Soprattutto quando lo scorso gennaio Pechino ha eletto la capitale del Kenia, Nairobi, come approdo africano della nuova via della seta. E si è detta disponbile a contribuire con 3,8 miliardi di dollari al sogno dell'Unione africana di collegare tutte le città con treni ad Alta Velocità, iniziando proprio dalla tratta Mombasa-Nairobi. LA FINANZA GOVERNATIVA IN AZIONE Ma per realizzare un progetto infrastrutturale del genere ci vuole anche una forte infrastruttura finanziaria alle spalle. Nelle scorse settimane Pechino ha lanciato un fondo interno di quaranta miliardi di dollari per lo sviluppo dei collegamenti interne e ,soprattutto,una nuova Banca Asiatica per gli Investimenti Infrastrutturali (AIID) in concorrenza con Fondo monetario e World Bank. Sempre nei giorni dell'accordo con il Pakistan, l'ex Celeste impero ha fatto sapere che per questo piano utilizzerà 62 miliardi di dollari delle proprie riserve di valuta estera, utilizzando come finanziatori le banche pubbliche cinesi, che già oggi stanno comprando asset all'estero: la China Development Bank, che riceverà dal governo 32 miliardi di dollari, Export-Import Bank of China, che ricevera' gli altri trenta miliardi, l'Agricultural Development Bank of China. Il tutto sempre più nell'ottica finanza e cemento.

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