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AZIENDE IN CRISI 22 Aprile Apr 2015 1529 22 aprile 2015

Whirlpool, l'ad: «Investimento da 30 milioni su Napoli»

Castiglioni: «Per Indesit non c'è futuro. Sull'impianto di Caserta mai informato il governo».

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Operai Indesit di Carinaro (Caserta) uno degli stabilimenti destinati alla chiusura secondo il nuovo piano industriale annunciato da Whirlpool.

Dopo una settimana agitata per Whirlpool-Indesit, che ha visto accese proteste degli operai a causa dei 1350 esuberi e la chiusura di due stabilmenti, l'ad dell'azienda italiana Davide Castiglioni ha affermato il 22 aprile che «investiremo 30 milioni di euro sul sito di Napoli. L'investimento sarà ulteriore rispetto ai 500 milioni previsti dal nostro piano di investimento», ha annunciato a margine di un'audizione in Senato. «È nostra intenzione», ha aggiunto, «continuare a operare in Campania».
«LA SITUAZIONE ERA DIFFICILE». Castiglioni anche ha spiegato che «al momento dell'acquisizione di Indesit erano già in essere 940 esuberi, la maggior parte dei quali in quota Indesit e altri 200 circa che appartenevano a Whirlpool», «c'era un numero più alto di dipendenti di quelli che occorrevano, a Carinaro parliamo del doppio dell'attuale organico» e «il piano-Italia di Indesit era ed è noto a tutti: sindacati, ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, lavoratori. Si sapeva che la situazione non era delle migliori».
«IL GOVERNO MAI STATO INFORMATO». L'amministratore delegato in un'intervista in aperture in prima pagine del Mattino, ha precisato però che «il governo non è mai stato informato da noi della chiusura dello stabilimento di Carinaro e dei numeri relativi all'occupazione. Lo ha saputo come i sindacati alla presentazione del piano industriale».
«PRONTI A QUALSIASI SOLUZIONE». Rispondendo su come si è passati in un anno dagli esuberi alla chiusura completa di Carinaro, l'ad ha affermato che «è evidente che mettendo fine all'esperienza di due aziende che si fondono in una sola, il piano-Italia di Indesit non poteva più restare com'era e andava modificato. Questo per noi», ha aggiunto, «è il piano migliore possibile. E deve rimanere un piano sostenibile, capace di dare risposte sostanziali all'industria. Ci abbiamo lavorato per mesi, siamo arrivati a prendere anche una decisione difficile, come la chiusura dello stabilimento», ma «siamo pronti a qualsiasi soluzione capace di ridurre al minimo l'impatto sull'occupazione».

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